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Addio a Enzo Moscato, tra i massimi esponenti della nuova drammaturgia partenopea

Il regista, autore e drammaturgo partenopeo Enzo Moscato, si è spento all’età di 75 anni. Il maestro, malato da tempo, è deceduto nella sua abitazione ai Quartieri Spagnoli. Elegante e dignitosa la scelta di combattere in silenzio il suo male, come solo i grandi sanno fare,  lascia un vuoto incolmabile nella cultura nazionale. Un immenso e acuto rinnovatore della scena teatrale napoletana, che ha spinto verso la modernità il teatro e l’opera di Eduardo. Diplomato al liceo classico e laureato in filosofia, seppe coniugare nel suo teatro, la viscerale lingua partenopea a quella più colta ed elevata, passando dal barocco di Basile alle liriche della antica tradizione napoletana. I suoi capolavori teatrali portano i nomi di : «Scannasurice» (1982), «Festa al celeste e nubile santuario» (1984), «Ragazze sole con qualche esperienza» (1985), «Occhi gettati» (1986), «Cartesiana» (1986), «Piece Noire« (1987), «Partitura» (1988), «Little Peach» (1988), «Tiempe sciupate» (1988). Sino a Rasoi, con regia di Mario Martone , inscenato insieme a Toni Servillo. I suoi Quartieri Spagnoli, dove è sorto lo spazio teatrale “Sala Assoli”, lo aveva visto più volte protagonista. L’omaggio e il ricordo di un eccelso e prolifico autore, tra i più importanti esponenti della cultura e letteratura nazionale degli ultimi 50 anni, è arrivato da tanti artisti, colleghi e istituzioni: come Isa Danieli, Cristina Donadio, Mario Martone , Benedetto Casillo ed anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfrendi e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

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