E’ accaduto durante la trasmissione di Giletti. Un duro faccia a faccia tra l’ex sindaco di Napoli e il direttore di Libero Alessandro Sallusti. Quest’ultimo, incautamente, ha accusato De Magistris di aver lasciato Napoli colma di rifiuti. Un errore clamoroso. Perché De Magistris in dieci anni ha disastrato Napoli sì, ma non gli si può certo addebitare di aver lasciato la città colma di rifiuti.  Ha avuto quindi gioco facile nel rintuzzare il giornalista.
Ma, c’è un ma. De Magistris ha omesso di ricordare che il problema lo ha risolto mandando la spazzatura in altre compiacenti regioni italiane e all’estero, imbarcandola su navi costrette a portare la nostra spazzatura in giro per il Mediterraneo e per l’Atlantico. Costrette è un eufemismo, visto che noi tutti, cittadini napoletani, queste “crociere della munnezza” le paghiamo care, più di 200 euro a tonnellata. Non solo, ma oltre a far arricchire i trasportatori e a pagare l’incenerizione sul posto di arrivo, offriamo alle società che bruciano la possibilità di vendere energia e di fare bei soldini. Insomma un fantastico business, che ci vede solo spettatori paganti.
Lubrano avrebbe commentato, una domanda sorge spontanea: non avremmo potuto farcelo in casa un inceneritore, che sarebbe stata la cosa più logica e economicamente valida? No. Appena eletto, infatti, De Magistris garantì che entro sei mesi la differenziata a Napoli sarebbe arrivata al 70 per cento. Un azzardo, considerata la viscerale idiosincrasia del popolo napoletano verso il rispetto delle regole.
Ma lui era per principio contrario ai termovalorizzatori, ed avendo ereditato dalla Iervolino il progetto di realizzarne uno, mise le mani avanti. Con la differenziata avrebbe risolto tutto. Una bufala. E infatti solo un mese dopo la trionfante promessa del 70 per cento bocciò ufficialmente la realizzazione dell’impianto.
Con il risultato che tutti conosciamo. La differenziata continua a languire e noi continuiamo a svenarci per spedire fuori Campania i nostri rifiuti. Sallusti aveva torto. Ma fino a un certo punto.
Zac