“Abbiamo una magistratura che mette sotto processo chi scopre i reati… non è cambiato niente, il sistema Palamara imperversa, dobbiamo sempre avere la riserva mentale”. Commenta così l’avvocato Carlo Taormina al termine della seduta odierna del processo contro Le Iene Mirko Canala e Luigi Pelazza colpevoli” di aver sgominato una banda di pubblici ufficiali che rilasciavano patenti nautiche previa corruzione e falsificazione dei documenti. “Abbiamo sentito un testimone e concluso l’istruttoria parlamentare – racconta Taormina – per cui la causa per la discussione è stata rinviata al 25 maggio”

I fatti risalgono al 2011 quando i due inviati, documentano il trucco per ottenere una patenta nautica all’Ufficio marittimo di Pozzuoli senza sostenere l’esame, e pagano i truffatori per il rilascio di quello che credevano fosse un semplice tagliando senza valore e che invece dopo l’esibizione alla Capitaneria di Pozzuoli e alla reazione degli ufficiali, scoprono essere una patente vera. Ma proprio per questo, dopo la messa in onda del servizio, a novembre dello stesso anno,  la Procura della Repubblica di Napoli rinvia a giudizio con l’accusa di concorso in corruzione.

“Il processo è andato nella direzione dell’assoluzione degli imputati – conclude Taormina – e speriamo che il Padreterno ci metta una mano”.