De Luca trasforma in positivi i primati negativi della regione

da | Mag 21, 2022 | InEvidenza

De Luca, dopo un periodo di “appannamento mediatico” sta tornando al proscenio con tutta la sua carica comunicativa. E lo fa, per non smentirsi, nel bene e nel male. Replica, ad esempio, alla stravagante inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti durante la prima fase dell’emergenza Covid. C’erano i morti per terra (a Bergamo era così), tutto il paese viveva nell’incubo e nella paura, non esistevano posti letto per le terapie intensive e la cosa più logica da farsi era quella di attrezzare, nel più breve tempo possibile e senza fare complimenti, nuove strutture per fronteggiare la drammaticità di quella situazione. Elementare. De Luca si attrezzò, velocemente e con la sollecitudine richiesta. Da battergli le mani. Ora spunta la magistratura e vuol fare le pulci agli appalti. Roba da giustizialismo pentastellato. Ed è anche giusto che il governatore abbia replicato stizzito. “Stiamo facendo un lavoro maledettamente faticoso, ora dobbiamo rispondere per 120 posti di terapia intensiva realizzati nel pieno della tragedia Covid, 70 posti modulari all’ospedale del Mare, altri 40 e 40 a Caserta e Salerno. Dobbiamo spiegare perché abbiamo fatto la corsa… siamo un paese davvero strano”. Come dargli torto?

Bravo, quindi. Meno bravo, invece per altri due interventi. E questa volta lo strano è lui. È di pochi giorni fa, un’affermazione, in occasione della presentazione del piano trasporti, che ha suscitato grande ilarità. “Sul piano trasporti siamo i primi in Italia!”. I primi in Italia? Crozza si starà fregando le mani. I trasporti in Campania, ed è una realtà sotto gli occhi di tutti, sono davvero all’anno zero. Ci sono responsabilità anche delle amministrazioni comunali (Manfredi, batti un colpo!), ma dire che la Campania è all’avanguardia sembra davvero una barzelletta. La metropolitana di Napoli è la più scassata d’Italia, il trasporto pubblico su gomma, in città e in provincia è stato di fatto abolito. La Circumvesuviana dà l’idea del treno per Yuma di inizio Ottocento in America, della Cumana meglio non parlarne. Insomma lo sfacelo, altro che primato italiano. Che cosa abbia fatto De Luca in questi sette anni è doveroso chiederselo. Con lui la Campania ha toccato il primato negativo assoluto.

Stesso discorso sulla sanità. “Resterò al mio posto ancora per molto”, ha appena confidato qualche giorno fa. Una minaccia? Continua a ripetere di aver fatto un lavoro strepitoso. Nessuno se ne è accorto. Le liste di attesa continuano ad essere drammaticamente lunghe, la vicenda del pronto soccorso del Cardarelli è di questi giorni e la dice lunga sui progressi che sono stati fatti in Campania sul fronte della sanità. Insomma non si smentisce. E apre nuovi fronti, immemore di quando si lamentava per il mancato rispetto istituzionale che de Magistris palesava nei suoi confronti. Ora il ministro per il Sud ha convocato i governatori e lui si è guardato bene dal rispondere all’invito. Ripicche partitiche. È un rifiuto che non depone certo a suo favore.

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