Agnano, 40 anni di progetti falliti

da | Mar 20, 2021 | Cronaca

Una mostra on line ripercorre tutti i tentativi di recupero dell’ex area Italsider

L’iniziativa è certamente meritoria. Ma finisce con il trasformarsi in un pesantissimo atto di accusa contro la classe politica napoletana (e non solo) che in quaranta anni non è riuscita a concretizzare nemmeno uno dei tanti progetti che si sono susseguiti per il recupero urbanistico dell’ex area Italsider di Bagnoli.
Un sito baciato dalla dea Natura, un posto favoloso, deturpato dal folle insediamento di un’acciaieria ed oggi abbandonato al suo destino. Tra questi infiniti progetti ce ne sono molti assolutamente cervellotici: in riva al mare, laddove anche gli antichi romani venivano a svernare o a trascorrere le vacanze, si è pensato di installare gli insediamenti più improbabili, invece di sfruttare la risorsa mare e di destinare tutta l’area esclusivamente al comparto turistico. Un esempio eclatante è Città della Scienza, che è stata invece già realizzata, persino su parte del demanio marittimo. Che cosa ci debba fare lì nessuno è riuscito mai a spiegarlo. E i responsabili dell’istituzione protestano ancor oggi vibratamente quando qualcuno timidamente avanza l’ipotesi di una sacrosanta delocalizzazione. Ma torniamo all’iniziativa di cui sopra: è disponibile liberamente online la mostra virtuale “Progetti per Bagnoli – Tra paesaggio, industria e utopia”, organizzata dalla Consulta delle Costruzioni di Napoli, associazione che racchiude l’intera filiera delle costruzioni della città.

L’iniziativa mette a disposizione di tutti i cittadini oltre alla storia della zona anche l’enorme lavoro effettuato dai tanti professionisti che hanno realizzato nel tempo i progetti per trasformare la zona di Bagnoli. Nel suo complesso si tratta di un enorme lavoro di studio dei possibili interventi di rigenerazione urbana, di progetti realizzati e approvati, ma mai attuati. Appunto è in sintesi il racconto in mostra di quello che si poteva fare ma non si è fatto: quaranta anni di progetti buttati al vento. È una mostra completa che, tra cartografie, dipinti, progetti del visionario architetto Lamont Young e analisi delle attività industriali della zona consente di conoscere la realtà di questo luogo che fu sciaguratamente scelto come zona industriale agli inizi del ‘900. Poi alla fine del secolo scorso la dismissione delle grandi industrie come Italsider e Cementir e i mega-progetti inutili. Ed è forse questa la parte più straordinaria di questa mostra che ci consente di conoscere, grazie ad un eccezionale censimento, quasi tutti i progetti realizzati e approvati per Bagnoli e ripercorre tutte le tappe e gli atti seguiti alla dismissione del grande sito siderurgico dell’Italsider. Progetti eccezionali mai realizzati, dalla grande sede del Cnr al Porto Turistico, dal Parco dello Sport ai vari Parchi Urbani, dal Raggio Verde al Napoli Studios, dal circolo dell’Ilva allo straordinario Vulcanica: un libro dei sogni che, si spera, dopo 40 anni diventi prima o poi realtà.

La mostra “Progetti per Bagnoli – Tra paesaggio, industria e utopia”, consultabile via web sul sito ufficiale è organizzata in cinque sezioni: Cartografie, Vedute, Utopie, Industria e Progetti. La prima riguarda le cartografie, con una selezione che va dal XVI al XX secolo, in cui è possibile leggere chiaramente le trasformazioni della linea di costa e dell’ampia piana in relazione al più vasto contesto circostante; la seconda interessa dipinti e vedute dell’area di Bagnoli, realizzati per lo più tra il XVIII e il XIX secolo, con evidenza dell’attrazione che il sito ha avuto per i viaggiatori, per gli esponenti del Grand Tour e per gli artisti locali.
La terza riguarda alcuni progetti di fine Ottocento elaborati dall’architetto-ingegnere utopista di origine anglosassone Lamont Young, che presentano soluzioni avveniristiche per un’estesa area della Napoli occidentale, inclusa quella di Bagnoli; la quarta è incentrata sull’attività industriale presente a Bagnoli per circa un secolo, dal suo primo impianto alla dismissione dei primi anni Novanta del Novecento, con alcuni resti di quel patrimonio industriale ancora in situ; l’ultima è la parte più corposa ed espone i numerosi progetti, realizzati dagli anni della dismissione industriale ad oggi da importanti architetti di fama nazionale e internazionale, frutto di concorsi, gare, utopie spontanee, per lo più archiviati e non realizzati. Il progetto espositivo è a cura del professor Alessandro Castagnaro e la mostra è patrocinata dalla Regione Campania e dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e sostenuta da vari Enti e associazioni.

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EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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