Le avventure di Clisteros, un baro che diventa eroe per caso

da | Ott 31, 2021 | Cultura&Spettacolo

Molti di noi meridionali spesso ci soffermiamo a fare mentalmente un salto all’indietro nella storia, per capire chi siamo, da dove veniamo e perché, proprio qui, nelle regioni meridionali di quella che sarebbe diventata l’Italia,  qualcuno, quasi tremila anni fa, approdandovi da terre lontane, decise che questo ero il luogo, ameno e bellissimo, fertile e incontaminato, dove avrebbe potuto costruire il suo futuro.
Gli studi storici, per quanto complessi per carenza di fonti dirette, hanno dato ampie risposte a questi interrogativi. Per fare un solo esempio la coppa di Nestore, custodita a Villa Arbusto, nell’isola di Ischia, ci ha illuminato e continua ad illuminarci su quel periodo storico. Gli insediamenti di popolazioni provenienti da alcune regioni della Grecia hanno consentito, inizialmente a Phitecusa (l’odierna Ischia, appunto) e poi, quasi contemporaneamente a Cuma, a Partenope, alla Sicilia, alla Calabria ionica e alla bassa Puglia di prosperare e di diventare il centro del mondo allora conosciuto.
I resti di quella straordinaria civiltà, i cimeli sopravvissuti al tempo e alle intemperie, testimoniano ancor oggi quel fenomeno e costituiscono una formidabile attrazione per milioni di turisti, visitatori, studiosi.
Abbiamo parlato di “insediamenti di popolazioni provenienti da alcune regioni della Grecia”. E onestamente bisogna riconoscere che pochi si sono soffermati a riflettere su come e perché quelle emigrazioni siano avvenute, che cosa abbia mai spinto quelle genti ad abbandonare le loro terre e a solcare il mare, andando verso il mistero e sperando di insediarsi e sopravvivere in posti remoti e sconosciuti.
Ebbene Mimmo Catania, un generale prestato alla letteratura, con “Clisteros” (sottotitolo: Scappa da Calcide e lo inseguono in Sicilia) riempie questo vuoto. E lo fa ricorrendo, in mancanza di fonti, alla fantasia. Una trovata geniale, anche perché la storia che ne vien fuori, imbastita su un protagonista funambolico, diventa avvincente, quasi quanto un thriller, ed è portata avanti con un ritmo narrativo incalzante, che impone al lettore di divorare pagina dopo pagina intensivamente, rapidamente, senza pause né tentennamenti.
 La storia si dipana lungo cinquecento pagine ed è subito appassionante. Tutto nasce da un banalissimo tentativo di baro in una taverna greca. Clisteros è un ragazzo sveglio, appartiene ad una famiglia di ricchi artigiani di vasellami pregiati. Gli piacciono le donne, i divertimenti, la bella vita. Arrotonda barando al gioco con i marinai che sbarcano in città e vanno ad avvinazzarsi nelle taverne del posto. Ma la volta che è scoperto succede il finimondo. E da qui il lavoro di Catania si snoda attraverso una serie di risse, di schermaglie, di intrecci che lo rendono appunto avvincente. Una serie così concatenata di avvenimenti che rasentano l’inverosimile, se li si guardano con gli occhi di cittadini del pianeta del terzo Millennio. Ma diventano invece assolutamente credibili se solo si riesce a fare il salto mentale cui accennavano in apertura e si immagina quali potessero essere le condizioni in un cui sopravvivevano gli abitanti del pianeta.
Il romanzo è ambientato inizialmente in Grecia e poi si sposta nella Sicilia del tempo. Mimmo Catania ha origini siciliane e sotto questo aspetto è stato favorito perché molti dei costumi, dei rituali della Sicilia di oggi è legata alla tradizione del mondo arcaico. Queste tradizioni l’autore ha avuto modo di farsele entrare nel sangue sia per le origini che per gli anni di lavoro svolti nella grande isola italiana. Ed occorre una grande perizia per orchestrare una storia imperniata su una serie di intrecci apparentemente inestricabili, ma che seguono un filo logico che sfocia in una altrettanto logica e non scontata conclusione.
Il senso di questo romanzo di avventura lo coglie benissimo l’archeologo Alfieri, anche lui siciliano, nella premessa: “Il giovane Clisteros è un eroe per caso che viene catapultato, un po’ per colpa sua e un po’ in balia degli eventi, in una storia (da notare la s minuscola) che via via si fa sempre più grande di lui fino a diventare Storia (questa volta con la S maiuscola).
Mimmo Catania ha il merito di puntare i riflettori su questo aspetto fondamentale che spesso passa inosservato e cioè che quella che noi posteri leggiamo come la grande Storia non è altro che l’insieme di tante piccole storie di persone comuni che affrontando normalmente la loro quotidianità cambiano – spesso inconsapevolmente – gli eventi in maniera irreversibile”.
Un misto dunque fra avventura romanzata scandita da un colpo di scena praticamente presente in ogni capitolo e storia vera. Spero di aver suscitato curiosità nel recensire questo lavoro. Non vi resta che leggerlo per darmi o meno ragione.
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