Cannabis light: in Italia è legale o no?

da | Ott 28, 2021 | Salute

Nonostante in materia ci sia ancora molta confusione, ormai sempre più italiani sembrano capire ma soprattutto apprezzare i prodotti derivanti dalle inflorescenze o dalla resina della marijuana, o cannabis. Per saperne di più sui benefici di questi prodotti, clicca su questo link.

Almeno, per quei prodotti che contengono un alto contenuto di CBD, nei quali invece è totalmente assente o presente in dosi trascurabili il THC.

È proprio quest’ultimo, che si chiama tetraidrocannabinolo, a dare gli effetti psicotropi, ovvero a qualificare la sostanza come stupefacente dalla legge italiana. Insomma, in Italia è legale quella che viene chiamata “cannabis light”, che si differenzia dalla cannabis tout court, responsabile dello “sballo”.

Per capire com’è la situazione legale in Italia, bisogna prima conoscere come è fatta questa sostanza, almeno a grandi linee.

Canapa, un po’ di storia

La canapa, o cannabis, è una pianta coltivata e utilizzata da migliaia di anni dagli esseri umani, per le sue molteplici proprietà, sia curative che per realizzare manufatti come tessuti e corde molto robuste e resistenti. Esistono diverse varietà di canapa e fino agli anni ’30 del Novecento, l’Italia era al secondo posto nel mondo nella coltivazione e nell’esportazione della canapa e dei prodotti derivati, superata solo dalla Russia, paese nel quale cresce una particolare varietà di questa pianta, la Ruderalis.

Vi sono varietà di canapa con un alto contenuto di THC e sono per l’appunto quelle da cui si ricavano le “droghe leggere”, ma vi sono anche piante di canapa che, invece, hanno un alto contenuto di CBD ed uno basso o nullo di THC. Queste ultime hanno permesso di far rinascere la coltivazione di cannabis anche in Italia e sono state studiate in medicina per i numerosi effetti positivi che hanno dimostrato.

Differenze fra CBD e THC

Il cannabidiolo, detto CBD, è un componente della canapa sativa e non ha effetti psicotropi. Quindi i prodotti legalmente commercializzati a base di canapa hanno alte percentuali di questo elemento.

L’altra componente della cannabis, invece, è il THC, detto anche delta-9-idrocannabinolo, che ha le conseguenze sull’organismo che sono comunemente associate all’uso di marjuana o “alla canna”. È su questo che è acceso il dibattito, perché finora il Governo italiano, e altri in Europa, continuano a proibire la vendita di questo tipo di prodotto.

Cosa dice la legge a riguardo

Per prima cosa, bisogna ribadire che la legge italiana definisce la cannabis come sostanza stupefacente, e in quanto ne proibisce la produzione, la distribuzione e ovviamente la vendita. Anche l’uso personale è strettamente regolato e controllato.

È invece possibile, dal 2016, coltivare e vendere cannabis e prodotti derivati, a condizione indispensabile che la concentrazione di THC sia inferiore allo 0,2 per cento. Non ci sono invece riferimenti sulla percentuale di CB che deve essere contenuta.

La legge del 2016 è un’applicazione di quella europea, risalente al 2013, che ha richiesto 3 anni per arrivare anche nel Belpaese.  In base alla normativa, è possibile coltivare la canapa per una serie di finalità:

  • a scopo alimentare
  • a scopo cosmetico
  • per bioingegneria
  • per florovivaismo

La certificazione

La legge dunque permette di vendere prodotti a base di CBD. È però anche vero che la normativa in alcuni punti è poco chiara, e di difficile interpretazione. Per questo, quando si ha intenzione di fare uso di cannabis light per assumerla oralmente o fumarla, è sempre meglio avere con sé tutta la documentazione inerente al prodotto. Sarà così molto facile dimostrare di avere un articolo con bassa concentrazione di THC, quindi assolutamente legale. Un modo per evitare qualsiasi problema.

Questo è ancora più importante se, per qualsiasi motivo, vi trovate a viaggiare in Europa con dei prodotti a base di CBD. Il CBD è legalmente venduto e utilizzato nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea, ma sempre mostrando la documentazione che ne certifica la quantità di THC.

Quest’ultimo, infatti, è legale solo in poche nazioni. Meglio non rischiare poco piacevoli controlli al confine.

Dove comprare l’erba legale

Vi sono varie forme di utilizzo del CBD: dalle essenze che si fumano, agli infusi per le tisane, ad altri prodotti, come l’olio, noto per la sua versatilità d’uso. Il tutto si può trovare in negozi e siti web specializzati nella vendita della canapa e dei suoi derivati, come Justbob.it, sito di e-commerce di canapa light. Per comprare erba legale è bene rivolgersi sempre ad aziende italiane specializzate, che garantiscono l’alta qualità delle materie prime da coltivazioni biologiche, un attento controllo della filiera e le certificazioni di salubrità e non nocività dei prodotti.

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