Dopo la vittoria nel segno della cultura l’isola si organizza per il 2022

Dopo i festeggiamenti per la proclamazione di Procida capitale italiana della cultura 2022 è iniziato il percorso per realizzare – in collaborazione con la Regione – le tante iniziative che, sin dall’inizio dell’anno prossimo, animeranno non solo l’isola meno appariscente del golfo di Napoli ma tutto il comprensorio flegreo, la Campania. Procida è stata scelta dalla giuria del Ministero dei beni culturali anche come metafora di tutte le isole minori d’Italia (35 comuni). Per la prima volta un borgo e non un capoluogo di provincia. “La cultura non isola” è l’ormai noto slogan del Progetto Procida diretto da Agostino Riitano: “Abbiamo dimostrato che ciò che è piccolo non è necessariamente minore”, ha detto il manager, “anzi, proprio in ciò che è minore talvolta si può custodire la profezia. La profezia del cambiamento”.

Tra gli aspetti da affrontare per un evento che, dopo il calo dovuto alla pandemia, attirerà nelle nostre zone tantissimi turisti: la capacità ricettiva, che potrà contare anche su Ischia, meglio attrezzata dal punto di vista alberghiero, e sui comuni dell’area flegrea; la mobilità, che vedrà probabilmente una intensificazione delle corse per Procida da Pozzuoli e da Napoli. L’incremento dei visitatori insomma sarà fronteggiato contando sulla “rete” territoriale e nel rispetto dell’identità locale.
Un’isola schiva, dove non s’è mai puntato sul turismo di massa. Meta di intellettuali e crogiòlo di culture che rivivono nelle bellezze artistiche (oltre che naturalistiche) e nella tradizione. Immortalata dalla “Graziella” di Lamartine (1852) e da Elsa Morante con “L’isola di Arturo” (1957) e da altri scrittori. Set cinematografico di numerosi film, oltre al notissimo “Il postino” con Massimo Troisi. Sempre discreta ma luogo di intense attività culturali (“parchi” e premi letterari).
Circa 10.400 abitanti, terra di marinai (il 19° secolo segnò il periodo aureo della marineria procidana). La marineria resta uno dei principali settori di occupazione benché, con la sempre maggiore automazione (e il crescente ricorso delle grosse compagnie di navigazione a lavoratori dei Paesi emergenti), questa fonte di reddito abbia perso di importanza. Poi c’è un ceto impiegatizio, caratterizzato da “pendolarismo” con la terraferma. Scarsa tradizione imprenditoriale alberghiera rispetto ad Ischia, Capri, Sorrento. Quote minori della popolazione si dedicano alla pesca commerciale ed altre alla cantieristica e all’agricoltura. Tra i punti del Progetto Procida che ha portato l’isola alla vittoria: il rapporto tra cultura e innovazione, cioè un modello per processi sostenibili di sviluppo a base culturale…
Il primo impatto, arrivando sull’isola, è col pittoresco abitato che dalla marina sale verso Terra Murata, con quelle casette tutte di colori vivaci, differenti l’una dall’altra, affinchè i marittimi, di ritorno dalle lunghe traversate, e ansiosi di ricongiungersi con le famiglie, possano riconoscere già da lontano la propria casa, mentre si avvicinano…