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Covid, Pisani (Noi consumatori): “Ecco le richieste degli imprenditori partenopei prima delle cause di indennizzo”

Cassa integrazione immediata, blocco dei fitti in caso di chiusura, riduzione del 50% dei fitti fino a fine pandemia, sospensione di tasse, contributi e iva, sospensione del pagamenti delle utenze. Sono queste le richieste principali dei mille imprenditori partenopei, titolari di bar, ristoranti, gelaterie, pub, negozi etc. che, attraverso l’associazione Noi Consumatori, guidata dall’avvocato Angelo Pisani, rappresenteranno negli inviti in mediazione al governo e alle Regioni, prima di notificare gli atti di citazione in tribunale per chiedere indennizzo economico in base all’articolo 2045.
Le partite Iva di Napoli, ieri sera, hanno manifestato pacificamente, ben consapevoli del difficile momento sanitario ma anche economico.
Volenterosi di aiutare il sistema sanitario, poiché sembrano essere gli unici responsabili del contagio, hanno dato la propria disponibilità a chiudere per 30 giorni.
Tuttavia hanno chiesto tutela per i propri dipendenti, già provati economicamente dalla precedente cassa integrazione, e per loro stessi.
L’obiettivo è salvare il sistema sanitario ma avere la possibilità di riaprire, anche dopo trenta giorni di chiusura totale.
Pertanto cinque sono le richieste da loro avanzate:
1) cassa integrazione con erogazione immediata e non soggetta a tassazione per il dipendente
2) differimento imposizione fiscale (nazionale e locale)
3) credito di imposta locazioni con cessione al locatore pari ad almeno il 60%
4) azzeramento costi fissi utenze reale (e non come avvenuto in precedenza )
5) ristoro per i datori di lavoro. Gli imprenditori possono fare la loro parte e si augurano che anche la politica possa fare altrettanto, in nome del bene comune.
“Siamo vicini ai Presidente di regione e chiediamo che si facciano tramite a livello nazionale delle nostre richieste di sostegno – affermano gli imprenditori – chiediamo la cassa integrazione, con erogazione immediata e non soggetta a tassazione per il dipendente; il differimento dell’imposizione fiscale nazionale e locale; il credito di imposta per le locazioni, con cessione al locatore pari ad almeno il 60%; l’azzeramento reale dei costi fissi delle utenze; il ristoro per i datori di lavoro”.
“Se si dovessero verificare le condizioni precedenti – concludono – gli imprenditori chiedono una programmazione della chiusura di tutti gli esercizi. In caso contrario, si continua a rimanere aperti”. Alla fine se non si muore di Covid senza rispetto e organizzazione comunque è la fine del sistema economico dichiara l’avv Pisani ecco perché la legge prevede pagamento indennizzo ex art 2045 cc.
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