Definitivamente chiuse da oggi, sabato 16 ottobre, ben quattro filiali di Intesa San Paolo spa (ex Banco di Napoli) e tutte della zona collinare. Si tratta degli sportelli di via Aniello Falcone, di piazza degli Artisti, di piazza Muzii all’Arenella e di via Girolamo Santacroce. I clienti erano stati avvertiti, ma oggi s’è registrato qualche disagio  per gli utenti occasionali che avevano necessità di fare prelievi: bancomat fuori uso  ed aria di smobilitazione…

“Si chiudono le sedi piccole per potenziare le principali”, sibila frettolosamente uno degli impiegati che stanno  trasferendo il materiale cartaceo in  scatoloni da portare via. Secondo rumors non confermati, ci sarebbero altre filiali a rischio (lo stop a quella di via Manzoni  arebbe slittato di qualche mese).

 I clienti delle quattro filiali vomeresi  appena abolite ora dovranno fare capo alla sede di via Merliani  o  a quella di  San Giacomo dei Capri.  Una novità che determina non pochi disagi, soprattutto alla clientela anziana con difficoltà a spostarsi e poco avvezza all’home banking  (operazioni bancarie da casa per via telematica)…  Intanto decine di impiegati della zona collinare (in altre aree della città, alcuni dipendenti  sono mantenuti ancora  a lavorare da casa in smart working, dall’inizio della pandemia) temono di  essere  sballottati tra le restanti filiali prima di lasciare definitivamente l’impiego…  “Con la chiusura delle quattro filiali”, ipotizza un altro dei dipendenti trasferiti, “aumenterà considerevolmente il carico di lavoro per  gli impiegati che operano nelle sedi principali, per cui è prevedibile che,  anche in caso di urgenze (vedi operazione per il rinnovo di carta bancomat smagnetizzata o perduta!) bisognerà attendere un bel po’ per ottenere un appuntamento: si immagini la ressa, specialmente in  occasione delle scadenze fiscali, con relativi assembramenti… ”.  Ma  a quanto pare  le sedi restanti sono già state ampliate (ieri si notavano operai al lavoro in via Merliani) e potenziate con l’arrivo di nuovo personale.

Per moltissimi cittadini dunque cambiano le filiali e anche le coordinate bancarie (numero del rapporto e codice Iban) ma Intesa San Paolo nelle comunicazioni spedite ai clienti assicura che dopo il cambio dell’Iban  “i bonifici in entrata che perverranno con indicazione del vecchio codice Iban verranno reindirizzati automaticamente verso il nuovo Iban  per un periodo di dodici mesi”.  Gli ordini permanenti di bonifici in uscita dal proprio conto “continueranno ad essere eseguiti normalmente”. E che anche per gli addebiti diretti (o domiciliazioni)  autorizzati sul proprio conto  non ci saranno problemi. “Nulla cambia per quanto riguarda le condizioni economiche e contrattuali e le deleghe”.

La razionalizzazione delle filiali ovviamente  rientra in una strategia nazionale, riguarda anche altre regioni. Secondo un accordo sindacale raggiunto alla fine del 2017  il piano di Intesa San Paolo prevedeva l’uscita volontaria di novemila persone e la chiusura di circa 1100 filiali e ciò nell’ambito di fusioni  tra alcune delle  12 controllate in un’ottica di riduzione dei costi.  A fronte delle uscite,  in quel piano – ma non sappiamo se poi ci siano stati cambiamenti –  era prevista l’assunzione di 1650 nuove risorse…

Il Banco di Napoli (una delle più antiche banche al mondo la cui origine  risale al 1463) fu assorbito ufficialmente nel 2002 dal gruppo San Paolo di Torino e poi sono seguite altre trasformazioni societarie. Il gruppo Intesa opera in tutto il mondo, dal Messico alla Cina.