Srilankesi nel mirino di predatori e baby gang, l’appello di Jeganesan: “Più sicurezza per tutti”

Bande minorili  (e predatori abituali) a caccia di immigrati di colore per borseggi, scippi, rapine e violenza gratuita.  Nel mirino soprattutto i srilankesi, come segnalò questo giornale con un articolo del primo ottobre scorso. E adesso c’è la denuncia di Savary Ravendra Jeganesan, il consigliere comunale aggiunto con l’incarico di favorire l’integrazione degli immigrati, il quale – dopo l’ennesima aggressione ai danni di un lavoratore extracomunitario – nella seduta del 15 dicembre ha chiesto alla giunta del sindaco Manfredi  una “maggiore attenzione a questa problematica” e che a Napoli sia garantita una “maggiore sicurezza per tutti”.

Proprio il giorno prima un 51enne originario dello Sri Lanka era stato aggredito sul lungomare Caracciolo (altezza consolato americano)  da una banda di giovanissimi mentre alle 18,30 era diretto a bordo di una bici elettrica verso casa, nel centro storico, dopo aver concluso la sua giornata di lavoro… I giovanissimi non si sono limitati a rapinargli la bici ma lo hanno pestato senza pietà, accanendosi, e infatti pare che l’uomo sia ancora ricoverato,  dopo aver subito interventi chirurgici alla bocca e in altre parti del volto.

Come in altre metropoli, anche a Napoli aumentano i reati collegati all’immigrazione. Per quanto riguarda le baby gang,  probabilmente si tratta di azioni da inquadrare nella vigliaccheria che spinge chi si fa forte del “gruppo” a colpire le persone più deboli e indifese (non ci sono elementi per pensare a intolleranze a sfondo etnico).

Da tempo c’è tensione e paura tra i lavoratori di Sri Lanka, comunità pacifica e laboriosa. Borseggi sui bus (soprattutto nel tratto tra piazza Garibaldi e il Museo), scippi e rapine da un capo all’altro della città. Poche le denunce, anche perché questi lavoratori stranieri non parlano bene la nostra lingua e soprattutto per timore di ritorsioni. Uno degli episodi più eclatanti, anche se non confermato, risale agli inizi dell’autunno quando un pullman carico di pellegrini partito dal Museo fu bloccato un po’ più avanti da un gruppo di malavitosi, almeno uno dei quali armato di pistola, che ripulirono i passeggeri di denaro, oggettini preziosi…  E qualcuna delle vittime (ecco il danno maggiore) fu privata anche del passaporto…  Prima di fuggire,  pistola puntata in faccia ai passeggeri terrorizzati,  come a dire: “Se parli, ti vengo a cercare e ti ammazzo”.

Qualche mese fa  un diciassettenne è stato accoltellato a largo Banchi Nuovi per non aver ceduto cellulare e portafogli. Il 23 dicembre in via dell’Avvocata un trentacinquenne è stato ferito senza motivo a un braccio con una arma da taglio.

L’unico precedente su una comunità straniera presa di mira da scippatori e rapinatori (e in quel caso anche da  estorsori) risale al 2016,  quando i cinesi scesero addirittura in piazza con striscioni bilingue per chiedere più protezione e sicurezza.  E adesso l’appello del consigliere comunale aggiunto Jeganesan: “Serve più sicurezza. Per i napoletani, per i turisti e per i lavoratori stranieri”