Noi umilmente lo avevamo detto

da | Feb 13, 2021 | Calcio Napoli

Una rosa incompleta per gli esterni e i centrali. Ed ora il Napoli piange

Il 17 ottobre, quattordici giorni dopo la chiusura del mercato, questo giornale aveva avanzato pesanti dubbi sulla validità della campagna acquisti. Rimanevano scoperti settori nevralgici, quello dei terzini e quello dei centrali di difesa. Una rosa inadeguata rispetto alle esigenze che sarebbero maturate in una stagione così anomala, piena di interrogativi per il rischio Covid, così lunga e stracolma di impegni. Era una previsione, sinceramente, facile. E i fatti ci stanno dando clamorosamente ragione. Con l’infortunio di Hysaj ora il Napoli è ridotto ad avere in organico solo due titolari sulle fasce, Di Lorenzo a destra e Mario Rui a sinistra. Questo per quanto riguarda gli esterni. Non parliamo poi dei centrali. Ne ha solo due, Maksimovic e Rrahmani, entrambi, per motivi diversi, tutt’altro che affidabili. Giuntoli e Gattuso non lo capivano che era assurdo nutrire sogni di gloria in queste condizioni? Che Ghoulam non fosse pienamente recuperabile era noto, che quattro soli centrali non sarebbero bastati era altrettanto noto, visto che l’anno scorso Gattuso stesso si era trovato in gravi difficoltà. Ed ora, nel momento decisivo della stagione si riesce a stento a mandare in campo gli uomini necessari a coprire i ruoli. E pensare che qualcuno aveva pronunciato, anche quest’anno, la fatidica parola “scudetto”! Qui di seguito, per rinfrescare la memoria ai responsabili di questa situazione, riportiamo pedissequamente il nostro articolo del 17 ottobre 2020.

La vicenda legata alla mancata disputa di Juventus-Napoli ha distolto l’attenzione dei media e dei tifosi da una riflessione sulla campagna acquisti del Napoli.
Una campagna giudicata dalla stragrande maggioranza degli osservatori oltremodo positiva, considerando che l’organico dell’anno scorso è stato indubbiamente potenziato con gli arrivi di Osimhen, Bakayoko e Petagna e dal rilancio di Lozano, che può sostanzialmente esser considerato come un nuovo acquisto, se solo si pensi all’apporto pressoché nullo assicurato nella sua prima stagione in maglia azzurra. La storia ci ha insegnato che i piazzamenti ipotizzati nelle griglie virtuali di inizio stagione solo raramente coincidono con quelli che saranno poi i risultati finali. Ciò avveniva sistematicamente in tempi normali, figuriamoci ora che il campionato sarà comunque condizionato dai contagi, dalla mancanza di spettatori e da tanti alti fattori imponderabili. Quindi le valutazioni della vigilia hanno più che mai un valore solo indicativo. Tant’è che vari commentatori, continuano ancora adesso ad inserire il Napoli nella lotta per lo scudetto, il che, sinceramente, ci sembra comunque azzardato. Perché è vero che la squadra sulla carta appare potenziata rispetto all’anno scorso, ma permangono alcuni punti deboli che alla fine potrebbero risultare anche decisivi per la conquista del piazzamento finale. Tanto per cominciare non è stato risolto l’ormai annoso problema del terzino sinistro. Ai nastri di partenza il Napoli si presenta con la coppia Mario Rui-Ghoulam, la stessa dell’anno scorso. Mario Rui offre un rendimento sicuro, seppur mai ad altissimi livelli. Ma ha bisogno ogni tanto di tirare il fiato e ancora non si capisce se si può o meno fare affidamento su Ghoulam. Né si può pensare che il problema lo possa risolvere Hysaj, che pur con la volitività che lo contraddistingue, è certamente un adattato sulla fascia opposta rispetto alla quale ha sempre fornito, invece, prestazioni di livello. Giuntoli ha trattato di tutto, da Emersom Palmieri al giovane polacco Karbowink, sedotto e abbandonato. Ma non è riuscito a portare a casa nulla.

Permane quindi questo grave vulnus e non ci resta che sperare in una miracolosa ripresa di Ghoulam. Manca al Napoli proprio uno come lui, quello dei bei tempi che furono. Ma il vero punto dolente, a nostro avviso, dell’organico del Napoli è nei centrali di difesa. Con la cessione di Luperto (che peraltro Gattuso non aveva mai fatto giocare), sono solo quattro i giocatori in organico. E di questi Manolas e Maksimovic, a vario titolo, non offrono garanzie quanto a continuità di rendimento. Sono soliti, non certo per loro responsabilità, transitare spesso dall’infermeria. E per quanto riguarda il serbo bisogna aggiungere l’aggravante di una difficoltosa trattativa per il rinnovo, che sicuramente non lo aiuterà a trovare la concentrazione necessaria in campo. Già l‘anno scorso Gattuso si trovò in certi frangenti a dover utilizzare Di Lorenzo come centrale, con risultati certo positivi, ma non strabilianti. Una squadra che punta in alto, molto in alto, non può presentarsi al via con una lacuna così vistosa. In altri tempi, senza i micidiali interrogativi che incombono sul prosieguo di stagione, legati ai contagi sempre più in agguato, forse Giuntoli si sarebbe potuto fiondare su qualche svincolato di esperienza, disponibile a fare il quinto, ma con la prospettiva di crearsi spazio, considerando i molteplici impegni, anche internazionali, cui la squadra sarà chiamata a fronteggiare.
C’è a spasso un tal Garay, tanto per fare un esempio, che sarebbe proprio l’uomo giusto, per classe e lunghissima esperienza internazionale. Ma conviene andare a spendere sul mercato se incombe proprio in queste ore l’incubo del “fermi tutti”?

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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