Eriksen e l’errore dell’Uefa

da | Giu 19, 2021 | Calcio Napoli

Il sorriso stanco di Eriksen su un volto ancora visibilmente sofferente è l’ennesimo campanello d’allarme all’Uefa ed al suo presidente, Ceferin, di una situazione ormai arrivata al limite per come l’organismo di Nyon sta gestendo il calcio europeo. Ceferin dopo la sua elezione si presentò annunciando: “Ridarò credibilità all’Uefa”. In realtà ha fatto dell’organismo europeo che sovrintende il calcio solo una macchina mangiasoldi a danno e sulla pelle dei veri e soli protagonisti del calcio: i giocatori. Non a caso le polemiche tra danesi e Uefa sono ancora violente se è vero, e lo è. che il Ct Hjulmand, senza troppi giri di parole ha fatto capire che l’Uefa, subito dopo l’accaduto a Eriksen, ha come imposto un diktat, un vero e proprio aut aut alla squadra danese. “O si prosegue la partita, o si gioca domani a mezzogiorno o sarà sconfitta 3-0 a tavolino”.
Nessuna possibilità di scelta, insomma, dopo un dramma che solo per un miracolo non è diventato tragedia. Ceferin, però, non sembra voler cambiare registro e metodi. Così s’è inventata una nuova formula per la Champions, che partirà tra due stagioni, un nuovo torneo, la Conference League, La Nations League per le nazionali oltre i gironi di qualificazione per europei e mondiali. Si gioca senza soluzione di continuità con rischi sempre maggiori per i giocatori e per i club che non vengono rimborsati dall’Uefa in caso di infortunio dei propri tesserati impegnati con le nazionali. Non per caso c’è stata la rivolta dei dodici per creare la Super Lega. Non per caso i sodali del presidente gli hanno vietato di prendere decisioni drastiche verso Juve, Real Madrid e Barcellona.
Ciò che è accaduto a Eriksen deve essere colto da Ceferin come un segnale per evitare il tracollo e perché il calcio europeo non somigli sempre più a un campo di battaglia. I tempi sono maturi per una “rivoluzione” nel calcio. Possibilmente senza vittime. Non i giocatori né i club. Ceferin rifletta.
(se. cu.)

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