Il Napoli e le cessioni, quanti errori

da | Mar 13, 2021 | Calcio Napoli

In questi anni mandati via giocatori che sarebbero invece tornati molto utili

Il Napoli in questi ultimi anni non è stato sempre avveduto in fase di mercato. Ci sono su piazza e perfettamente impiegati tanti calciatori, acquistati e non valutati correttamente, che sono stati ceduti e che stanno facendo le fortune delle loro squadre attuali. E in alcuni casi c’è veramente da mangiarsi le mani. Il caso più eclatante riguarda Duvan Zapata. Venne a Napoli, prelevato da una squadra argentina per cinque milioni o poco più, su suggerimento di Benitez.
Era in verità ancora molto acerbo, ma in quella squadra doveva semplicemente fare il sostituto di Higuain e doveva crescere. Andato via Benitez Zapata fu dirottato in prestito per due anni ad Udine, dove, ovviamente, esplose. E tornò a Napoli, ritrovandosi con Sarri. Il tanto celebrato tecnico dei tre anni favolosi non lo “vedeva” però e lo relegò nell’angolo. O meglio nel dimenticatoio. Riscaldamento insieme al gruppo e poi allenamenti a parte. Una mortificazione. Tanti gli osservatori perplessi e i critici, ma Sarri era un eroe, e guai a fargli le pulci. De Laurentiis, che non disdegna certe pratiche, fece il primo ed unico vero affare con Ferrero e Zapata fu ceduto definitivamente alla Sampdoria per venti milioni. Considerato il prezzo di acquisto si trattò di una straordinaria plusvalenza. Ma nel calcio non contano solo i bilanci. E Zapata, che nel frattempo ad Udine era maturato, anche a Genova si confermò cecchino di razza. Di qui all’Atalanta, dove negli anni si è definitivamente affermato non solo come goleador. Un campione. Il bomber che, finito il ciclo di Higuain, è praticamente sempre mancato al Napoli. La barzelletta consiste nel fatto che De Laurentiis avrebbe voluto riprenderselo quest’estate, pagandolo 40 milioni. Poi l’obiettivo divenne Osimhen e Zapata è rimasto a Bergamo. Ma sarebbe stata davvero una follia. La certificazione di un fallimento.

La svista-Zapata risale comunque a qualche anno fa. Ma più recentemente e forse con minor rilievo, quanto a tasso tecnico, i casi si sono ripetuti. Facciamo un nome: Tonelli. Un onesto difensore, non certo un fuoriclasse. Ma il solito Sarri non lo “vedeva”. E Tonelli sparì dai radar, anche lui relegato al ruolo malinconico di comparsa. De Laurentiis lo aveva pagato 10 milioni. Sprecati. Tonelli sarebbe tornato comodo al Napoli, visto che dolosamente ha avviato la stagione con soli quattro difensori centrali, ed ora Gattuso ne sta pagando le conseguenze, anche se nei fatti è stato complice di questa scelta scellerata. Tonelli è stato svenduto alla solita Sampdoria e con Ranieri, naturalmente, è diventato titolare fisso. E sta contribuendo in maniera notevole all’ottimo campionato dei doriani. Ma il caso attuale più clamoroso riguarda Younes, l’esterno che il Napoli contrattualizzò a parametro zero. Proveniva dall’Ajax e soprattutto era nel giro della Nazionale tedesca. Un brutto infortunio rese problematico il suo inserimento a Napoli. Poi si riprese e nel finale di due campionati fa dimostrò tutta la sua classe. Si sperava, l’anno successivo, che avrebbe potuto affermarsi definitivamente, come alternativa di Insigne, anche a Napoli. Ma Gattuso, subentrato ad Ancelotti, gli riservò solo pochi minuti ed evidentemente fece poi capire alla società che il ragazzo non rientrava nel suo progetto. Detto fatto su ceduto in prestito all’Eintracht di Francoforte. Bene, Younes sta disputando un campionato strabiliante, tant’è che la società tedesca ha già fatto intendere che sfrutterà la clausola del riscatto. Che è stata fissata esattamente a tre milioni. Una miseria. E un altro clamoroso errore da parte dell’area tecnica. Completano questo quadro disarmante altri esempi recentissimi. L’algerino Ounas, acquistato per dieci milioni, è stato offerto in prestito a tutti e infine è approdato al Crotone, che lo sta impiegando con continuità. Sembrava un bidone e invece ora in Calabria sta mostrando doti che qui a Napoli aveva fatto solo intravedere in qualche circostanza. Ha dalla sua la scusante che praticamente non è stato mai seriamente monitorato. Il solito Sarri lo sopportava, ma lo stesso Ancelotti non lo ha mai preso in considerazione. Comunque con i suoi gol Ounas sta dando ai crotonesi una pallida speranza di salvezza.

E che dire di Malcuit e Llorente? Il primo è titolare fisso nella Fiorentina e Dio solo sa quanto sarebbe stato utile per dare un po’ di respiro a Di Lorenzo, che tra poco dovremo accompagnare in una località di montagna a ossigenarsi e a riprendere fiato. Quanto allo spagnolo, che a Udine ovviamente è titolare ed ha cominciato anche a segnare, lo hanno dato via proprio nel momento in cui il Napoli era rimasto senza punte. Un assurdo.

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EDITORIALE

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Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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