Federico II, il Sommo Poeta letto da de Giovanni e la morte di Bonaparte declamata da Andrea Renzi in streaming dall’Aula Magna Storica

da | Mag 3, 2021 | Cultura&Spettacolo

F2Cultura porta alla Federico II il Sommo Poeta letto da Maurizio de Giovanni e la morte di Bonaparte declamata da Andrea Renzi. Entrambi saranno nell’Aula Magna Storica dell’Ateneo per il pubblico collegato su Youtube e Teams.

Questa mattina alle 11 è in programma ‘La giustizia in Dante e nel romanzo noir. Nel nome di Dante’. Gli scrittori contemporanei rileggono la Divina Commedia e mercoledì 5 maggio, sempre alle 11, è in programma ‘Ei fu. Mito e storia di Napoleone’.

‘La giustizia in Dante e nel romanzo noir. Nel nome di Dante’. Gli scrittori contemporanei rileggono la Divina Commedia. È infatti il tema dell’incontro dedicato al Sommo Poeta promosso e organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’AdI – Associazione degli Italianisti.

Su Youtube per tutti e sulla piattaforma Teams per i federiciani, dall’Aula Magna Storica della Federico II si parlerà della giustizia in Dante con lo scrittore Maurizio de Giovanni, il giudice Alfredo Guardiano, il professore emerito di Letteratura latina Arturo De Vivo e il professore di Filologia della letteratura italiana e direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo napoletano Andrea Mazzucchi. Apre la manifestazione il rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito. Introduce e coordina il professore di Letteratura Italiana Pasquale Sabbatino. Conclude Maurizio de Giovanni con la lettura del canto XXXIII dell’Inferno.

 

Maurizio de Giovanni a F2 RadioLab parla del suo rapporto con Dante e di come la commedia si può leggere anche come un romanzo appassionante ricco di suspence: ‘Con Dante ho un rapporto di filiazione, di costante riferimento culturale. La gran parte di quello che Dante ha scritto è diventato proverbiale, un paradigma del sentimento e della riflessione per ogni italiano. E gli scrittori necessariamente ricalcano il suo discorso di sentimenti, hanno cuna contiguità con le passioni che Dante ha tracciato – sottolinea de Giovanni –. Per diverse avventure che mi hanno poi fatto diventare uno scrittore, Dante l’ho incontrato da ragazzo già prima dello studio scolastico. Ero e sono rimasto un appassionato di letteratura italiana. E volevo comprendere la fonte di tutta la narrativa In Dante c’è tutto come in Shakespeare, in Chaucer, in Basile, nei grandissimi che hanno realizzato opere monumentali, ampie, che raccontano il mondo. E poi Dante ha un rapporto stretto con il genere, con il noir, con il romanzo nero. Lui crea la sospensione del giudizio, un elemento radicale della più moderna narrativa nera’.

‘Ancora oggi, nell’individuare gli scopi del Diritto e dell’attività di chi ha il compito di interpretarlo, non sfuggiamo alla costante ricerca di un punto di equilibrio che nasca dal confronto dialettico tra norme giuridiche e norme morali, la cui separazione affonda le sue radici nel dualismo tra i due “fori”, legge di Dio e legge degli uomini, ben presente a Dante, così come le diverse nozioni di giustizia presenti nella cultura altomedievale – spiega il giudice Guardiano -.  Se, come è stato detto, ciò che terrorizza dell’Inferno è la sua “rigida giustizia” (Inf., XXX, 70), vale a dire l’inflessibile interpretazione della legge e l’incapacità di concepire l’eccezione, bisogna chiedersi quali siano oggi le possibili strade da percorrere per non rendere la giustizia terrena un duplicato della giustizia infernale, per tentare una ricomposizione di questa frattura all’interno di una comunità dalla quale provengono richieste di giustizia apparentemente contrapposte’.

‘Ei fu. Mito e storia di Napoleone’ è, invece, il tema dell’incontro organizzato dall’Università Federico II in occasione del bicentenario della morte di Bonaparte.

Mercoledì 5 maggio 2021 alle 11, su Youtube per tutti e sulla piattaforma Teams per i federiciani, infatti, dall’Aula Magna Storica dell’Ateneo si parlerà della percezione leggendaria e della realtà storica del Grande Condottiero.

 

Aprirà i lavori il Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Matteo Lorito. Interverranno i docenti federiciani Cristina Vano, ordinaria di Storia del diritto medievale e moderno, e Matteo Palumbo, onorario di Letteratura italiana. Coordinerà Arturo de Vivo, professore emerito di letteratura latina della Federico II.

Sarà l’attore e regista Andrea Renzi a declamare per la comunità federiciana e per il pubblico i versi della poesia ‘Il cinque maggio’ di Alessandro Manzoni.

L’iniziativa rientra in F2 Cultura, programma annuale delle attività culturali che l’Università Federico II rivolge alla sua comunità, al mondo della scuola e al territorio.

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