Non spaventate l’aggressore!

da | Ott 16, 2021 | Primo piano

Criminalità “diffusa” e camorristica. Troppi giovani tra le vittime. È emergenza armi ed educativa

Qualora vi aggredisse un uomo armato, state attenti a non spaventarlo, perché magari non ha alcuna intenzione di sparare ma, se fate qualche gesto che potrebbe fraintendere, gli può partire il colpo… Anche egli in quel momento ha paura. È la vittima che col proprio atteggiamento deve rassicurare l’aggressore. Comportamenti “crimino-repellenti” che hanno perso d’efficacia causa fattore “droga”, in genere sottovalutato. E poi il ladro professionista di una volta considerava che, se fosse ricorso alla violenza, il reato si sarebbe trasformato da furto in rapina (e la pena da rischiare maggiore)… E ovviamente questa tattica non vale di fronte ai killer della camorra.
Con l’allentamento delle restrizioni antiCovid è ripresa l’attività della criminalità diffusa ma l’allarme maggiore in questi giorni scaturisce dalla ondata di violenza legata alle baby gang e alla criminalità organizzata, con attori e vittime giovanissimi (dal ferimento a colpi d’arma da fuoco ai Quartieri di due passanti ad opera di un 16enne agli omicidi dei ventenni Carmine D’Onofrio, un incensurato con affianco la moglie incinta, e Giuseppe Fiorillo; dalle” stese” alle bombe di Ponticelli) per cui, dopo la campagna contro i murales che omaggiano i giovani della mala, è scattata l’emergenza armi. Impressionanti le immagini della rapina di sabato scorso nel ristorante di Casavatore, con i mitra dei banditi puntati anche verso i bambini…
Troppe armi in giro, dai coltellini di moda anche fra i ragazzi bene ai Kalashnikov. “Polveriera Napoli”, ha titolato il Mattino, “400 armi da guerra sequestrate in meno di un anno”. Un grido d’allarme – contro la camorra ma anche contro l’indifferenza – rilanciato dall’arcivescovo Battaglia, all’opera per un “patto educativo” con le forze sane della città. In interi quartieri si vive nell’angoscia. Ma il problema riguarda tutti.
Pistole, fucili e mitragliatrici con ingenti munizioni nonché esplosivi sequestrati da carabinieri, polizia e finanzieri (nascosti in edifici popolari; in un negozio di frutta ma nella disponibilità di narcotrafficanti; in casa di spacciatori).
Armi utilizzate non solo dai “soldati” della camorra ma sempre più diffuse tra le bande di ragazzini e che arriverebbero dai Paesi dell’area balcanica, dalla ex Jugoslavia ma anche dall’Iran, passando soprattutto per i porti adriatici (e per quello di Gioia Tauro) lungo i vecchi canali del contrabbando di sigarette; o acquistate attraverso broker. Un altro canale potrebbe passare per il Nord Africa. Poi ci sono i possessori di armi autorizzati (per difesa personale; uso venatorio; attività sportive; guardie giurate). Ma un dato ufficiale, sulle armi in circolazione legalmente, non esiste. La maggior parte delle licenze di porto d’armi è per caccia e per tiro a segno (quelle per difesa personale sono più difficili da ottenere).

Poi ci sono i nulla osta (solo per acquisto e trasporto a domicilio). Ogni singola licenza consente di comprare più armi. E poi non sempre il possesso di un’arma (ereditata, per esempio) viene denunciato… Nel 2008 tra Napoli e provincia risultavano 5700 persone con permessi di sparare al Poligono (ma i permessi coincidono con chi fa sport?).
E poi ci sono le “scacciacani”, pistole a salve, in libera vendita nelle armerie – e nei negozi di caccia, pesca, sub (vedi foto) – nonché negli store telematici. Pistole sceniche, perfette riproduzioni di quelle vere (anche per il peso, di circa un chilo) ma con la canna occlusa da un inserto di metallo. Emettono solo un boato. Indistinguibili da una pistola vera, tranne che per il tappo rosso… Impugnava una pistola falsa il 15enne Ugo Russo ucciso a marzo 2020 nel tentativo di rapinare un carabiniere in borghese. E per una pistola a salve (impugnata dal complice) ci rimise la vita anche il 17enne Luigi Cajafa.
Un’arma non è facile da usare. Se l’aggressore ti vede armato, c’è il rischio che spari lui per primo. E se gli spari tu, ti ritrovi in un guaio, anche se hai agito per legittima difesa.

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EDITORIALE

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