“Salvatò dovete aggiungere ‘presto e bene’ all’insegna qua fuori, perché da voi si mangia veramente così e tutti lo devono sapere”. A suggerire il nome odierno della nota trattoria “Da Vittorio presto e bene”, al civico 23 di via Niutta all’Arenella, fu un’affezionata cliente.
Prima si chiamava solo “Da Vittorio” come il suo fondatore, che nel 1984 dopo numerose esperienze lavorative in America e in Germania tornò a Napoli e coronò il sogno di un’attività tutta sua nella ristorazione. Oggi è il figlio, Salvatore Di Vito, a gestire il locale di famiglia, da trentasei anni un punto di riferimento per il quartiere, per chi ci vive e chi ci lavora, medici, operai, avvocati, commercialisti i clienti abituali, ma anche per i tanti che sono di passaggio o in vacanza e i numerosi stranieri che incuriositi dai racconti di parenti e amici che ci sono stati non rinunciano a una tappa nella storica trattoria per assaporare i piatti tipici della cucina napoletana in un contesto allegro e informale e ancora per i volti noti dello spettacolo: Paolo Sorrentino, che frequenta la trattoria da quando ancora studiava per diventare regista, Germano Bellavia, Ciro Ferrara, Peppino di Capri e tanti altri. “Ciò che conta è che il cliente, chiunque sia, quando viene qua si senta a suo agio, come a casa sua” sottolinea Salvatore. E la “ricetta dell’accoglienza” insieme a quella del gusto funziona in questo piccolo paradiso di prelibatezze aperto a pranzo tutti i giorni inclusi i festivi eccetto il lunedì, e il venerdì anche di sera: si fa quasi fatica per trovare un posto libero ma Salvatore, da ottimo padrone di casa, fa di tutto per non lasciare scontento e affamato nessuno dei suoi clienti abituali e nemmeno quelli occasionali.


Il menu è vario e comprende ogni giorno quattro primi fissi: gnocchi alla sorrentina, pasta al forno, pasta con i legumi, pennette con pomodorini, rucola e provola e almeno altre quattro proposte che variano giornalmente a seconda della stagionalità delle materie prime o della fantasia dello chef, anzi della chef

Scialatielli con cozze e melanzane

Susy la che della trattoria

Il cuore della cucina della trattoria, infatti, è donna: Immacolata la moglie di Vittorio ieri e Susy la moglie di Salvatore oggi.


Il martedì la chef non fa mai mancare la pasta e patate con la provola, amatissima dagli avventori fissi della trattoria così come la scarola ripiena di olive, capperi, pangrattato e uvetta, tipica del giovedì, un piatto leggero ma saporito, e ancora tra i piatti più richiesti: i ravioli capresi con sugo di carne macinata, la genovese, gli scialatielli con cozze e melanzane, la calamarata con polipetti e tanti altri.

Pasta e patate con la provola in crosta di parmigiano 

Vasta scelta anche per i secondi, una ventina tra quelli di carne e pesce, tutti accompagnati da contorni tipici napoletani di ortaggi e verdure. Imperdibili le alici fritte, lo spezzatino con patate e piselli o di pollo con peperoni, le salsicce ripiene con provola e funghi con i friarielli, la frittura di calamari e gamberi, le polpette di melanzane e provola, la tagliata di carne con rucola, pomodorini e grana, le scaloppine al limone e i polpettoncini bianchi o rossi.

Salsicce e friarielli

Piatti gustosi anche per chi è a dieta “Da Vittorio presto e bene”: primi senza carne, secondi arrostiti, verdure bollite, materie prime sempre fresche e cotte a regola d’arte per soddisfare le diverse esigenze e su richiesta preparazioni speciali anche per gli intolleranti al glutine. Falanghina e Aglianico del beneventano per accompagnare le diverse pietanze, ma anche birra o altre bibite a scelta. Impossibile poi andare via senza assaggiare i dessert, tutti fatti in casa: la panna cotta, la torta caprese, il tiramisù, la millefoglie, la pastiera tra i classici ma a seconda dei giorni anche il semifreddo al cannolo, il tronchetto pan di stelle, la crostata alle fragole o con cocco, caffè e nutella e altre delizie da leccarsi i baffi. Per concludere caffè o liquori, meloncello e limoncello.

La millefoglie fatta in casa

E il conto? Per un pasto completo nei giorni feriali appena 15 euro! “Da Vittorio presto e bene” e a prezzi modici.

Previous articleRifiuti, si apre uno spiraglio
Next article“Keep calm” dai medici le info sul virus