Napoli, quanto pesano quei due punti persi al Maradona

Lo scudetto potrebbe essere assegnato sul filo di lana e allora quanti rimpianti

Noi non sappiamo come andrà a finire. Oggi il Napoli ha tre punti di distacco dal Milan e forse anche dall’Inter, se i nerazzurri dovessero vincere la partita che devono recuperare. Ci sono però altri ventiquattro punti in palio e tutto può accadere. Ma se alla fine lo scudetto si assegnerà sul filo di lana, per un punto o magari anche due e a perderlo con queste beffarde condizioni dovesse essere proprio il Napoli allora i rimpianti sarebbero tantissimi. Perché mai come quest’anno la squadra di De Laurentiis avrebbe gettato al vento il titolo perdendo punti assurdi e in prevalenza nello stadio che è stato intitolato a Maradona nella speranza di rinverdire, nel nome del fuoriclasse argentino, quei trionfi che furono suoi.

Ci sono due sconfitte casalinghe che bruciano tremendamente. Entrambe per 1-0. La prima risalente al 12 dicembre dell’anno scorso, contro l’Empoli. Una squadra che a Napoli ha sempre dato filo da torcere. Certo quel giorno non fu un Napoli esaltante. Ma non avrebbe meritato la sconfitta. Un gol di Cutrone assolutamente fortuito (rimpallo sulla testa di Koulibaly) decise il match. Avveniva nel primo tempo. Ci sarebbe stato tutto il tempo utile per pareggiare, ma gli azzurri non furono in grado di riequilibrare le sorti dell’incontro. Diciamo quindi che fu un punto perso, anche se in cantiere ne erano previsti per quel giorno tre.
Ancor più bruciante la sconfitta con lo Spezia, che galleggiava allora, come ora, nelle posizioni di coda della classifica. Un match in cui il Napoli non è riuscito a vincere la resistenza difensiva ad oltranza dei liguri e perso per un autogol involontario di Juan Jesus e senza che in quella gara gli avversari abbiano fatto nemmeno un tiro in porta. Una sconfitta assurda, scandita da una salva sonora di fischi dai pochi tifosi quel giorno presenti sugli spalti.
Almeno due punti persi che pesano come un macigno, senza voler recriminare sugli altri due sprecati a Sassuolo, dove il Napoli stava vincendo (immeritatamente) e si è fatto raggiungere per un’assurda distrazione in pieno recupero.

Oggi gli azzurri non hanno scampo, devono affrontare queste rimanenti partite come se fossero otto finali. Vincerle tutte e sperare in un paio di passi falsi delle due avversarie dirette, volendo considerare comunque la Juventus esclusa dai giochi per il titolo finale (ma ora c’è lo scontro diretto con l’Inter e tutto può accadere). E senza contare gli sviluppi imponderabili del deferimento da parte della Figc di De Laurentiis e del medico sociale Canonico per responsabilità diretta, per aver fatto scendere in campo a Torino, proprio contro la Juventus, tre giocatori (Rrahamani, Zielinski e Lobotka) che avrebbero invece dovuto osservare la quarantena da Covid. Un deferimento che arriva, non si sa perché, a mesi e mesi di distanza dal fatto e che solleva, comunque, una inquietante serie di interrogativi. Non c’è nulla da fare, il Napoli, troppo in alto in classifica, continua a dar fastidio.