Il picco di femminicidi registrato proprio nelle ultime settimane  evidenzia l’urgenza di misure legislative ed azioni concrete per arginare il fenomeno, ma in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”  da Napoli viene rilanciato con forza anche il tema degli orfani delle vittime di crimini domestici  – oltre 2000 in Italia – privati della madre o anche del padre (spesso  autore del delitto) e il più delle volte abbandonati a se stessi. Altra novità di quest’anno, un maggiore attivismo maschile (il femminicidio è un problema sociale e dunque riguarda tutti).  A varie manifestazioni  è stata sollecitata la testimonianza dei familiari delle vittime.

Tra le iniziative nel capoluogo, domani alle ore  9  flash-mob in piazza Municipio col sindaco Manfredi, l’assessore alle pari opportunità Ferrante e Roberto Fico, già presidente della Camera;  mentre alle 17,30 al Pan si terrà un convegno su “Il reato di violenza sessuale: dal diritto romano alla normativa vigente” con l’intervento, tra gli altri, del capo della Squadra Mobile, Alfredo Fabbrocini.

Ornella Pinto con suo padre
Ornella Pinto con suo padre

 “Dedicato a Ornella” poi è il titolo di un incontro fuori… classe che si terrà alle 9,30 nella scuola secondaria statale “G.A.Rocco” di Afragola. Un incontro con Giuseppe e Stefania Pinto, il padre e la sorella della professoressa  del Liceo Artistico di Napoli massacrata a coltellate il 13 marzo 2021 dall’ex compagno Pinotto Iacomino che infierì nonostante la presenza in casa del loro figlioletto di due anni: crudeltà che colpì  particolarmente l’opinione pubblica. Grande attesa degli alunni. Al termine della manifestazione – organizzata in collaborazione col Comune – a Ornella sarà dedicata una panchina rossa (donata alla scuola dalla C.E.M)…   Dal  giorno della tragedia, quella contro il femminicidio  per  Giuseppe Pinto, operatore nel campo dei beni culturali e funzionario Uil TuCs, è diventata una missione: “Serve una legge specifica, con pene  severe  che fungano  da deterrente”. Già scrisse al Capo dello Stato (e fu ricevuto dal prefetto); lo rifarà: “Questa è una strage. Si continua ad ammazzare, senza che il Parlamento faccia nulla”. E con la figlia Stefania rilancia il tema degli orfani speciali: “Ci sono oltre duemila bambini senza tutela. Se affidato a parenti anziani, malati, disagiati, il bambino che fine fa?”. Una legge ci sarebbe ma è la burocrazia che determina l’impasse. Per giunta, non esiste un elenco ufficiale dei piccoli (una coop che ha setacciato le cronache, nel Sud ne avrebbe “intercettati” duecento).

Il 29 novembre alle 15,30 nel salone Uil Campania si terrà un convegno proprio su “Orfani di femminicidio: l’indifferenza che uccide due volte” con il segretario generale Giovanni Sgambati, la segretaria regionale Vera Bonuomo;  Stefania Pinto; Dario Annunziata, viceprefetto aggiunto di Napoli; Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri ascolto mobbing e stalking della Uil;  Loredana Raia, vicepresidente del Consiglio regionale.

Tra le iniziative più significative in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, la “riflessione” di oggi  al Suor Orsola Benincasa  preceduta  dalla proiezione di video di un progetto che racconta Napoli  come “La città delle donne”  realizzato con la Federico II (presidenti del Comitato unico di garanzia Fabrizio Manuel  Sirignano  per il Suor Orsola e Tina Giancola per la Federiciana)  in collaborazione con CNR e liceo Umberto.  “Al Suor Orsola siamo stati feriti anche ‘personalmente’ da uno dei più dolorosi episodi di femminicidio avvenuti a Napoli negli ultimi anni”, racconta Manuel Sirignano, professore ordinario di Pedagogia generale del Suor Orsola,  “quello che ha colpito una nostra laureata eccellente, ottima ed appassionata insegnante, Ornella Pinto. Ecco, questa è anche una occasione per ricordare Ornella e le tante donne vittime di violenza”, ha aggiunto Sirignano,  sottolineando “il nostro impegno specifico che, non da oggi, è direzionato nel sostegno e nell’arricchimento di percorsi formativi che possano operare quella trasformazione culturale nelle relazioni di genere che, insieme al rigore del sistema giuridico-sanzionatorio, è l’unico antidoto a questa gravissima emergenza,  che è una emergenza innanzitutto di degrado sociale e culturale”.