Facciamo chiarezza sui due punti tolti alla Juve Stabia: la sanzione riguarda il precedente passaggio di proprietà a Stabia Capital. Il sequestro dei 153 milioni di crediti d’imposta legato ad Alfredo Guerri è una vicenda diversa.

Due punti di penalizzazione alla Juve Stabia e, praticamente nelle stesse ore, la notizia del sequestro di quasi 153 milioni di euro di crediti d’imposta a società riconducibili al presidente Alfredo Guerri.
La coincidenza temporale può aver generato confusione tra i tifosi, ma il primo punto da chiarire è molto semplice:
la penalizzazione della Juve Stabia non è stata causata dalla vicenda giudiziaria che riguarda Guerri.
Sono due questioni diverse.
Perché la Juve Stabia ha ricevuto 2 punti di penalizzazione?
Per capire il motivo del -2 bisogna tornare al 17 aprile 2026, quando il 100% della Juve Stabia venne acquistato dalla Stabia Capital Srl.
È questo passaggio societario, precedente all’attuale proprietà, ad essere al centro della decisione del Tribunale Federale Nazionale.
Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla FIGC, la sanzione riguarda la mancata produzione della documentazione prevista dalle norme federali in occasione dell’acquisizione.
In particolare, la FIGC fa riferimento alla documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e solidità finanziaria e alla copia dell’atto dal quale è derivata l’acquisizione del 100% della società avvenuta il 17 aprile 2026.
In parole semplici: quando viene acquistata una società di calcio professionistica, chi effettua l’operazione deve presentare alla FIGC una serie di documenti e dimostrare di possedere determinati requisiti.
Secondo la decisione del Tribunale Federale, in occasione dell’acquisizione della Juve Stabia da parte di Stabia Capital questa documentazione non è stata correttamente prodotta.
Da qui sono arrivati i due punti di penalizzazione.
Il punto fondamentale: la contestazione riguarda Stabia Capital
C’è un aspetto particolarmente importante per comprendere la vicenda.
La contestazione nasce dal passaggio della Juve Stabia alla Stabia Capital Srl e dagli adempimenti collegati a quell’operazione.
È quindi necessario distinguere la società calcistica dall’acquirente chiamato, in quella fase, a produrre la documentazione prevista dalle norme federali.
Ed è proprio su questo aspetto che potrà concentrarsi anche il ricorso contro la penalizzazione.
La Juve Stabia potrà infatti attendere le motivazioni complete della decisione del Tribunale Federale Nazionale e successivamente valutare le iniziative da intraprendere davanti agli organi di giustizia sportiva.
Cosa c’entra Alfredo Guerri con la penalizzazione?
Con questa specifica penalizzazione, nulla.
Ed è probabilmente questo il punto sul quale nelle ultime ore si è creata maggiore confusione.
La notizia del -2 è arrivata quasi contemporaneamente a quella relativa ad Alfredo Guerri, ma i due procedimenti hanno origini completamente differenti.
Guerri è entrato nella proprietà della Juve Stabia successivamente ai fatti del 17 aprile contestati dalla giustizia sportiva.
La penalizzazione, quindi, affonda le proprie radici in una fase societaria precedente.
E i 153 milioni di crediti d’imposta sequestrati?
Questa è un’altra vicenda.
Il sequestro di quasi 153 milioni di euro di crediti d’imposta riguarda due società riconducibili ad Alfredo Guerri ed è legato a un’indagine della Procura di Napoli sui crediti relativi al Superbonus 110%.
Secondo l’ipotesi investigativa riportata dall’ANSA, i crediti sarebbero collegati a interventi edilizi che in alcuni casi sarebbero stati non realizzati, realizzati solo parzialmente o non completati.
Si tratta di contestazioni oggetto di un procedimento distinto, che dovrà naturalmente seguire il proprio percorso giudiziario.
La S.S. Juve Stabia non è la società destinataria di quel sequestro e, soprattutto, quella vicenda non rappresenta la causa dei due punti di penalizzazione decisi dalla giustizia sportiva.
Perché allora le due notizie sono state associate?
Soprattutto per una questione di tempistica.
Nel giro di poche ore sono arrivate due notizie molto importanti che contenevano entrambe il nome della Juve Stabia: da una parte il -2 deciso dal Tribunale Federale, dall’altra l’inchiesta riguardante società riconducibili all’attuale presidente Guerri.
Ma essere pubblicate nello stesso giorno non significa avere la stessa origine.
Per comprenderlo basta guardare le date.
La vicenda che ha portato alla penalizzazione riguarda il passaggio societario del 17 aprile 2026.
L’inchiesta sui crediti d’imposta riguarda invece società riconducibili all’attuale presidente e fatti di natura tributaria estranei alla decisione presa dal Tribunale Federale sulla Juve Stabia.
Attenzione: c’è anche un altro -2
Per evitare ulteriore confusione bisogna ricordare che questi non sono neppure gli unici due punti di penalizzazione della Juve Stabia.
La squadra aveva già iniziato il campionato 2026/27 con un’altra penalizzazione di due punti.
Anche in quel caso, però, il motivo era differente.
La precedente sanzione riguardava il mancato versamento entro il termine del 16 aprile 2026 delle ritenute IRPEF relative agli emolumenti e agli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati per gennaio e febbraio 2026.
Abbiamo quindi tre vicende completamente distinte:
- primo -2: violazioni relative ai versamenti previsti dalle norme federali;
- secondo -2: documentazione relativa all’acquisizione della società da parte di Stabia Capital;
- caso Guerri e sequestro dei crediti d’imposta: indagine distinta che riguarda società riconducibili all’attuale presidente e che non ha determinato la penalizzazione della Juve Stabia.
Juve Stabia, dunque, perché sono stati tolti altri due punti?
La risposta, alla fine, è molto più semplice di quanto possa sembrare.
I due punti non sono stati tolti alla Juve Stabia per quello che è accaduto ad Alfredo Guerri.
La penalizzazione riguarda il passaggio di proprietà del 17 aprile 2026 e la documentazione che, secondo la giustizia sportiva, non è stata prodotta secondo quanto previsto dalle norme federali.
La vicenda dei quasi 153 milioni di crediti d’imposta sequestrati a società riconducibili a Guerri è successiva, distinta e segue un percorso completamente diverso.
Due notizie arrivate quasi contemporaneamente, quindi, ma due storie che non devono essere confuse.

Fotografo e videografo, giornalista pubblicista, ha collaborato alla realizzazione di alcuni servizi di inchiesta per il programma televisivo “Le Iene”, ha condotto la trasmissione televisiva “Zona Napoli” in diretta su “Stereo 5 tv” ed è opinionista per vari programmi televisivi e radiofonici.
