Due petizioni per la Biblioteca: “La cultura e gli intrecci sull’asse Napoli-Torino”

Raccolta firme in piazza Trieste e Trento per una petizione al presidente della Repubblica  per scongiurare il trasferimento della Biblioteca Nazionale dalla sua storica sede al fatiscente ex Albergo dei Poveri di piazza Carlo III  e “per ripristinare una visione di cultura che abbia come fine la formazione e la crescita umana e non gli utili economici”.  Iniziativa che s’accompagna a quella online di una trentina di associazioni unite in un Forum per una petizione al sindaco Manfredi  “contro la privatizzazione della cultura”. Ma il tempo stringe. Secondo indiscrezioni, entro il 30 giugno la direzione della Biblioteca dovrà presentare al Comune il progetto per il trasferimento.

Benché il ministro Franceschini  il 16 giugno abbia dato conferma di questa operazione, continua il dibattito su un trasloco che a molti appare “irragionevole” tanto più che il fine sarebbe quello di liberare dai libri le sale del Palazzo reale per ampliare gli spazi per visite guidate (già possibili) e per feste e meeting a pagamento (e forse per inserirlo in circuiti museali che hanno una diversa mission).  E se qualche commentatore allude a  “un partito del No che blocca tutto”,  sul fronte opposto intellettuali del calibro di Pietro Craveri, Mauro Giancaspro , Tomaso Montanari, lo storico dell’arte Marco Tedesco, il filosofo Eugenio Mazzarella,  lo scrittore regista Fausto Nicolini (e altri) argomentano  le ragioni del NO proponendo  pure soluzioni per  “rivitalizzare” Palazzo Fuga (quando  sarà  ristrutturato).  Sulla questione si registra anche l’esordio del Garante per i beni culturali e il paesaggio di Napoli, professor Giulio Pane, che parla di “avventurismo culturale privo di radicamento storico”.

Contrarie a un “provvedimento calato dall’alto” anche le principali sigle sindacali, che chiedono un tavolo di confronto. “Oltre a essere preziose per gli studiosi,  le biblioteche sono un mezzo indispensabile per ridurre le disuguaglianze sociali, dando opportunità di crescita anche a chi viene dalle classi più disagiate”, scrive Annamaria Sersale (in riferimento ai discorsi sulla povertà educativa).  Bene anche le biblioteche comunali. Ma qui stiamo parlando della “Nazionale” di Napoli, il cui patrimonio inestimabile significa  le “radici” del Sud.

Presentata una interrogazione dalla senatrice Margherita Corrado (Gruppo Alternativa/CAL Alternativa) con i  colleghi  Angrisani, Granato, Lannutti e Morra. Per Maria Muscarà, consigliera regionale del gruppo misto, “Il trasloco di una biblioteca di due milioni di volumi sarebbe  un dispiego di energie e di somme di denaro ingenti, dei fondi europei, che porterebbe a un trasloco inutile e forse anche dannoso, vista la fragilità di tanti manoscritti” .

Tace invece il sindaco Manfredi, anche dopo la protesta dei dipendenti della Biblioteca e attivisti vari proprio sotto il Municipio. “Un silenzio eloquente, estremamente negativo. Quasi un silenzio assenso ”, sottolinea Antonio Pariante del Comitato di Portosalvo: “La città deve far sentire la propria voce”. Ovviamente  importante  la sinergia con il governo (senza l’accordo con il governo, il Comune oggi sarebbe in dissesto)…

 Quando presentò il Piano cultura 2022-26 (da varare entro l’estate)  Manfredi  manifestò  l’intenzione di creare una fondazione per gestire i siti più importanti, “una fondazione interamente pubblica, del Comune, che ci consenta di gestire i siti e di reinvestire in restauri e manutenzione gli utili ricavati dai biglietti di ingresso e dal fitto delle sale”.  Insomma , di avviare partenariati pubblico/privato come avvenuto  in Piemonte e nel Veneto.  Il che ha allarmato molte realtà del territorio; di qui la petizione “Stop alla privatizzazione della cultura a Napoli!” promossa dall’associazione di professionisti dei beni culturali “Mi riconosci”. Secondo  la portavoce Marina Minniti  “una gestione privatistica del settore culturale porterebbe nel tempo molti benefici al privato e perdite per il pubblico”.  Le fondazioni “tendono ad alzare i prezzi dei biglietti e a risparmiare sul costo del lavoro; adottano contratti non adeguati, senza le necessarie tutele; e, in caso di perdite, chiedono aiuto allo Stato. Il regime privato permette loro di non ricorrere a concorsi pubblici, facilitando assunzioni spesso clientelari”, sostiene. A causa delle opacità dello strumento giuridico ‘fondazione’,  insiste, “ le possibilità di recesso sono problematiche: ogni conferimento si configura come di fatto perpetuo “.  Napoli dispone di parecchi fondi per la manutenzione straordinaria di alcuni siti.

 E non manca poi chi fa dietrologia, ipotizzando, alla luce di alcune coincidenze, un asse nazionale Napoli-Torino…  Il  20 maggio è stato inaugurato da Intesa San Paolo il nuovo museo “Gallerie d’Italia” nella storica sede dell’ex Banco di Napoli in via Toledo (che segue le “Gallerie d’Italia” di Piacenza, di Milano e quella inaugurata tre giorni prima a Torino).  Ad aprile il sindaco Manfredi aveva designato come componente del  cda del Teatro Mercadante l’attuale manager del  Museo Egizio di Torino, Evelina Christillin, da sempre vicina agli Agnelli, un curriculum straordinario e tuttora componente – tra l’altro – del Consiglio della Fifa (federazione internazionale di calcio); sposata col manager Gabriele Galateri di Genola.  Evelina Christillin, entusiasta,  intervistata dal CorMezz  ha detto di avere già amici a Napoli conoscendo da parecchio tempo Gaetano Manfredi, Mario Martone, Maurizio De Giovanni , Generoso Di Meo; il prefetto Claudio Palomba, che prima di venire a Napoli ha lavorato a Torino;  Mario Epifani, da fine 2020 direttore di Palazzo reale, che lavorò per una decina di anni a Torino. Amica della ex sovrintendente Rosanna Purchia,  che adesso è assessore alla cultura del Comune di Torino. Mentre il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, sta anche nel consiglio di amministrazione del Mann (il nostro museo archeologico)…  Un incarico, quello nel cda del Mercadante, non  così rilevante per una donna  di “peso” come la Christillin con le sue competenze manageriali,  comunicative e internazionali…   Competenze che in prospettiva, secondo i sospettosi, potrebbero essere maggiormente utilizzate  nell’ambito di un piano per  “valorizzare” la cultura anche a fini economico-turistici   (precedenti articoli il 30 maggio, l’8 e il 14 giugno) .