di Cinzia Rosaria Baldi *

Cosa hanno in comune  Hans Christian Andersen e Sylvester Stallone , Jules Verne e Vincet van Gogh, Leonardo Da Vinci e Steven Spielberg?  Questi sono solo alcuni dei dislessici (o ritenuti tali ) più famosi nella storia, l’elenco è lunghissimo, la dislessia, infatti,  si manifesta  spesso in persone con capacità cognitive superiori alla norma, una coordinazione, un’empatia e uno spirito artistico al di sopra della media, che non presentano nessuna patologia neurologica e deficit sensoriale. La dislessia è un disturbo che non  intacca l’intelligenza generale, ma che interviene  nelle abilità  di lettura e scrittura producendo  spiacevoli  limitazioni nello svolgimento di alcune  attività della vita quotidiana.

Uno scaffale di libri “ad alta leggibilità”, vera novità per una grossa Biblioteca come la Nazionale di Napoli, sarà messo a disposizione dei lettori più piccoli. Si tratta di libri per la fascia d’età 6-13 che per le loro caratteristiche tipografiche sono accessibili a chi ha difficoltà nella lettura,  come i dislessici. I libri andranno ad affiancare una raccolta di tradizionali albi illustrati, appositamente selezionati per le stesse finalità, una preziosa risorsa educativa che già si trova nel  Punto Lettura Nati per Leggere, uno spazio per  sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini, aperto  dal 2017 nella biblioteca stessa . Come spiega la direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, Maria Iannotti, “l’affermazione del diritto all’apprendimento dei bambini e delle famiglie è priorità assoluta per una biblioteca che opera in  un territorio con tassi di povertà educativa elevatissimi: il nostro obiettivo è stimolare l’apprendimento e appassionare alla lettura  anche i ragazzi più vulnerabili o con problematiche varie”.

L’iniziativa rientra in un Protocollo d’intesa  che la Biblioteca ha siglato con l’Associazione Italiana Dislessia, presieduta da Andrea Novelli, con la partecipazione del Punto lettura NpL della biblioteca , allo  scopo di creare  una cultura inclusiva e uno sviluppo di conoscenze e competenze. L’intento, come evidenzia Giovanna Gaeta, past president della sezione AID Napoli, è tutelare il diritto alla lettura di ogni bambina e bambino, secondo il proprio stile e tempi di apprendimento. La sezione AID Napoli è già  presente in molte università  campane e  in molte scuole  con uno sportello  di ascolto, che offre consulenze  ai genitori ed agli insegnanti stessi ed uno scambio di esperienze tra i genitori per meglio comprendere le difficoltà di apprendimento dei figli. I ragazzi con DSA  possono non copiare correttamente le informazioni scritte sulla lavagna , non riuscire a prendere appunti durante le lezioni impartite oralmente, faticano a scrivere velocemente sotto dettatura.  In molti casi il forte impegno per leggere e scrivere riduce i tempi di concentrazione e possono essere presenti problemi di attenzione o di iperattività.  Le persone con DSA hanno, infatti, maggiori difficoltà nel memorizzare e recuperare rapidamente informazioni in sequenza come l’alfabeto, le tabelline, i giorni della settimana e i mesi dell’anno oppure hanno difficoltà a collocare nel tempo gli avvenimenti o hanno problemi a riconoscere “destra” e “sinistra”.

Questi ragazzi non vanno rimproverati per gli scadenti risultati scolastici, perderanno solo  fiducia in loro stessi. Quando si hanno dei dubbi   sulle abilità di lettura e scrittura dei propri figli , meglio parlarne con i docenti e richiedere un approfondimento diagnostico. La diagnosi, ricordiamo, deve essere fatta da un’equipe di  specialisti, di solito il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il logopedista, mediante specifici test. In caso  di diagnosi positiva è opportuno informarsi sulla normativa vigente per richiedere  un itinerario di studio che rispetti le individualità di ognuno. Inoltre è opportuno  supportare lo svolgimento dei compiti a casa anche con l’utilizzo di strumenti informatici e sintesi vocale, se possibile anche con l’aiuto di un tutor.

*psicologa età evolutiva (psicologabaldicinzia@libero.it)