Ma Gattuso era così scarso?

da | Mar 20, 2021 | Calcio Napoli

Non è Rinus Michael’s, Cruyff o Fergusson ma è un tecnico completo ed affidabile

Sembra proprio che il Napoli si sia svegliato dal letargo invernale con relative amnesie di gioco. L’arrivo ormai imminente della primavera preoccupava i tifosi soprattutto per il rendimento atletico della squadra. E invece, Gattuso ha dimostrato che i problemi della squadra non erano dovuti alle sue… scelte, e di non essere solo un motivatore di una squadra parsa talvolta stanca e senza idee ma anche un tecnico che sa il fatto suo pure in fatto di strategie e scelte tecniche. Lo ribadisco una volta di più: Gattuso non è né sarà un Rinus Michael’s o un Cruyff o un Fergusson, cioè un innovatore del football, ma diventerà sicuramente, se non lo è ancora completamente, un tecnico completo e affidabile, in grado pienamente di guidare una squadra di un club importante, come il Napoli, appunto, diversamente da quanto hanno sostenuto troppi “sapientoni” di calcio a… tavole. E chi vuol capire capisca! Perché il vero nodo della questione è, a nostro avviso, proprio questo: Il Napoli è un club importante e una squadra con un reale progetto futuro? Abbiamo dei dubbi e aspettiamo le future scelte societarie.
Per ora va detto che la squadra con la vittoria del Meazza ha ripreso a vincere anche in trasferta e l’aggancio alla posizione Champions sembra tornato fattibile nei sogni dei tifosi e nelle possibilità della squadra. A 12 partite dalla fine è necessario che il gruppo squadra e la società ritrovino quell’empatia che ad inizio stagione ha fatto sognare. Il bel Napoli visto a Milano dice che la squadra è in grado di lottare fino alla fine per raggiungere l’obiettivo europeo prefissato all’inizio del campionato. Anche i numeri, terza miglior difesa e terzo miglior attacco del torneo, dicono agli azzurri: “Yes, we can”. Ma da qui alla fine, con il recupero di tutti i componenti la rosa, siamo i primi a dire che Gattuso, adesso, non può più sbagliare scelte tecniche e strategie. Siamo fiduciosi nel tecnico perché proprio nella partita in teoria più difficile per il Napoli, contro un Milan all’inseguimento dell’Inter, la squadra ha saputo reggere agli attacchi rossoneri sciorinando bel gioco, andando in vantaggio e sfiorando il raddoppio. La stagione, bisogna essere onesti intellettualmente, non è stata difficile e altalenante solo per Gattuso. Conte è stato criticatissimo ad inizio stagione vista la corazzata che si trovava tra le mani. Pirlo è nell’occhio del ciclone e lo stanno difendendo i suoi trascorsi da fuoriclasse in campo e la società che ha puntato su di lui. Fonseca e Inzaghi hanno sempre alternato prove scintillanti a prestazioni incolori e pure l’Atalanta di Gasperini ha pagato pedaggio in campionato dopo le battaglie in Champions League. Il perché Gattuso fosse finito sulla graticola più degli altri colleghi siamo ancora qui a chiedercelo. Ma la mamma degli imbecilli calcistici, travestiti da intenditori e opinionisti di vecchia generazione, è sempre incinta. E Napoli è piazza particolarmente folle come sosteneva Monzeglio: “Qui non vincerete mai niente”. Le squillanti vittorie contro Genoa, Atalanta e Roma hanno lasciato il segno e nel ricordo, i tifosi e non solo, pensavano di avere una squadra quasi imbattibile. Ma il calcio non è quello, è sofferenza, continuità, sacrificio. Qualità che il Napoli non ha mai avuto come caratteristiche principali. Poi sono arrivati gli infortuni, Covid compreso, e molti dei sapientoni di cui sopra non hanno sottolineato in modo corretto l’importanza delle assenze.
Ed è arrivato il momento di crisi di risultati, e a forza di segnare col contagocce e subire gol incredibili e pure qualche torto arbitrale sembrava pure fosse arrivata la fine dei sogni.
Speriamo che il finale di stagione con gli equilibri di gioco e i gol ritrovati, con la grinta e la tenacia di Gattuso, rendano giustizia e soprattutto le giuste soddisfazioni all’intero ambiente napoletano in questo campionato pazzo ancor più di quanto lo sia di solito. È il momento per dare l’accelerata definitiva. E che il derby del sole s’illumini d’azzurro.
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