Covid, parte da Napoli la sperimentazione di una nuova terapia

da | Giu 14, 2021 | Primo piano, Salute

Da Napoli parte lo studio che sperimenta, con un approccio del tutto nuovo, nuovi itinerari sulla strada della terapia contro il Covid 19.

“I risultati della nostra ricerca possono aprire un’ulteriore e nuovo approccio alla gestione della malattia respiratoria da Covid-19, trattando la sua origine nasale.
Nessuno ha mai provato a trattare il naso-faringe dei pazienti Covid-19. Eppure è il luogo dove, con i tests naso-faringei molecolari, si decreta l’inizio e la fine dell’infezione.”
Lo dichiara Attilio Varricchio, presidente dell’AIVAS, Associazione Italiana Vie Aeree Superiori (https://www.aivas.it/), responsabile della Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Videoendoscopia e otorinolaringoiatra studioso delle vie aeree superiori e del loro trattamento topico, nel presentare lo studio pubblicato sulla rivista “Journal of Biological Regulators and Homeostatic Agents” (https://www.biolifesas.org/biolife/).
Lo studio nasce dalla collaborazione tra i gruppi di ricerca di otorinolaringoiatri di Napoli, guidato dallo stesso Varricchio, e di Catania, guidato da Ignazio La Mantia, con il contributo scientifico dell’allergologo Giorgio Ciprandi di Genova, del pediatra Francesco Paolo Brunese, e dell’otorino pediatra Alfonso Maria Varricchio, entrambi di Napoli.

“L’AIVAS- spiega Varricchio- ha promosso lo studio su 76 pazienti affetti da malattia respiratoria da Covid-19, trattati nebulizzando una soluzione farmacologica, capace di de-congestionare, dis-infettare e dis-infiammare il Naso e il Naso-Faringe.”
La sperimentazione è stata coordinata da Attilio Varricchio sia con farmaci che con acque termali. Studiando queste, ed in modo particolare quelle della Campania, nel 2019 ha vinto, con gli otorini Enrico Ascione e Fausto Bonsignori, il Premio “Marcial Campos” dell’Organizzazione Mondiale del Termalismo con una ricerca sulle Infezioni Respiratorie Ricorrenti nei bambini, e dimostrandone il miglioramento nebulizzando le acque termali con docce micronizzate nasali, che ha portato alla nascita del un brevetto Airliquide Medical System, approvato dalla  Food and Drug Administration.

“Come tutti i virus responsabili di infezioni respiratorie – spiega Varricchio – anche il Covid-19 usa il naso come porta di ingresso del corpo umano, “alloggiando” nel Naso-Faringe.
È qui che replicandosi, invade, successivamente, le vie aeree medio-inferiori fino a contaminare il polmone.
È qui che, come gli altri virus respiratori, altera la banca microbiologica del Naso-Faringe, stimolando la crescita selettiva di batteri patogeni, causa delle complicanze batteriche post-Covid.
Alcuni ricercatori, hanno già proposto semplici irrigazioni nasali, e non nebulizzazioni, con soluzione saline ipertoniche, capaci di ridurre l’adesività virale alla mucosa nasale e/o la sua replicazione intra-cellulare, per un effetto “candeggina-like” dovuto all’azione dello ione cloro con lo ione idrogeno”.

“Partendo da questo dato,- continua Varricchio- abbiamo deciso di trattare 76 pazienti Covid-19, sintomatici, lieve-moderati, utilizzando un device aerosolico specifico per la medicazione del Naso-Faringe, la doccia micronizzata nasale, da noi studiata dal 2004 e riproposta in numerose ricerche, nate per la gestione del Naso-Faringe, vero carrefour fisio-patologico delle vie aeree, come, ahimè, il Covid-19 ha dimostrato.
Con la doccia micronizzata nasale, abbiamo nebulizzato una soluzione magistrale galenica, realizzata dai laboratori Orlandi, un’eccellenza partenopea, contenente: Cloruro di Sodio al 2.5%, tamponata con bicarbonato, a cui abbiamo aggiunto, con percentuali inferiori all’ 1 per cento , acido jaluronico, per riparare la mucosa danneggiata, combinato con lo xilitolo per la sua azione antivirale, una combinazione di due molecole antibatteriche (tobramicina e licomicina) dose-dipendenti, per contrastare e prevenire le sovrainfezioni batteriche, e una molecola antiossidante e biofilm-litica (la N-acetilcisteina), in grado di creare un ambiente ostile ai virus.
Dopo soli 7 giorni di tale trattamento, abbiamo rilevato -conclude Varricchio- la negativizzazione del tampone molecolare naso-faringeo, nei 76 pazienti.
Mentre, paradossalmente, i loro familiari conviventi, positivi al Covid-19, ma asintomatici, che hanno rappresentato il gruppo di controllo, in quanto non trattati, al tampone di controllo, risultavano tutti ancora positivi.
Questi, a loro volta, sottoposti allo stesso trattamento trattati dei conviventi sintomatici (Doccia nasale e soluzione galenica), risultavano, dopo 7 giorni di terapia, negativi.”

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