La vita oltre la morte. A quattro anni dalla scomparsa dopo una lunga lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica,  Raffaele Tripodi  – il fisico napoletano già autore del romanzo “Tuxedo” – continua a parlarci di sé, grazie al ritrovamento di alcuni suoi manoscritti, appena pubblicati dalla casa editrice Ad Est dell’Equatore. Il libro, dal titolo “Dieci racconti di Sla”, con prefazione di Maurizio De Giovanni, sarà presentato sabato  7 maggio alle ore 11 nel complesso monumentale di Santa Maria La Nova (piazza Santa Maria La Nova  44). Nel ricordo dell’autore,  ne discuteranno Giuseppe Reale (presidente di Oltre il Chiostro onlus),  Carlo Ziviello (Ad Est dell’Equatore),  Giacomo Tripodi (emerito di Botanica). Condurrà Chiara Del Gaudio (giornalista di Rai Uno mattina). Letture di Marco Mario de Notaris.

Raffaele era piuttosto  noto in città, per avere animato le occupazioni studentesche dei primi anni Novanta, nonché organizzatore di performance musicali e video-artistiche nei circuiti underground. Poi nel  Duemila, a 25 anni, l’inizio della malattia degenerativa  che colpisce le cellule cerebrali preposte al controllo dei muscoli ma non lede le capacità intellettive; e che in Raffaele non spense la volontà di inseguire i propri sogni…  Dalla sua stanzetta a Monte di Dio, il giovane comunicava col mondo utilizzando uno speciale computer tramite un puntatore a raggi infrarossi.  Nel 2015 l’esordio letterario con “Tuxedo”, un romanzo distopico che rifletteva le inquietudini del nostro tempo.  Nel 2017 cessò di vivere, a 42 anni, senza essersi mai arreso alla malattia (la stessa del fisico inglese Stephen Hawking).  Poi la scoperta dei manoscritti da parte del padre, Armando, biologo, già dirigente in Direzione scientifica del Pascale.  E la decisione di pubblicarli. La stampa del volumetto – già acquistabile anche su Amazon e altri siti online – è stata possibile grazie a un crowdfunding.

I “Dieci racconti di Sla” sono testimonianza senza precedenti di una battaglia epica, nella consapevolezza di un destino già segnato, inevitabile. I primi sintomi; gli accertamenti medici (spesso dolorosi); la diagnosi. Il graduale declino delle funzioni e la necessità di rimodulare la propria vita, rapporti, abitudini. Il calore degli amici; l’amore…

 Frammenti crudi di un vissuto che sarebbe stato altrimenti inaccessibile.

 Episodi struggenti, cinici, a tratti persino divertenti (sull’onda di una fierezza che non cedeva  a tentazioni di  autocommiserazione).  Scritti segnati da una forte carica emotiva che genera empatia con il lettore, dando voce ai tanti che vivono il dramma della Sla senza avere le medesime capacità /possibilità  di “comunicare”  le proprie sensazioni.  Un testo  che sarebbe utile anche a medici e operatori sanitari  per comprendere meglio  – dal punto di vista del malato – certe situazioni. Questo libro postumo di Raffaele Tripodi, lo scrittore cyber punk, è un dono per tanti. La traccia che ha lasciato, è essere se stesso fino in fondo.