Le due anime di Partenope della “Notte del solstizio”

da | Set 4, 2021 | Cultura&Spettacolo

di Eleonora Belfiore

È stato presentato a Trecchina, nella suggestiva piazza Madre Teresa di Calcutta, “La notte del solstizio”, il nuovo libro di Pino Zecca, pubblicato dalla casa editrice napoletana Turisa. Con lʼautore erano presenti il vicesindaco Fabio Marcante e la dottoressa Tania Cresci.
In un momento storico tanto difficile, tornare a fare cultura dal vivo, incontrarsi per parlare di letteratura e di arte, sembra davvero un miracolo.
Così, Pino Zecca regala al pubblico la sua ʻʻNotte dei miracoliʼʼ, titolo di una delle poesie più belle inserite in questo libro che attraversa con arguta leggerezza vari generi, per cercare il senso di una rinascita ancora possibile.
Ed è questa la chiave di lettura di unʼopera capace di appassionare i lettori fino
allʼultima sorprendente pagina.
La storia inizia in giorno scelto non a caso. Il 21 dicembre. Secondo gli antichi Romani, il solstizio d’inverno annunciava la morte del Dio Sole e la sua imminente rinascita. La stessa che brama Adele, una delle protagoniste del
libro, moglie umiliata in cerca di un riscatto. Per sé stessa e per il suo bambino
autistico.
La trama, complessa e sofisticata, diventa così “il pretesto”, attuale e coltissimo per un viaggio tra sacro e profano, nel cuore di una città unica al mondo.
Sin dall’antichità, come ha sottolineato lʼautore durante la presentazione, il
capoluogo campano è territorio ideale per lo sviluppo di importanti culti esoterici, come quelli legati alla Dea egiziana Iside, signora della vita e della morte e protettrice dei naviganti.
Lo scrittore coglie bene le due anime di Partenope, quella legata al sole, al mare, alla gioia di vivere e l’altra, più oscura e malinconica, che danza sinistra attorno alla bocca degli Inferi, quel lago d’Averno, dove si concentrano le pagine più belle e misteriose del romanzo.
Pino Zecca firma un’opera accattivante, un noir non comune, che non
disdegna momenti di deliziosa ironia, ad esempio, quando descrive il villain del libro, un “sedicente santone poco seducente” dai dubbi poteri malefici ma dalla sconfinata e pericolosa stupidità.
Nel romanzo, ampio spazio viene dato al coraggio delle donne. Accanto ad Adele, troviamo Elisabetta, Michela e Helèna, che fanno emergere aspetti diversi eppure complementari dell’animo femminile.
Adele, per non deludere le aspettative degli altri, è precipitata in un incubo,
Elisabetta, da psicologa, si prodiga costantemente per il prossimo e, nel farlo, mette a tacere un antico dolore, Michela si getta nel suo lavoro da poliziotta e indaga nelle
vite altrui per non sentire dentro di sé il peso della solitudine, Helène balla e gioca con la seduzione per dimenticare i giorni tumultuosi della guerra a Sarajevo.
La violenza, in un certo senso, è il filo conduttore delle vicende. Un veleno che
logora e annienta lentamente. Lʼautore invita ad andare oltre quel dolore, quella trappola per uccelli che ci tiene fatalmente in pugno per cercare un altro inizio.
Il testo sottolinea lʼincanto delle parole, che costituiscono la magia più grande.
Nella premessa, lo scrittore confessa di aver iniziato questo libro nel marzo 2020, in una delle fasi più sconvolgenti della nostra storia recente. E pur tuttavia, proprio quelle parole che lentamente prendevano vita, hanno dato allʼautore nuovo slancio.
Così, “La notte del solstizio” parla anche di questo. Ed è bello sentire di nuovo, sulla nostra pelle, il vento di questa irriducibile primavera, che continuiamo a sognare nonostante tutto.
San Ciro e l’«ex voto» di Pietro Gargano

San Ciro e l’«ex voto» di Pietro Gargano

Il retroscena del libro del noto giornalista-scrittore sul santo protettore degli ammalati “Ho avuto due infarti nel giro di nove mesi, e ogni volta dicevo ‘San Ciro, pensaci tu, patrono del paese’. Sto ancora qui, e allora ho scritto un libro sul millenario culto del...

Il Gran Concerto di Capodanno

Il Gran Concerto di Capodanno

Musica, canto, danza e spettacolari acrobazie circensi al Teatro delle Palme Il Gran Concerto di Capodanno: tra musica, canto, danza e spettacolari acrobazie circensi per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in allegria e spensieratezza. Il primo gennaio 2022, alle ore...

L’album omaggio a Pino Daniele

L’album omaggio a Pino Daniele

Il nuovo disco strumentale del musicista napoletano Sergio Esposito dedicato al grande artista “In questo viaggio appassionato non è stato semplice individuare, tra le tante e diverse ‘perle’ del suo repertorio, quelle che meglio potessero adattarsi al nostro organico...

I grandi concerti delle festività

I grandi concerti delle festività

Due incredibili appuntamenti con la musica e il belcanto con gli artisti dell’associazione Noi per Napoli L’8 dicembre con la Festa dell’Immacolata si entra e si inizia a vivere, respirare l’atmosfera vera e propria del Natale e l’associazione culturale Noi per Napoli...

Alma Partenopea, sold out il concerto a Capo Posillipo

Alma Partenopea, sold out il concerto a Capo Posillipo

Grande successo ieri sera al ristorante Le Stanze a Capo Posillipo degli Alma Partenopea per un concerto sold out davanti a un pubblico entusiasta per la loro musica. La band composta da Gianni Guarracino alla chitarra, Andrea Carboni alle percussioni e Leo D’Angelo...

Perché fu eretta la torre di Palasciano

Perché fu eretta la torre di Palasciano

Tra misteri e leggende Bisogna cercarla con gli occhi, percorrendo la Tangenziale, dall’altezza di Corso Malta in poi e fino a poco prima dell’imbocco della galleria di Capodimonte. Si staglia sulla sinistra e svetta nel nugolo di costruzioni che l’hanno avviluppata...

“Il  mio incontro col male”

“Il mio incontro col male”

Parlano i sacerdoti esorcisti. Squarci su un mondo misterioso Uno degli inganni del Maligno sarebbe quello di far credere che non esiste. Secondo altri Satana sarebbe una proiezione della mente per deresponsabilizzarci rispetto a comportamenti inaccettabili (la lotta...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te