Il gioco legale riparte. Con uno sguardo già al futuro

da | Giu 14, 2021 | Cronaca

Sicurezza, occupazione, esperienza di gioco. Ecco le tre risposte che il gambling italiano deve dare al futuro.

Da quando per la prima volta, per contrastare la diffusione della pandemia Covid 19, i lavoratori del settore del gioco legale hanno dovuto tirare giù la saracinesca sono passati 300 giorni. Era il 2020, si è provato a riaprire qualcosa nell’estate scorsa, ma è durato poco: i contagi sono tornati a salire e le chiusure sono rimaste le uniche armi da giocare. 300 giorni. Un’enormità per chi vive di quel lavoro. Aziende in ginocchio, lavoratori allo stremo. Stando a quanto si legge su Gaming Report, “oltre il 53% delle attività legate a lotterie e scommesse sono ritenute a rischio operativo, con il restante 47% in tenuta strutturale in bilico”.

Per questo la Luiss Business School ha effettuato una ricerca per studiare le evoluzioni del mondo del gambling. Un progetto che ha un duplice obiettivo. Il primo è quello di offrire una fotografia precisa, completa e dettagliata della filiera del gioco regolamentato, illustrando in che modo questo si articoli tra tecnologia, concessionari e distributori. Il secondo, invece, è quello di analizzare il legame che esiste tra gioco legale e illegale, per capire come una riduzione del primo, registratasi durante il lockdown di marzo 2020, possa portare a un mento di casi illeciti.

A spiegare queste finalità è stato direttamente Raffaele Oriani, docente di finanza aziendale alla Luiss Business School e componente del comitato scientifico dell’Osservatorio sul mercato regolato, che ha sottolineato anche un aspetto fondamentale. I primi dati raccolti infatti hanno evidenziato come l’aumento del mercato illegale, in netta contrapposizione con il settore dei casinò online autorizzati, potrebbe aver raggiunto i 4 milioni di giocatori, spesso non consapevoli di questa scelta e a rischio dipendenze, come si legge in questo articolo pubblicato dalla nostra redazione. Altro numero inquietante è quello occupazionale: il settore del gioco illegale potrebbe impiegare oltre 100 mila persone, molte di più rispetto a quelle del gioco legale.

Per questo è fondamentale investire e innovare le aziende. Infatti l’ultimo capitolo della ricerca Luiss si basa su questo: sono il 63% le imprese con oltre 10 addetti ad aver investito nelle tecnologie digitali, rispetto al 61% della media nazionale. Un dato alto, che spiega il grande contenuto tecnologico del nostro gambling. E un’evoluzione continua, diretta a migliorare l’esperienza del giocatore ma non solo: anche proteggere i clienti e i lavoratori, favorendo il gioco legale.

 

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EDITORIALE

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