Il ritorno previsto in zona arancione

Le immagini dell’ultimo week end, quello collimante con San Valentino e Carnevale, erano drammatiche e chiarificatrici: di fronte alla marea umana riversatasi, nella gran parte dei casi senza le protezioni necessarie, sul lungomare e nelle zone “in” della movida era facile presagire che sarebbe andata a finire così. E zona arancione è stata. Diciamocelo subito: la ressa non è un’esclusiva di Napoli. Ma è una specificità tutta nostra assistere ai duelli rusticani fra ragazzini, una moda senza senso e pericolosissima, resa possibile dall’inerzia dello Stato, che attraverso gli uomini destinati al controllo dell’ordine pubblico, appare in queste circostanze del tutto latitante.

Come giustamente fa rilevare il governatore De Luca. Torniamo quindi alle chiusure, al coprifuoco, al delivery. Tutto già scritto (con il dubbio che le regole possano essere poi rispettate da tutti). Appunto questa è una considerazione che si sentiamo di esternare con vigore: il governo Conte ci aveva abituato ai dpcm del venerdì. Con Draghi avremmo sperato in un cambio di passo, uno spostamento delle date al lunedì, per impedire che, giustamente, i ristoratori subiscano l’ennesima beffa. Un debutto infelice e una grande delusione.