Atalanta-Napoli: azzurri ancora sconfitti a Bergamo

da | Feb 21, 2021 | Calcio Napoli

Atalanta-Napoli: azzurri ancora sconfitti a Bergamo, i ragazzi di Gattuso ne incassano 4 dalla Dea e la zona champions si allontana.

Atalanta-Napoli, match che si ripete a distanza di 11 giorni gli azzurri hanno affrontato la Juventus e il Granada dopo la sconfitta di Bergamo in Coppa italia, la squadra di Gattuso ritorna al Gewiss Stadium con altre assenze fondamentali, nonostante Koulibaly e Ghoulam siano guariti dal Covid partono dalla panchina, per il resto scelte obbligate per affrontare una delle rose più in forma del campionato. Durante i primi 45 minuti di gioco non ci sono grandi occasioni, il Napoli molto molle presta il fianco all’avversario rintanandosi il più delle volte nella propria metà campo, mentre i padroni di casa schiacciano il piede sull’accelleratore per trovare il vantaggio. La prima vera occasione capita al minuto 16 per i ragazzi di Gasperini, Pessina si libera in area e al momento di calciare viene contrastato da Mario Rui e Di Lorenzo, il centrocampista dell’Atalanta chiede il rigore, ma Di Bello a pochi passi fa proseguire e nemmeno il VAR intervine, le immagini non chiariscono. Si va all’intervallo senza alcuna occasione clamorosa da raccontare, solo da segnalare un mancato controllo di Zapata che grazia il Napoli e permette a Meret di recuperare palla, il colombiano era stato lasciato tutto solo nell’area piccola.

Inizia il secondo tempo senza alcun cambio, solito Napoli in difficoltà mentre l’Atalanta entra con più convinzione in campo per sbloccare il match. Durante l’intervallo le immagini chiariscono il contatto Mario Rui – Pessina avvenuto in area azzurra al minuto 16, il contatto c’è ed è falloso quindi manca un rigore all’Atalanta e sulle successive proteste Gasperine viene espulso. Sette minuti dopo il rientro in campo, Zapata trova il gol che sblocca la partita, Muriel sulla fascia arriva al cross, difesa del Napoli schierata con Maksimovic che lascia Mario Rui in marcatura su Zapata, evidente la differenza fisica tra i due e il colombiano sovrasta il portoghese portanedo in vantaggio la i neroazzurri. Brutto colpo per il Napoli che improvvisamente si riaccende, dopo lo svantaggio si rivede per alcuni minuti quella grinta che manca da troppo tempo nella squadra di Gattuso e infatti 6 minuti dopo, il Napoli trova il pareggio, perfetta la palla di Politano che vede l’inserimento Zielinski nella difesa bergamasca, destro al volo del polacco che non lascia scampo a Gollini. Si nota una scioltezza diversa nel Napoli dopo il pareggio, ma purtroppo al minuto 64 l’Atalanta trova nuovamente il vantaggio, il solito Muriel riceve palla dalla metà campo e si invola verso la porta di Meret, Bakayoko lo contrasta e il rimpallo fa carambolare la palla sul braccio del 9 neroazzurro il quale scarica per Zapata che vede l’inserimento di Gosens dal lato opposto e con un passaggio rasoterra, gli serve una palla al bacio la quale deve essere solo spinta in porta, evidente il tocco di mano di Muriel ma le proteste azzurre sono anche per la posizione, molto più avanti rispetto al punto esatto, dove viene battuta la punizione che da il via all’azione, il VAR conferma la sua assenza in questa partita restando totalmente estraneo ai fatti. Il terzo gol al minuto 71 è un classico della stagione calcistica del Napoli, Bakayoko sbaglia un retropassaggio per Rrahmani, Muriel si inserisce e ubriaca il difensore azzurro prima di calciare di sinistro con potenza sul palo di Meret, 3-1. Il Napoli prova a restare in partita, su un cross di Politano dopo un calcio d’angolo battuto corto, Gosens devia nella sua porta per il 3-2. Pochi minuti più tardi prima di battere un calcio d’angolo per i padroni di casa, Gattuso inserisce Koulibaly e Ghoulam, sugli sviluppi dell’angolo Koulibaly si dimentica di Romero alle sue spalle e gli azzurri subiscono il definitivo 4-2. Nel finale Osimhen deve lasciare i suoi compagni in 10 per infortunio, il ragazzo dopo una brutta caduta perde i sensi e viene portato in via precauzionale in ospedale.

Le sconfitte per il Napoli iniziano a diventare tante, il quarto posto che è l’obiettivo della società resta a 3 punti ma bisogna cambiare rotta, gli azzurri decimati dagli infortuni non riescono più ad espremersi al meglio in campo con prestazioni insufficienti, ma soprattutto con la preoccupante sensazione che la squadra scenda in campo con poca convinzione, ovviamente è una sensazione dall’esterno ma le partite brutte e senza un briciolo di “cazzimma”, iniziano a diventare tante. Difficile trovare tra gli azzurri il migliore in campo, tutti rimandati nonostante una piccolissima frazione di gioco dove sembrava si potesse rivedere il Napoli brillante, mentre tra i peggiori del match da evidenziare la brutta prestazione di Osimhen, il nigeriano perde tutti i contrasti con gli avversari e puntualmente anticipato da Romero che ha vita facile contro il 9 azzurro.

Nel post partita Gasperini si lamenta dell’arbitraggio, oltre al rigore mancato il tecnico neroazzurro lamenta l’eccessivo cartellino giallo a Gosens, ovviamente analizzando la direzione di gara c’è da dire che anche il Signor Di Bello ha sfoderato una prestazione negativa, ma senza danneggiare nessuno delle due squadre sul campo, giallo inesistente per Di Lorenso al minuto 6, rigore mancato per l’Atalanta, mancato annullamento del secodno gol per i bergamaschi per tocco di mano di Muriel che vizia l’azione, insomme errori da una parte e dall’altra che non hanno danneggiato nessuno.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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