ItaliaOnLine, lo sciopero dei dipendenti per la chiusura delle sedi di Roma e Napoli

da | Gen 31, 2022 | Cronaca

Lo sciopero sarà altresì occasione di denuncia dei danni creati dalle continue riorganizzazioni, che spesso causano esuberi a causa delle inefficaci strategie di business e del malcontento a seguito dell’eliminazione del Ticket in smart Working; della disparità di trattamento fra i dipendenti del gruppo iol; e della decisione di procedere unilateralmente al rientro massivo di azienda in piena emergenza sanitaria e senza un disegno condiviso e definitivo.

Di seguito il comunicato ufficiale:

Nell’ambito di una ripresa complessiva delle tematiche da affrontare nel corso dell’anno 2022, l’Azienda ha proposto al Coordinamento Sindacale delle RSU Italiaonline ed alle rispettive Segreterie Nazionali un incontro per il giorno 11/01/2022 con il seguente ordine del giorno:

  1. Premio di Risultato
  2. Prepensionamenti 2022
  3. Sedi di Napoli e Roma

L’incontro si è svolto presso l’Hotel Andreola di Milano alla presenza delle Segreterie Nazionali SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL con tutto il Coordinamento Sindacale delle RSU che ha partecipato in parte in presenza ed in parte in collegamento da remoto.

Iniziando dal primo punto l’azienda si è affidata ad una società di consulenza esterna che ha effettuato un benchmark ed ha illustrato i dati relativi alla struttura dei PDR più diffusi nel settore basati su una serie di KPI aziendali. Dopo aver presentato per linee generali e senza entrare nel merito sulle numeriche, i possibili parametri su cui basare un sistema premiante relativo all’anno solare 2022, erogabile nel 2023, l’Azienda ha manifestato la volontà di confrontarsi con le RSU per giungere ad un accordo sul Premio di Risultato che coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori di Italiaonline ad esclusione di chi già è coinvolto in un sistema premiante (MBO).

Per quanto riguarda i prepensionamenti l’Azienda ha manifestato l’intenzione di presentare un piano di riorganizzazione al quale associare degli investimenti, come da normative vigenti, e questi dovranno essere superiori al pari periodo della media di quanto investito nel biennio precedente.

Il prepensionamento riguarderà il periodo 1° maggio – 15 agosto e sono i 3 mesi e mezzo che residuano il quinquennio mobile che l’azienda ha ancora a disposizione per il 2022.

I soggetti che maturano i requisiti sono circa 70 e ad oggi risultano disponibili all’uscita circa 20 persone.

Passando al terzo punto all’ordine del giorno l’azienda ha illustrato che il Gruppo Italiaonline è presente sul territorio nazionale con 47 presidi territoriali, la maggior parte sono web agency, quindi società autonome che hanno posizione commerciale di supporto.

Italiaonline ha 6 sedi: ad Assago e Torino sono presenti tutte le principali funzioni di indirizzo, controllo operativo e di supporto al business; le sedi di Pisa e Firenze sono centri di competenza, mentre a Roma e Napoli ci sono differenti attività di operation e staff e la numerosità delle aree presenti sulle due sedi sembrano dare la dimostrazione che le attività sono frammentate e vi è un’elevata dispersione organizzativa.

Detto ciò, in un’ottica di riorganizzazione ed evoluzione di queste attività, quello che l’azienda ha annunciato è la chiusura delle sedi corporate di Napoli e Roma con il trasferimento presso le sedi di Assago e Torino di 10 dei 18 colleghi di Napoli e di 52 dei 59 colleghi di Roma.

Alla presentazione dei punti all’ordine del giorno, e dichiarati gli stessi come irricevibili, è seguita una richiesta di approfondimenti sulle reali intenzioni dell’azienda in relazione alla struttura organizzativa, ai conseguenti obiettivi strategici che intende perseguire ed al disegno futuro complessivo della stessa.

Siamo stati spettatori di un tentativo poco convinto ed ancor meno convincente da parte dell’Azienda di rappresentare le chiusure delle sedi di Napoli e Roma come riorganizzazioni necessarie per fare fronte a “incongruenze organizzative”. L’Azienda ha inoltre cercato di rivendicare l’organicità di tutti i punti presentati come orientati allo sviluppo, senza volere perseguire obiettivi di saving da tale operazione.

