Vedi Napoli e poi mangi e bevi

da | Mag 15, 2021 | Cultura&Spettacolo

Un rapporto sul turismo enogastronomico individua la città partenopea come la più “appetibile”

Gradualmente le riaperture stanno riportando turisti e visitatori nelle città italiane. Non sarà, purtroppo, un fenomeno di massa, ma considerati i presupposti, bisogna comunque accontentarsi. Se solo si pensa che fino a qualche tempo fa i morti quotidiani sfioravano le mille unità c’è da consolarsi se oggi si sta programmando una stagione turistica dignitosa.
All’interno del fenomeno turistico c’è però da fare una riflessione: si viaggia, ormai, non solo per la bellezza dei luoghi che si vanno a visitare o per le esperienze avventurose che si possono vivere, ma anche per scoprire i sapori tipici di una determinata regione, così da ampliare il bagaglio culturale e fare tesoro di prelibatezze genuine. Il turismo enogastronomico è una realtà che, negli ultimi anni, si è ritagliata sempre maggiore spazio tra i viaggiatori di tutto il mondo e non solo italiani.
Mettersi in viaggio per una meta ben precisa con l’intenzione di assaggiare i piatti (e i vini) della tradizione è sempre più frequentemente una scelta adottata dai turisti, che si immergono così in un’armonia di profumi indimenticabili e di sapori che riempiono il cuore – e lo stomaco. Ad evidenziare come questo trend sia in costante crescita è il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2021: se appena cinque anni fa solo il 21 per cento degli intervistati si era messo in viaggio per assaporare i piatti tipici di una precisa area geografica, tale percentuale è oggi aumentata sino al 55 per cento.
Inutile ribadire che il Covid ha frenato anche questo settore. Ma in maniera diversa rispetto a tanti altri rami del turismo: i viaggiatori percorrono distanze minori, ma non rinunciano definitivamente ad andare alla scoperta del gusto. L’enogastronomia è, anzi, uno dei punti di forza del settore turistico italiano, e potrebbe rappresentare la tanto agognata ripartenza in questa stagione primaverile. Vediamo quali sono le esperienze che i visitatori preferiscono? A quanto pare, il mare resta la prima scelta come porta di accesso per scoprire le tradizioni enogastronomiche dell’entroterra, sempre con un occhio di riguardo per l’ambiente circostante – in molti prediligono esperienze da vivere all’aria aperta e mostrano un maggior interesse alla sostenibilità. Dopo mesi trascorsi in casa per il lockdown c’è infatti grande desiderio di ritrovare il contatto con la natura, che si tratti di una bella pedalata tra i sentieri di campagna o una giornata trascorsa a vendemmiare.
Ovviamente, c’è molta attenzione nella scelta della destinazione: in Italia, le mete enogastronomiche preferite dai turisti sono la Sicilia, l’Emilia Romagna, la Campania, la Puglia e la Toscana. Tutte località che hanno un immenso patrimonio di sapori tipici, invidiatoci da ogni angolo del mondo. Le città più apprezzate per chi vuole compiere un viaggio nel gusto sono invece nell’ordine Napoli, Bologna, Palermo e Roma.
Fino a qualche anno fa Napoli era famosa nel mondo quasi esclusivamente per la pizza. Ma oggi tutte le specialità della cucina campana, soprattutto basata sul pesce, sono diventate un cult per quanti arrivano a Napoli per visitarla e per gustare le sue prelibatezze. Senza contare che anche i vini della regione hanno ormai raggiunto altissimi profili di gradimento fra gli appassionati.
Non a caso fioriscono le pubblicazioni che, partendo appunto dal vino, spaziano su tutto il fenomeno enogastronomico della regione Campania.
Volgendo lo sguardo anche fuori dai confini nazionali, scopriamo infine che i Paesi prediletti per il turismo enogastronomico sono Spagna, Francia e Grecia, mentre la classifica delle città vede ai primi posti Parigi, Barcellona e Madrid.

“Ferito a morte” di Raffaele La Capria

“Ferito a morte” di Raffaele La Capria

Ferito a morte è uno di quei libri che, grazie alla vita propria dell’opera d’arte, rappresenta  aspetti psicologici e sociologici che trascendono la volontà dell’autore medesimo. Parliamo dunque della seconda, e più nota opera, dello scrittore napoletano Raffaele La...

Neapocalisse di Jean-Noël Schifano

Neapocalisse di Jean-Noël Schifano

  Un altro straordinario ritratto di Napoli è l’oggetto del “classico” di questa settimana, parliamo di Neapocalisse saggio sociologico dal solido impianto narrativo, pubblicato a Napoli nel 1990. L’opera invero risaliva al decennio precedente frutto della...

“Musicista in pochi decenni” di Francesco Libetta

“Musicista in pochi decenni” di Francesco Libetta

La recensione di questa settimana riguarda il denso quaderno di appunti di un grandissimo pianista e compositore meridionale il quale, poco più che cinquantenne, appartiene all’olimpo dei classici del pianismo mondiale. Parliamo di Francesco Libetta, grande musicista...

Lo cunto de li cunti

Lo cunto de li cunti

Il classico dei classici, bello tra i belli, Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile è, attualmente, il libro napoletano più noto, meritando persino, in tempi recentissimi, una messinscena cinematografica che, in verità, non ha riscosso consensi straordinari, ma...

Parte il Festival delle Arti 2021

Parte il Festival delle Arti 2021

La rassegna, giunta alla sua sesta edizione, è organizzata dalla storica associazione Noi per Napoli Parte il Festival delle Arti 2021 Noi per Napoli dedicato alla città di Napoli, al suo patrimonio storico e culturale, alle sue tradizioni, alla Lirica e al Bel Canto...

“Il sangue di San Gennaro” di Sàndor Màrai

“Il sangue di San Gennaro” di Sàndor Màrai

Altro classico che ascriviamo alla letteratura di Napoli è “San Gennaro vère” dell’autore ungherese Sàndor Màrai, il cui titolo italiano risponde a “Il sangue di San Gennaro”. E lo poniamo nella letteratura di Napoli non solo perché parla con slancio di una Città, a...

Ninfa plebea di Domenico Rea

Ninfa plebea di Domenico Rea

La seconda recensione di un classico della letteratura napoletana ha per oggetto, ovviamente, un libro straordinario, e ci ricorda, indirettamente, le consuetudini di un “Paese straordinario”. Ove la seconda “straordinarietà” non è da intendersi positivamente....

I sentieri della musica di Paolo Isotta

I sentieri della musica di Paolo Isotta

Una lettura dei classici della cultura napoletana e meridiana Diamo avvio questa settimana ad una nuova rubrica che ha per intento quello di rendere più noti opere e/o autori ascrivibili alla letteratura napoletana. Ricordando e rileggendo, nei limiti delle nostre...

Premio Filangieri, ci siamo

Premio Filangieri, ci siamo

di Federico Marone Dalle bellezze del passato alla street art: via alla terza edizione del concorso nazionale di poesia e fotografia Premio Filangieri, via alla terza edizione del concorso nazionale di poesia e fotografia promosso dall’ente ecclesiastico “Immacolata e...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te