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Young, architetto visionario

Promossa una racconta di fondi per realizzare un documentario sull’urbanista napoletano-scozzese

Nella Napoli di quei tempi, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, era un personaggio straordinario, leggendario. Lo riconoscevano tutti, incontrarlo per strada era un piacere, dava confidenza ed ascolto a chiunque volesse fermarsi con lui a scambiare quattro chiacchiere. Lamont Young era un architetto. E non solo. Un urbanista visionario, eclettico e geniale, un precursore illuminato.
Napoli non lo dimentica. Proprio in questi giorni, a novantun anni dalla morte il consigliere della prima municipalità Francesco Carignani, che ha creato una pagina Facebook dedicata appunto a Young, esperto di politiche culturali, ha promosso una raccolta di fondi finalizzata alla realizzazione di un documentario che ripercorrerà le opere e la vita tutta di Lamont Young affinché anche la generazione di oggi e quelle che verranno possano avere conoscenza della sua strepitosa esistenza.

Carignani, intervistato da NapoliToday ha così spiegato l’iniziativa: “È possibile sostenere il documentario sulla piattaforma produzionidalbasso.com. Il nostro obiettivo è di far conoscere questo autore, purtroppo poco conosciuto ed anche di contribuire ad una riflessione su Bagnoli, raccontando il suo progetto di inizio ‘800, incentrato sul verde e sul turismo, che a distanza di anni sembra ancora la migliore idea possibile. Un progetto fatto per attirare turisti, ma anche per dare un luogo di intrattenimento ai napoletani, con un importante polo culturale quale doveva essere il Palazzo di Cristallo che Young aveva in mente. Uno spazio per mostre internazionali, conferenze e concerti. Young parla apertamente di un “uso sociale” per quei napoletani non in grado di viaggiare e che in questo modo avrebbero potuto scoprire la cultura di altri paesi. La più nobile concezione di turismo, così come dovrebbe essere: un motore di sviluppo, non solo economico, ma anche culturale”. Straordinaria la sua opera, ma straordinaria anche la sua biografia. Lamont Young nasce a Napoli da Giacomo Enrico Young, possidente scozzese che si era trasferito a Napoli dall’India ed Elisabetta Swinhoe, nata a Calcutta; pur essendo nato a Napoli e riconosciuto popolarmente come napoletano non acquisì mai la cittadinanza italiana.

Famoso per aver progettato e costruito il Parco Grifeo col Castello Aselmeyer, alcuni palazzi del Parco Margherita e del rione Amedeo, e soprattutto Villa Ebe sul Monte Echia (sua residenza personale) e la sede dell’Istituto Greble in via Crispi. A lui si devono nel 1872 anche i progetti (mai realizzati) della prima linea metropolitana partenopea (che appaiono ricordati nelle attuali stazioni del metro dell’arte) e del “rione Venezia”, la nuova città fatta di canali, giardini e palazzi residenziali a bassa densità abitativa.
Il nuovo rione avrebbe dovuto sorgere fra Santa Lucia e l’area flegrea, che il progetto voleva unite e collegate da un sistema di calli e canali, fra i cui uno spettacolare canale in galleria che avrebbe dovuto passare sotto la collina di Posillipo e, attraverso Fuorigrotta, avrebbe dovuto sfociare a Bagnoli che Young, con estrema lungimiranza, aveva appunto indicato come ideale polo turistico e balneare cittadino di respiro europeo. Il suo stile “pseudo vittoriano” fu talvolta criticato in quanto non rispondente alla tradizione architettonica cittadina. Morì suicida a Villa Ebe sulla collina di Pizzofalcone nel 1929. Oggi Villa Ebe, parzialmente distrutta da un incendio, è in uno stato di totale abbandono e tutti i progetti per il recupero sono miseramente falliti.
Young fu anche un appassionato di motori e la sua passione per le auto lo indusse a promuovere la nascita dell’Automobil Club di Napoli, ufficialmente costituito il 18 febbraio del 1906, presso la sua abitazione di allora.

 

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