Morte di Ornella, a maggio la sentenza

da | Mar 12, 2022 | Primo piano

Il processo all’ex compagno della docente uccisa un anno fa. Lunedì incontri alla Uil e al Liceo artistico

Un otto marzo trascorso col pensiero rivolto alle donne russe e ucraine… Intanto in Italia non si ferma la violenza di genere: 118 le vittime di femminicidi nel 2021 (delle quali 102 uccise in ambito familiare/affettivo); in calo, rispetto alle 141 del 2018, mentre sono in aumento le violenze sessuali, lo stalking e i maltrattamenti ad opera di familiari e conviventi. E non bastano gli inviti a denunciare. Quel che serve è un cambio di mentalità e una legge specifica, con pene più severe.

Oggi ricorre esattamente un anno da uno dei casi più brutali registratisi a Napoli: l’omicidio della professoressa Ornella Pinto, accoltellata a 39 anni nella notte tra il 12 e 13 marzo 2020 dall’ex compagno Pinotto Iacomino mentre il loro piccolo di due anni tremava sotto le coperte nella stanzetta affianco… Un delitto senza segnali di preavviso. Ancora in possesso delle chiavi della porta di casa (alla quale non era stata cambiata la serratura), Iacomino si introdusse nell’appartamento mentre lei e il bambino dormivano… Un massacro, nonostante la presenza del figlioletto. All’uomo è stata tolta la potestà genitoriale. In corso il processo. Qualche giorno fa c’è stato un importante confronto tra accusa e difesa sull’aggravante della premeditazione contestata all’imputato. La sentenza potrebbe essere emessa nei primissimi giorni di maggio.
E che dire del caso di Rosa Alfieri, assassinata a 23 anni il primo febbraio scorso a Grumo Nevano da un vicino di casa, Elpidio D’Ambra, che era andato ad abitare soltanto da un paio di settimane nello stesso palazzo e con il quale la ragazza non aveva rapporti pregressi? D’Ambra è un consumatore abituale di cocaina.

“Serve una nuova legge, specifica, che funga da deterrente” chiede Giuseppe Pinto, il papà di Ornella, che a tal fine ha scritto anche al Capo dello Stato e di questo obiettivo ha fatto una missione. Il problema riguarda tutta la società e dunque anche gli uomini. Ornella era una funzionaria dello Stato: il Ministero della pubblica istruzione non s’è fatto vivo ma, dal giorno della tragedia, tante le iniziative spontanee. Lunedì scorso le sono stati dedicata un’altra panchina rossa e intitolato il grande cortile interno dell’Istituto “Don Riboldi” di Acerra. “L’operazione per rimuovere la mentalità patriarcale, e nello stesso tempo per rafforzare l’autostima delle donne, deve partire dalla scuola”, aggiunge Giuseppe Pinto ex dipendente dei Beni culturali nonché dirigente Uil TUCS, “perché, una volta arrivata a 20-30 anni, è difficile, poi, che una persona si recuperi”. A un anno dalla morte, lunedì prossimo 14 marzo alle ore 12 al Liceo artistico statale di Napoli dove Ornella insegnava, “docente professionale, accogliente ed empatica”, si fermeranno tutte le attività didattiche e, dopo un minuto di silenzio, i docenti potranno coordinare con le classi, in aula, eventuali interventi e riflessioni sull’accaduto. Nello stesso giorno ma alle ore 15 incontro della UIL Campania con la famiglia Pinto, per non dimenticare. L’incontro si terrà nel salone della Uil in piazzale Immacolatella Nuova 5 all’interno del Porto di Napoli (varco Pisacane).

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