È pronto a ripartire ma la sua assenza, che è durata ormai più di un mese, è stranamente passata sotto silenzio rispetto a quelle di Osimhen e di Mertens. Eppure Hirving Lozano, al momento dell’infortunio, era il vero goleador del Napoli, il valore aggiunto di una squadra che nel talento del messicano aveva trovato un importante punto di riferimento. Ma forse il perché dello strano silenzio lo capiremo a giugno in sede di mercato. Strana storia quella del Chucky passato in pochi mesi dall’etichetta coniatagli quasi coram populo di “bidone” o di “pacco”, la più generosa di “oggetto misterioso”, a quella di talento assoluto e di campione. La verità è tutta nello spirito con cui il ragazzo ha affrontato le insidie e i tranelli del campionato più difficile e tattico al mondo. Arrivato a Napoli come il giocatore più pagato dell’era De Laurentiis, il suo approccio con il calcio italiano non è stato facile anche se l’esordio con gol alla Juventus fece sperare ai tifosi di aver trovato il nuovo Cavani o Higuain o, andando più indietro nel tempo, il Lavezzi dei tempi d’oro. Con Ancelotti però non c’è mai stato feeling, sia per la posizione in campo e sia per la tenuta atletica. L’arrivo di Gattuso, l’addio alle fieste atletiche e il duro lavoro fisico a cui è stato sottoposto da Ringhio, con tanto di allontanamento dal campo per lo scarso impegno in allenamento, è stata la svolta per El Chucky. È ritornato in campo sempre piccolo e minuto ma compatto, muscoloso e soprattutto mentalmente pronto per la gara. Ha iniziato di nuovo ad avere quel ghigno da bambola assassina, a segnare, a sfornare assist per i compagni e a far ammattire gli avversari facendone ammonire due o tre a partita con quel guizzo con cui è sempre riuscito ad anticiparli.

Lo buttano giù ma lui si rialza e pare che rida, con il disincanto dipinto negli occhi nonostante le botte prese. Ha imparato a lottare e con lo sguardo che sfida i suoi avversari è diventato un autentico guerriero con una determinazione sconosciuta all’inizio. Un uomo squadra insomma. Eppure dell’assenza di El Chucky si è parlato poco. Ora è pronto a rientrare per lo sprint finale e aiutare il Napoli per un posto Champions. All’Olimpico partirà dalla panchina, un motivo di preoccupazione in più per gli avversari. È diventato il valore in più del Napoli di Gattuso e ci sono già molti top club in fila per godere nella prossima stagione dei suoi dribbling, dei gol e del ghigno con cui ride. Da “oggetto misterioso” a uomo mercato del club. Raiola ha già bussato a denari per un aumento, vedrete, che anche questo piccolo capolavoro firmato Gattuso diventerà un affare per il presidente. E non si dica o si scriva che il Napoli ha “svenduto” i suoi gioielli negli anni. Ha fatto solo affari perché la proprietà pensa solo a questo e non a creare una squadra vincente. Lozano El Chucky è solo l’ultimo gioiello che arricchirà casa De Laurentiis.