“I libri nell’Albergo sgarrupato per fare più feste e visite guidate a Palazzo reale?”. Protestano i dipendenti della Biblioteca nazionale

da | Giu 8, 2022 | Primo piano

Cento proposte per “rivitalizzare” l’ex Albergo dei Poveri  – per lo più a carattere socio assistenziale  – ma intanto l’unico progetto “in itinere” sembra essere quello di trasferirvi la Biblioteca nazionale. In tal modo, le sale di Palazzo reale adesso occupate dai libri servirebbero ad ampliare ulteriormente il percorso museale e  forse anche come “location” in concessione a privati. Non solo visite guidate, insomma, ma feste, meeting aziendali e altri eventi a pagamento (a maggio 2018 suscitò scalpore questa foto di quattro donne sedute sul trono).  Intanto però la megacostruzione del Settecento è fatiscente, ove non pericolante.  S’aggiunge il peso di due milioni di libri? Ha senso avviare il trasloco prima del restauro? Ed è giusto “attentare” a un patrimonio librario tra i più importanti d’Italia senza sapere quale sarà complessivamente la destinazione di Palazzo Fuga e quali altre attività vi saranno ospitate?

Tantissime le reazioni sui social alla notizia rilanciata il 20 maggio dal ministro Franceschini (vedi quotidianonapoli.it del 30 maggio): per il restauro, come noto,  ci sono 100 milioni di euro del Pnrr.  Silenzio, invece, da parte delle istituzioni… Intanto l’operazione procede sotto traccia. Una conferma arriva da una pagina facebook  creata  dai dipendenti della Nazionale: “Ad aprile ingegneri e tecnici del Comune hanno contattato la dirigenza della Biblioteca per cominciare a predisporre il da farsi”. E in un articolo del 3 giugno su Repubblica online,  a una domanda sull’ipotesi  trasloco, il direttore del Museo di Palazzo reale, Epifani, ha risposto: “Questo ci consentirebbe di ampliare la superficie museale e sarebbe utile avere più spazi a servizio dei grandi eventi che ospitiamo” .

Un piano che sembra cozzare con la realtà delle condizioni di dissesto in cui si trova l’ex Albergo dei Poveri, da restaurare (dopo trent’anni di tentativi inefficaci) per poi essere “rivitalizzato” con una serie di attività che rispettino la sua vocazione. Ma già si sa che 100 milioni non bastano…  “I lavoratori della Biblioteca evidenziano, da cittadini, che è un nonsenso pensare di risolvere il problema storico dell’Albergo dei Poveri con il trasferimento dei libri”, commenta Antonio Pariante del Comitato Portosalvo, “c’è bisogno di un progetto di forte respiro e che dia impulso alla città”. L’iniziativa calata dall’alto accentua il vuoto dell’Amministrazione comunale, che non ha un assessore alla cultura. Palazzo Fuga è in parte inagibile, “il tetto è scoperchiato per tre quarti. Ci vogliono lavori di consolidamento statico”.

E quanto tempo ci vorrà? Quanto tempo ci vorrà per adeguare almeno parte dell’ex Albergo dei Poveri alle moderne esigenze (nonché attrezzature per la funzionalità e la sicurezza di una biblioteca)?  “Due milioni di libri, dove li mettono?  A Palazzo reale la Biblioteca occupa più di 20mila metri quadrati: che cosa ci metteranno in quegli spazi, una volta che siano stati liberati dai libri?” E’ quanto si domanda Mauro Giancaspro, già direttore per quasi vent’anni della Biblioteca Nazionale, dove tra l’altro sono stati fatti lavori di restauro e installati impianti di sicurezza che – col trasferimento – andrebbero vanificati. Il trasloco sarebbe una impresa titanica (smontare, inscatolare, trasportare, aprire, risistemare) oltre che costosa; e gli impiegati, che vent’anni fa erano 280, ora sono solo 60. “Dove li mettono due milioni di libri? E le antiche scaffalature, appositamente costruite,  dovrebbero essere riadattate? O si getteranno, sprecandole?”.

Non solo libri e documenti  – ricordano i dipendenti della Biblioteca – ma anche mobili, suppellettili, scaffali che sono parte integrante delle collezioni che custodiscono; gli animali tassidermizzati della Sala Africa; strumenti musicali e rarità varie… Materiali fragili (si pensi ai papiri ercolanensi) che sarebbero messi a rischio da un trasloco di massa. “Quando qualche opera viene concessa in prestito a un altro museo, i valori assicurativi arrivano a milioni di euro e uno o due bibliotecari  l’accompagnano nel  trasporto,  affidato a ditte specializzate”. L’operazione di trasloco dei libri a Palazzo Fuga inoltre ne impedirebbe la fruizione per diversi anni,  ostacolando  anche  le attività di ricerca in collaborazione con altri enti…  Poi un po’ di cifre: nel 2019 furono stanziati 300mila euro per climatizzare la stanza dei papiri; lavori per la nuova centrale operativa e per il punto accoglienza con aggiunta di tornelli per  tessera magnetica (630mila euro); lavori in corso per la distribuzione (600mila euro) per i sottotetti (due milioni) e i montacarichi (500mila). Tutto sprecato ovemai avvenisse il trasferimento.

“La Biblioteca nazionale di Napoli è la più bella d’Italia, tra i giardini reali ed il mare. Perché decentrarla? Se ci fosse bisogno di nuovi spazi, gli spazi ci sono per espandersi. E poi la Biblioteca è anche un luogo di aggregazione, di socialità, di incontri. Quando c’ero io”, ricorda Mauro Giancaspro, “circa 700 ragazzi venivano ogni giorno”. Oggi, forse meno fruitori dopo la pandemia. “Con le nuove tecnologie”, ragiona Giancaspro, “s’è perso il contatto tra persona e persona (ormai anche per burocrazia e servizi interagiamo con le macchine).  Mentre ovunque si diffonde The Human Library – cioè la biblioteca dove le persone  diventano ‘libri’,  raccontando la propria storia, e ciò per favorire  la conoscenza tra persone con differenti background (movimento nato nel 2000 in Danimarca) – quale luogo più accogliente della  Biblioteca nazionale per favorire socialità, scambi culturali, la conoscenza e dunque la comprensione e la pace?”. Immersi nella bellezza.

Vale davvero la pena  trasferire i libri nell’ex Albergo sgarrupato  – con rischio di perdite, furti, danneggiamenti  e magari privando del servizio per 15 anni i fruitori – per utilizzare gli spazi così “liberati” di Palazzo reale per feste e visite guidate?  Il ministro della cultura Franceschini  (che probabilmente si candiderà proprio dalle nostre parti alle prossime Politiche) sarà di nuovo a Napoli il 16 e 17 giugno per un convegno con i  colleghi del Nord Africa e del Medio Oriente…  E chissà che non si esprima di nuovo su questa questione.

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