Si resta in zona rossa

da | Apr 3, 2021 | InEvidenza

L’annuncio di De Luca: “Ma iniziamo il cammino per uscire da questo calvario”

La Campania resta in zona rossa ma si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel. È quanto ha dichiarato il governatore della Campania Vincenzo De Luca nel corso della sua diretta Facebook del venerdì in cui è solito fare il punto della situazione riguardo alla pandemia da Covid-19 nella nostra regione. “Dobbiamo cominciare a entrare in uno stato d’animo diverso a partire da Pasqua – ha spiegato De Luca – . Dobbiamo proiettarci sempre più anche psicologicamente verso il futuro, cominciare a pensare sempre più a quello che potrà essere la nostra vita fra 2 o 3 mesi, perché oggi vi sono tutte le condizioni per cominciare davvero il cammino per uscire da questo calvario”. Il presidente della Regione Campania ha sottolineato che sarà importante d’ora in poi non sbagliare nulla. “A condizione che non commettiamo errori, che non sbagliamo, che manteniamo il massimo di razionalità – ha aggiunto De Luca – veramente ci sono tutte le condizioni per metterci alle spalle questo anno di drammatica pesantezza per la vita di ognuno di noi”. Lo spiraglio di luce, dunque, si inizia ad intravedere e se a dirlo è il presidente della Regione Campania che finora è sempre stato molto realista in merito alla pandemia, allora si può essere ottimisti. “Abbiamo un dato anomalo sui sintomatici, molti dei quali sono paucisintomatici” ha poi aggiunto. “Stiamo cercando di capire – ha spiegato ancora De Luca – il perché abbiamo questo dato anomalo. La prima valutazione che fanno i nostri medici è che abbiamo un’aggressività, soprattutto della variante inglese, più grave rispetto ai giovani, cioè la variante aggredisce con maggiore forza la popolazione più giovane. Questo è il primo dato che emerge da una valutazione attenta che stiamo cercando di fare. Abbiamo in Campania una situazione di contagi superiore, ma abbiamo due dati che devono confortarci, perché collocano la nostra regione in una posizione importante, direi quasi all’avanguardia in Italia. Abbiamo ad oggi – ha sottolineato – un numero di terapie intensive occupate di 160, cioè abbiamo la metà di terapie intensive occupate rispetto a regioni che sono magari in zona arancione. Questo a conferma del fatto che c’è un lavoro di contenimento rispetto all’epidemia. Il secondo dato che misura la gravità del problema è quello dei decessi per Covid: siamo credo a 5.400 decessi, 6 volte in meno della Lombardia, la metà dei decessi del Veneto, dell’Emilia, del Piemonte”.

“Dunque – ha detto ancora De Luca – c’è dal punto di vista dei dati essenziali, tenuta delle terapie intensive e decessi per Covid, e occupazione dei posti letto negli ospedali, una buona tenuta della nostra regione. Questo ci ha consentito questa volta di non chiudere i reparti ordinari. Se avessimo avuto un’esplosione incontrollata di contagio avremmo dovuto chiudere altri reparti per accogliere pazienti Covid, invece ad oggi riusciamo a non avere emergenze particolari. Questi dati ci devono confortare e, per un altro verso, ci devono inorgoglire: ricordiamo ad amici di altre parti d’Italia che questi risultati sono stati ottenuti con 15mila dipendenti in meno rispetto a regioni come l’Emilia o il Veneto”. “Immunizzare i cittadini campani per fine estate – questo l’obiettivo che si pone De Luca -. Dobbiamo essere in grado di fare 70mila vaccini al giorno, ora che abbiamo la disponibilità dei medici – ha concluso il governatore – significa oltre 2mila al mese e significa che per l’estate, al massimo in autunno, completiamo l’immunizzazione, cioè due dosi, a tutti i cittadini campani. Dobbiamo farcela”.

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EDITORIALE

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Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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