Le OO.SS. hanno espresso la totale contrarietà alla volontà dell’Azienda di ritirarsi da presidi territoriali quali Napoli e Roma, che anzi possono giocare un ruolo importante nella ricerca e nello sviluppo di figure professionali strategiche che su Torino e soprattutto su Milano incontra un mercato ben più concorrenziale. Restiamo totalmente sconcertati per una spiegazione raffazzonata e senza argomenti razionali.

Questa manovra è soltanto la conferma che si tratta di un ulteriore pezzo di un piano industriale già deciso negli anni passati, scopiazzato malamente dal precedente management, da parte di un’azienda che attualmente va avanti distinguendosi per totale incapacità manageriale nonostante alcuni cambi ai vertici. Negli anni abbiamo assistito a “balletti” a dir poco imbarazzanti dal punto di vista delle assunzioni ed immediatamente dal punto di vista dei licenziamenti: dipendenti che vengono collocati su alcune attività e successivamente spostati su altre senza alcuna ratio, scelte di manager con decisioni sgradevoli ed incapaci di gestire e dirigere l’azienda, attività e ruoli che vengono spostate come pedine di dama da un territorio ad un altro con atteggiamento schizofrenico e senza alcun senso di marcia.

Oggi non si può più parlare di “Gruppo Italiaonline”, si parla di un elefante che negli anni è stato mangiato a fettine, talmente impoverito che rimane molto poco da spolpare. Questo banchetto finirà solo quando non rimarranno che le briciole: chiuse tutte le sedi, terziarizzata la digital factory, venduto il call center al miglior offerente con le attività connesse, l’unica riorganizzazione possibile sarà la progressiva “cura dimagrante” della sede centrale di Assago.

La precedente gestione ha “prelevato” 80 mln di euro con la distribuzione di un maxidividendo dell’ex “Gallina dalle Uova d’oro”. L’attuale gestione ha pensato bene con le varie fusioni, di intascarsi altri 40 mln di euro, tanto che voci esterne all’azienda ci raccontano di manovre societarie che hanno rallentato o sono addirittura sfumate per non ben definiti motivi.

Le strategie che questa azienda continua ad adottare hanno poco di originale, il metodo è sempre lo stesso dal 2016 ed è un metodo che continua a creare danno all’azienda, che produce confusione, che non ha precedenti nella storia aziendale e che trasferisce mancanza di conoscenza dell’azienda ed il suo costante impoverimento.

Il premio di risultato, che pure poteva esser un plus, viene svilito poiché è evidente che verrà pagato con il saving del personale, riducendosi ad un palliativo per chi vuole abboccare.

È ancora fresca la vicenda di Consodata; Italiaonline si è permessa il lusso di chiudere un’azienda che faceva 11 mln di euro e con la scusa della vicinanza strategica del gruppo che non c’è stata e nel giro di tre anni il management ha avuto la capacità di chiuderla compiendo disastri in numerose famiglie e alimentando un competitor esterno vivo e vegeto che sopravvive sulle spoglie degli scempi dell’azienda e contestualmente collezionando altre cause legali.

Cosa resta di questa azienda o dello pseudo gruppo, dove sta andando la stessa, qual è la strategicità per le DLS, la finalità del call center BIZPAL, che fine hanno fatto tutte le iniziative che dovevano portare redditività (IOL GAMING, PB SALUTE, ECC…)? Il conto di tutto è da chiedere sempre alle lavoratrici ed ai lavoratori?

Al di là degli illusivi webinar dove veniva raccontata la favola che tutto andava o sarebbe andato bene, la verità è che i conti non tornano. Evidentemente i ricavi non sono stati quelli sperati o promessi e dopo due anni di attività lavorative da remoto risulta ancora più incongruente pensare ai trasferimenti come l’unica soluzione a qualsiasi esigenza organizzativa dell’azienda.

Non male per un’azienda che aveva come obiettivo la digitalizzazione delle imprese Italiane.

Completa il quadro l’assenza di riferimenti ai temi, sollevati dalle OO.SS, dello smart working e al tema strettamente connesso dei Ticket Restaurant che in piena pandemia sta diventando una questione imbarazzante, stucchevole e di natura etica.

Nei prossimi giorni si terranno le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori in cui verrà illustrata la linea sindacale ed insieme si decideranno le varie iniziative da intraprendere non escludendo lo stato di agitazione e l’interessamento delle istituzioni e dei media ai vari livelli, cercando insieme di chiarire definitivamente dove sta la linea di sviluppo dell’azienda”.

 

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