Lavoro, è il boom dell’archeologo tecnologico

da | Apr 4, 2022 | Primo piano

di Federico Marazzi *

In Campania l’eccellenza della formazione è all’Università Suor Orsola Benincasa

Immaginate di vedere per la strada un’auto d’epoca, esteticamente affascinante, capace di ottime performances, ma a prezzo di consumi di carburante decisamente sostenuti e priva di alcun ausilio elettronico che ne renda più precisa e sicura la guida. Se vi dicessero che quella è un’auto di oggi ci credereste? Sapete benissimo che se è vero che oggi come allora le automobili hanno quattro ruote, un volante, dei sedili e un motore, è altrettanto vero che tutti questi elementi ora sono accompagnati da una tecnologia, da un design e perfino da concetti d’uso profondamente diversi ed evoluti. Forse, invece, credereste se qualcuno, descrivendovi come oggi l’archeologo opera sul campo, vi dicesse che scava con il piccone e rifinisce il lavoro con la cazzuola e il pennello, per poi riportare i dati delle sue scoperte su quaderni o schede cartacee e rilevare quanto riportato alla luce con fettuccia metrica e filo a piombo, restituendo infine il tutto graficamente su dei bei fogli di carta millimetrata o lucida.

Federico Marazzi

La maggior parte delle persone probabilmente identificherebbe questo archeologo con un docente universitario o un funzionario di soprintendenza, circondato da assistenti e operai, che lavora con trasporto e passione, ma al contempo con la dovuta tranquillità operativa. Beh, se pensate questo, allora è come se, vedendo passare una Fiat 600 del 1965, credeste che quell’auto è appena uscita dalla fabbrica. In realtà, anche nel mondo dell’archeologia è cambiato tutto: gli archeologi, infatti, per la maggior parte sono ormai liberi professionisti che lavorano per committenze pubbliche o private come farebbe un architetto o un ingegnere. Il loro metodo investigativo, anche se non ha abbandonato gli attrezzi che servono ad esplorare manualmente il terreno, si avvale ormai di ausili tecnologici che vanno dai droni ai satelliti, per scandagliare ciò che il terreno nasconde senza bisogno di muovere una sola zolla di terra. L’informatica da decenni aiuta anche a rendere più esatta ed efficiente l’analisi dei dati di scavo e di studio dei reperti e le intersezioni fra archeologia e le cosiddette “scienze dure” (chimica, fisica, geologia) e le scienze dell’ambiente sono sempre più fitte, in un quadro in cui, anche per l’archeologia, possiamo tranquillamente parlare di digital humanities. La presenza di archeologi sul terreno è ormai richiesta da una precisa normativa che li vuole all’opera prima e durante la realizzazione di ogni opera (pubblica o privata) che modifichi lo stato del territorio, per minimizzare il rischio di perdita di beni sepolti. Per l’attuazione delle opere previste nel PNRR il loro apporto sarà fondamentale e la loro presenza capillare, certo non a scapito della rapidità dei cantieri, ma in sinergia con essi. Allo stesso tempo, l’archeologo è sempre più impegnato nel racconto del suo lavoro alla cittadinanza. Anche in questo caso le nuove tecnologie e i nuovi canali informativi la fanno ormai da protagonisti. La creazione di musei e parchi archeologici autonomi, a partire dal 2016, ha stimolato molto (anche se non ancora sufficientemente) le attività di comunicazione del patrimonio archeologico e i siti di Napoli e dintorni sono in questo senso all’avanguardia. Tutti questi cambiamenti hanno prodotto una crescita indiscutibile delle scienze archeologiche e spesso, paradossalmente, c’è persino più offerta che domanda di lavoro, perché non vi è ancora adeguata conoscenza dei grandi cambiamenti avvenuti e delle opportunità che offrono. Ecco perché all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli l’intera offerta formativa rivolta agli archeologi (dai corsi di laurea ai Master, come quello particolarmente innovativo su gestione e progettazione di attività professionali e imprenditoriali in ambito archeologico) è specificamente calibrata sulle nuove esigenze anche tecnologiche della professione dell’archeologo ed è costantemente aggiornata di concerto con le nuove esigenze del mondo del lavoro segnalate dai rappresentanti delle aziende e degli enti pubblici e privati del settore.

* direttore della Scuola di Specializzazione in beni archeologici dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli

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