La storia di Napoli dalla nascita ai giorni nostri. La leggenda delle origini della città

Dalla leggenda della sirena Partenope all’insediamento di Cuma Napoli (Neapolis, nuova città) ha almeno tremila anni di storia, senza contemplare il periodo preistorico del quale, grazie a scoperte e scavi archeologici, abbiamo preziose testimonianze di tombe risalenti al Neolitico e solchi d’aratro che farebbero pensare ad insediamenti ancora più primitivi.
Le origini della nostra città sono ammantate da affascinanti racconti che, peraltro, hanno anche qualche fondamento di verità.

Leggenda vuole Napoli “partorita” dalla sirena Partenope, omaggiata da Omero nel XII canto dell’Odissea, la mitologica creatura avente, in origine, le fattezze di un uccello dal volto di fanciulla (la vergine alata nata dal dio-fiume Acheloo e dalla madre-terra Persefone) e che solo successivamente assunse quelle di una sirena. Partenope, abitante dell’isola delle Sirene (identificata con l’isoletta “Li Galli”), ammaliatrice dei naviganti attratti e distratti dal suo meraviglioso canto e che incontravano poi la morte sugli scogli, s’innamorò di Ulisse ma egli, turandosi preventivamente le orecchie, si sottrasse al triste destino.
Il dolore di Partenope fu così grande da indurla a cercare la morte, insieme alle altre due sorelle, Leucosia e Ligea, lanciandosi dall’alto di una rupe (katapontismòs ). Il suo corpo s’incagliò sugli scogli che circondano l’isoletta di Megaride (che oggi ammiriamo dal borgo marinaro e dal Castel dell’Ovo), mentre quelli delle sorelle, romanticamente, giacciono uno nelle acque antistante Paestum e l’altro nelle acque calabresi.
I napoletani, con l’intento poetico di venerarne le reliquie, individuano ancora oggi il “sepolcro” nei sotterranei di Castel dell’Ovo o sull’antica “acropoli” della collina di Sant’Aniello pensando, altresì, che il paesaggio del golfo di Napoli assomigli proprio al sinuoso corpo di una sirena adagiata da Capodimonte a Posillipo. Fin qui una delle affascinanti leggende che circondano la nascita di Napoli che storia vuole, invece, fondata, durante una delle innumerevoli tappe di colonizzazione, dai Greci dell’isola Eubèa, nel VI sec. A. C., insediatisi sull’isolotto di Megaride, utilizzato prettamente come polo commerciale, utile per gli scambi con la vicina Cuma (fondata dai greci di Rodi, qualche secolo addietro).

Partenope (il nome di Napoli alle origini), venne presto coinvolta nelle guerre tra Cumani ed Etruschi. per oltre un secolo e che videro i Cumani vincitori, conquistare Partenope. Fu così che nel 470 a. C, i cumani, per meglio difendersi dagli altri attacchi, fondarono una nuova città nella zona orientale (l’attuale Centro storico) più interna e meglio protetta, cinta da mura e con un vero e proprio rigore geometrico, un tracciato ortogonale disegnato da un architetto greco allievo di Pitagora, un impianto urbanistico le cui tracce sono presenti in piazza Bellini. Fu chiamata Neapolis (città nuova) quindi il 21 dicembre del 475 a.C. per distinguerla da Partenope che fu battezzata così Palepolis (città vecchia) fino a quando, sviluppandosi sempre più, le due città non si fusero.