Serve la gara perfetta

da | Feb 6, 2021 | Calcio Napoli

Una vittoria a Genova può stemperare il clima di tensione che regna attorno al Napoli

Scurdammoce ’o passato. Eppure sembra di assistere, soprattutto ai tifosi, alla replica di storie già viste e vissute. Manco il Napoli stesse lottando per salvarsi. E invece la squadra, tra Covid, infortuni e polemiche, è a due punti dall’obiettivo fissato a inizio stagione: il quarto posto, quello utile per la prossima Champions League. Il calendario degli impegni, non solo di campionato, è in salita per tutto il mese di febbraio con le trasferte di Genova, Bergamo (2 volte: Coppa Italia e Campionato) e Granada più l’impegno casalingo con la Juventus. 37 punti in classifica, +13 rispetto alla scorsa di stagione e una partita da recuperare, eppure sembra che questo Napoli non piaccia proprio né per il gioco mostrato né per i punti raccolti. Eppure, alla fin fine, rispetto ai calcoli più ambiziosi mancano solo i due punti contro il Torino e i tre contro lo Spezia. Tutti persi a Fuorigrotta. Poi, le sconfitte negli scontri diretti, ma anche quella di Verona, ci possono pure stare. C’è da affrontare questa sera la partita col Genoa, rivitalizzato e rigenerato da Ballardini. Allenatore serio e poco considerato, a torto, chiamato più spesso a rianimare squadre depresse o addirittura in coma come il Genoa. 14 punti in 7 partite sono bottino degno di una squadra che ambisce all’Europa e Ballardini, tornato al Genoa per l’ennesima volta, sta compiendo l’ennesimo piccolo, grande miracolo tattico, tecnico e psicologico, rimotivando lo spogliatoio.

Un Genoa che è reduce dalla “passeggiata” vincente di Crotone contro una squadra psicologicamente bloccata probabilmente per il peso di una partita da vincere a tutti i costi. Ed è questa la stessa possibile situazione negativa per un Napoli che affronta un grifone in fiducia e soprattutto con il carattere e la giusta grinta agonistica volute dal nuovo tecnico. Il 3-5-2 di Ballardini conta su uomini di esperienza e su giovani in un mix dove non mancano anche classe e tecnica notevoli. L’invenzione dell’allenatore è stata quella di portare Radovanovic (32) al centro della difesa a tre tra due marpioni come Masiello (35) e Criscito (35), supportati sulle corsie esterne dal lavoro di due cursori instancabili come Zappacosta (29) e la sorpresa Czyborra (22). Sarà un caso che la retroguardia rossoblù da 4 partite non subisce gol? A centrocampo l’innesto di Strootman (33) con Badelj (32) e Zajc (29) ai lati ha dato forza e geometria al reparto in funzione dell’attacco che ha (ri)trovato in Destro (29) un cecchino quasi inesorabile e nell’uzbeko Shomurodov (26) un giocatore di classe e temperamento subito adattatosi ai ritmi e alle marcature del nostro campionato. Bisognerà valutare le condizioni degli azzurri dopo la gara di Coppa Italia. Gattuso, tra infortuni e accidenti vari, ha scelte ristrettissime, soprattutto in attacco. Confermerà il 3-4-3 di base visto contro l’Atalanta per mettersi quasi a specchio con il Genoa? O “azzarderà” Zielinski dal primo minuto come quarto a sinistra per sveltire la manovra e soprattutto mettere Lozano e Petagna nelle migliori condizioni per battere a rete? Il Genoa va preso in velocità, con un possesso palla meno sterile e più verticalizzazioni e incursioni sulle fasce. In pratica, serve, tutto ciò che è mancato nella gara di Coppa Italia. Ci vuole la partita quasi perfetta per ribaltare il clima di delusione e di l’un contro l’altro che si vive nel club e anche tra i tifosi, divisi pro e contro Gattuso. Ci vogliono coraggio e giudizio, testa e anima. Come sostiene Gattuso. Come vuole De Laurentiis. Genova può essere la svolta giusta? Andiamo a vedere.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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