Lo scorso venerdì 1 luglio si sono incontrati i rappresentanti delle 11 Associazioni afferenti  al  Servizio divulgazioni  donazione organi, tessuti e cellule  “Ancora insieme” presso la Regione Campania, sono stati ospiti del Cav Salvio Zungri ed Imma, dopo che è stato siglato tra la Regione Campania, la Procura Generale e l’Avvocatura Generale della Repubblica l’importante protocollo  (il primo in Italia) che disciplina il rapporto tra Autorità Giudiziaria ed Autorità Sanitaria sul prelievo di organi e tessuti in caso di decesso di potenziali donatori, causato da eventi accidentali che possono costituire dei reati (ad esempio sinistri stradali, omicidi volontari, infortuni sul lavoro, salme indotte al sequestro giudiziario e responsabilità professionale) ai quali si aggiunge il caso della morte di soggetti detenuti.

Ideato e promosso dalla dottoressa  Maria Rosaria Focaccio, Responsabile del Servizio divulgazione donazione organi, tessuti e cellule della Regione Campania, il protocollo regola ogni passaggio delle necessarie interlocuzioni tra le autorità competenti, per contemperare le esigenze di tempestività dell’espianto con quelle di completezza delle indagini preliminari e, inoltre, fornisce modelli di atti variamente utili a dare celerità a questo rapporto.

“Un esempio straordinario, l’unico in Italia di collaborazione tra autorità giudiziaria e regionale in tema di trapianti d’organo” ha detto il presidente De Luca.

“Un donatore moltiplica la vita. È questo il pensiero costante che ci deve guidare” ha detto il procuratore generale di Napoli Luigi Riello.

“Il primo drammatico test di sinergia tra autorità giudiziaria e autorità sanitaria regionale in tema di donazione d’organi e trapianti – ha ricordato – l’avvocato Generale della Repubblica Antonio Gialanella – è stata la morte di un immigrato di 30 anni, investito da un pirata della strada nel quartiere Pianura di Napoli lo scorso dicembre mentre in sella a una bici stava tornando a casa dopo aver terminato il suo lavoro in pizzeria (lui che non adoperava l’auto dopo che aveva visto morire un amico in un incidente stradale). Un test che ognuna delle parti in causa avrebbe voluto evitare ma che ha dato la misure dell’efficienza messa in piedi tra Regione Campania e Procura Generale di Napoli grazie alla quale è stata salvata più di una vita”.

“La salma era sotto sequestro giudiziario – ha aggiunto Gialanella – ma come comunicato con urgenza dalla dottoressa Focaccio avevamo a disposizione appena 50 minuti per l’espianto degli organi, autorizzato dalla famiglia. Grazie all’apporto del procuratore di Napoli Giovanni Melillo siamo giunti a far coniugare le esigenze dell’autorità giudiziaria e sanitaria poco primo del default, e così stata salvata la vita ad alcune persone”.

“In Italia sono circa 10mila le persone in attesa di un trapianto e di queste circa 600 muoiono per non aver ricevuto un organo” dichiara il dottor Antonio Corcione, direttore del Centro Trapianti Campania, nota positiva che grazie anche alla  divulgazione delle giuste informazioni  da parte delle Associazioni sono aumentati i  donatori e conseguentemente i trapianti.