Parco San Paolo, cantiere metrò linea 7. Gli abitanti protestano: “A che punto sono i lavori?”

da | Apr 8, 2022 | Primo piano

A che punto sono i lavori? È il pensiero che assilla gli abitanti del Parco San Paolo, da quasi cinque anni “ostaggio” del cantiere della linea 7 della metropolitana di Napoli che in questo punto  del quartiere Fuorigrotta  prevede un importante collegamento tra le ferrovie Cumana e Circumflegrea (anche a servizio dell’Università di Monte Sant’Angelo). Una stazione che peraltro gioverebbe molto anche alla mobilità del rione, inserendolo nella “rete” su ferro…  Ma intanto il cantiere ha stravolto le abitudini di migliaia di persone e determinato la débacle di vari esercizi commerciali. Vivibilità drasticamente ridotta. Difficile circolare in auto, e anche a piedi. Degrado, sporcizia; il verde incolto che cresce come foresta… Caos totale, poi, in occasione delle partite nel vicino stadio Maradona, con tantissime auto parcheggiate nel parco (l’accesso principale è da via Cinthia)  in seconda e tripla fila. E di sera scatta il coprifuoco, a vantaggio dei  malintenzionati…

“Data consegna lavori il 22 marzo 2007” è scritto sul cartello segnaletico del cantiere. Data riavvio lavori, 15 settembre 2016  (erano stati sospesi per un contenzioso) ma di fatto, a scorrere i giornali dell’epoca, il cantiere – che da allora occupa tutto il bel vialone alberato di via Bakunin (dalla chiesa di San Paolo Apostolo fin quasi all’ingresso di una nota clinica) –  partì il 30 agosto 2017. Prima era stato necessario abbattere una quarantina di fusti.

 E sin da subito fu “corto circuito”. Cancellati 300 posti auto di quelli delimitati dalla strisce blu (anche a danno dei residenti che avevano pagato i 150 euro per il permesso). Mobilità problematica  soprattutto per gli anziani e per le famiglie con disabili, in un “labirinto” nel quale tuttora è difficile districarsi anche a piedi. Gli ingressi di alcuni palazzi,  irraggiungibili persino dai mezzi di soccorso nell’eventualità di malori, incendi o altri accidenti (qui è zona rossa). Incrementi di furti, scippi, danneggiamenti.

Gli abitanti protestavano e, anche in seguito all’interessamento della decima Municipalità, a giugno 2018 il perimetro del cantiere fu ridimensionato (dopo aver definito dei percorsi da utilizzare eventualmente come vie di fuga o per il transito di mezzi di soccorso).

Poi i lavori sono ripresi (nel 2021 una variante con la quale si rinunciava al previsto parcheggio interrato, forse allora si parlò anche della messa in sicurezza di un paio di edifici “vetusti”). Ma ora i residenti  sostengono che  l’attività va di nuovo a rilento. “Vediamo al massimo 4-5 operai che praticano dei buchi nel suolo e con l’ausilio di macchinari vi sistemano dei cavi; poi riempiono di nuovo il foro ed asfaltano… Quei cavi saranno lunghi al massimo un metro e mezzo o due: a che servono,  se la galleria sarà profonda  40 metri ?”. E poi, raccontano sospettosi: “A volte notiamo dei camion che vengono a scaricare materiale di risulta. In altri casi, raccolgono e portano via”.  Dubbi, perplessità, insofferenza, che scaturiscono dalla mancanza  di informazioni.

Osservando dal vivo, nel primo tratto del cantiere di via Bakunin (dal lato di via Cinthia e della chiesa)  sono in corso lavori  a 5-6 metri di profondità per lo spostamento di una fogna che ostacolerebbe lo scavo della galleria… Mentre dal lato opposto (quello della clinica), il tratto di galleria sarebbe già completato. Solo “voci”, nulla di certo, nulla di ufficiale. Sulla segnaletica del cantiere inoltre è scritto “data ultimazione lavori:  4 marzo 2025” ma, si presume, soltanto per completare il cemento ( e poi bisognerà pensare agli interventi “accessori”):  “Se in quattro anni si è fatto così poco”, dicono i residenti, “com’è possibile che entro il 2025 si risolva tutto?”.

Intanto permangono i disagi. Via Bakunin è in salita: difficile raggiungere la farmacia; e per arrivare alla Posta bisogna arrancare per trenta scalini. Con la chiusura di via Bakunin,  bisogna percorrere a zigzag le parallele anche per raggiungere la clinica o il centro di riabilitazione… E, di sera,  meglio non uscire.

 Una situazione aggravata dalla mortificante mancanza di chiarezza, di informazioni.  C’è qualche  previsione sui tempi della riapertura? Intanto gli abitanti chiedono una maggiore presenza delle forze dell’ordine (e le telecamere per la videosorveglianza che erano state promesse) e, soprattutto,  vogliono sapere: “A che punto sono i lavori?”.  Sperando che, chi di dovere,  risponda.

Proprio  per promuovere un più alto livello di partecipazione da parte della cittadinanza (e conoscere preliminarmente l’impatto ambientale e architettonico delle opere strategiche), il presidente della commissione infrastrutture mobilità e protezione civile  del Comune, Nino Simeone,  chiede tutti gli atti e i progetti  – con i relativi cronoprogramma – di tutte le opere in superficie delle stazioni della metropolitana.

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