Napoli-Verona: gli azzurri giocano per non rovinarsi la Champions e le vacanze; motivi più convincenti di ogni modulo tattico. Difendendo il quarto posto dalla Juventus, posizione appena conquistata a dispetto di Cassandre e menagrami, Gattuso e i suoi avranno centrato l’obiettivo – mini, massimo? – di inizio stagione: il ritorno nell’Europa che conta. La gara contro il Verona, show di congedo al Maradona, richiede però un ultimo sforzo e un solo risultato: la vittoria. La Juve gioca a Bologna, il Milan a Bergamo contro l’Atalanta, unica certa con l’Inter campione, della partecipazione alla prossima Champions League. Persa malamente la Coppa Italia con qualche polemica, a vantaggio proprio della Juve, i bergamaschi potrebbero tirare un colpo mancino alla Juve “subendo” le maggiori motivazioni del Milan. in un campionato di biscotti e pasticcini, tutto è possibile. Il Napoli, però, farà bene a prepararsi la torta da solo. Il ritorno degli azzurri in Champions sarà l’argomento forte delle prossime ore, e, forse, di tutta la nuova stagione. Si punterà al massimo o sarà comunque ridimensionamento? Per ora, a nostro sommesso avviso, il Napoli ha fatto il massimo che poteva in una stagione intensa, con infortuni a catena, Covid e comprensibili appannamenti con qualche punto di troppo perso in casa (Torino, Spezia, Sassuolo e Cagliari).

Contro il Verona, squadra tranquilla e soddisfatta per aver raggiunto con grande anticipo la promessa, servono i tre punti e soprattutto un Napoli accorto e deciso. i veronesi, con la testa sgombra e le gambe leggere, possono diventare un brutto cliente per gli azzurri se non avranno pazienza e la giusta carica nervosa. Zaccagni, esterno di buon livello nel mirino del Napoli, il giovane serbo Ilic, Faraoni e il numero uno Silvestri, uomini di maggior spicco e qualità della formazione scaligera. Mancherà Barak, ceco dal gran fisico e dal tiro potente, ma Iuric, tecnico già più volte avvicinato al Napoli e allievo di Gasperini, di cui ricalca il modulo (3-4-2-1) e mentalità non per questo giocherà senza stimoli. Non sarà, infatti, un Verona votato alla difesa strenua, ma una squadra che, ben coperta nella zona centrale del campo, cercherà soprattutto sulle corsie esterne con Faraoni e Lazovic di creare problemi al Napoli. Gattuso, che ha tenuto tutti sulla scorda dopo l’importante vittoria di Firenze, ci tiene a chiudere bene e da vincente un campionato difficile, dove l’idea di una formazione tipo ha subito troppe volte ritocchi tattici o di emergenza per motivi indipendenti dalla volontà del tecnico. Finire a 79 punti, come Ancelotti e dietro solo al triennio di Sarri (82-86 e 81 punti), con 25 vittorie (terzo risultato dopo le 26 di Sarri nella seconda di stagione e le 28 nella terza) è un dato significativo che testimonia il salto di mentalità di una squadra capace di vincere ben 12 volte in trasferta, seconda solo al Milan con 15 vittorie, 16 se stasera vincerà a Bergamo. Numeri importanti che lasciano comunque spazio a qualche rimpianto. Come rimpianto sarà l’addio di Gattuso. C’eravamo tanto amati è il leitmotiv di un anno tribolato tra presidente e tecnico. Leitimotiv che costituisce il mantra di Don Aurelio. L’amore è una cosa meravigliosa. Finché dura. Aurelio è certo per quello eterno, anzi le sue passioni più infatuazioni sono numerose. Quale e chi sarà la prossima? Avrà finalmente la freddezza di far prevalere la ragione sull’impulso? Ne sapremo di più appena tra qualche giorno. Per stasera pensiamo a vincere questa partita decisiva contro il Verona.