Gianni muore di botte a 2 anni

da | Feb 6, 2021 | Cronaca

di Cinzia Rosaria Baldi *

In aumento i maltrattamenti sui minori. Campania agli ultimi posti tra multiculturalità e povertà

L’orrore rimbalza attraverso i titoli dei giornali, il feroce omicidio di un piccolo di due anni massacrato con pugni e cinghiate, percosso fino alla morte da chi doveva prendersi cura di lui, lascia sgomenti.

L’ennesimo fatto di violenza tra le mura domestiche è accaduto tre giorni fa a Castel Volturno, in provincia di Caserta; la madre C.S. di 29 anni, di origine liberiana in Italia da moltissimi anni e ben integrata, aveva affidato il bambino al suo attuale convivente per andare a lavorare come badante. Quando è tornata a casa ha trovato il figlioletto in fin di vita: con il volto tumefatto, coperto di sangue a causa delle percosse ricevute, inutile la corsa al vicino pronto soccorso della clinica Pineta Grande. I carabinieri di Castel Volturno hanno fermato su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere e trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il compagno della donna, Omar di 25 anni, un nigeriano, considerato uno sbandato dedito alle sostanze stupefacenti, con l’accusa di maltrattamenti e omicidio aggravato del bambino e di violenze anche nei riguardi della donna. Il bambino si chiamava Gianni, portava il nome del medico volontario che aveva aiutato la madre all’arrivo in Italia facendola studiare, ma questa volta nessuno è riuscito ad aiutare la donna, che ora, distrutta dal dolore, è ricoverata nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Sessa Aurunca.

Teatro della drammatica vicenda è una delle zone ghetto di Castel Volturno, dove vivono immigrati, diseredati e tossicodipendenti: la cittadina casertana è trai centri di accoglienza più grandi di Europa, quasi 20mila stranieri, su un totale di altrettanti cittadini italiani, l’emergenza è quotidiana. L’ufficio dei Servizi Sociali del Comune attualmente ha in carico ben quarantadue di minori in difficoltà e non riesce più a fronteggiare la situazione.
La condizione di povertà unita ad un livello socioeconomico basso è tra i fattori di rischio più frequente nella violenza di genere e familiare in ambito multiculturale, perché di solito è determinata dall’impossibilità di accesso a risorse di tipo protettivo.
Concorre l’isolamento dalla rete sociale e familiare della vittima; vivere in quartieri ad alto consumo o spaccio di droghe o ad alta criminalità, come è successo a Castel Volturno. Si è osservato, che nella maggior parte dei casi di violenza, l’uomo proviene da un paese d’origine dove la violenza nei confronti delle donne è ritenuta una “normale “ modalità di relazione o appartiene ad una comunità etnica di tipo patriarcale con scarsa considerazione delle donne. Secondo le statistiche spesso la comunità straniera in Italia, di riferimento delle donne immigrate, assume un ruolo ambivalente nei loro confronti della donna, da un lato svolge attività di mediazione culturale, dall’altra esercita pressione su di lei affinché continui ad aderire a regole di comportamento della propria società di origine appoggiando il comportamento dell’uomo maltrattante. La violenza è sempre stata parte integrante dell’ esperienza umana ed appartiene in maniera diversa a tutte le culture, si può osservare l’ impatto che ne consegue in diverse forme in tutte le parti del mondo. La migrazione implica una ridefinizione e riformulazione dei legami e degli equilibri familiari, inoltre comporta un ripensamento della propria appartenenza alle tradizioni ed ai valori della cultura d’origine. Ogni cultura si distingue dalle altre per diversi concetti e costruzione di idee e ruoli di genere, oltre che di famiglia, inoltre i fenomeni migratori fanno sì che gli individui debbano adattarsi ad enormi cambiamenti non sempre facili da accettare, che si aggiungono ai mutamenti ordinari, come cambio casa, lavoro, scuola: l’esperienza della migrazione comporta in questi soggetti enorme stress psicologico.
Oggi a Castel Volturno si lamenta, infatti, l’assenza di assistenza psicologica e psichiatrica per i moltissimi genitori che soffrono per quei disagi mentali, che nascono dalla povertà associata alla situazione di difficoltà dovuta soprattutto ai tanti sacrifici che sono chiamati a sostenere costantemente. Sarebbe necessario investire in azioni e progetti in cui siano coinvolti in modo trasversale tutte le fasce d’età e tutti i contesti sociali senza far alcuna distinzione, per costruire un percorso di integrazione tra culture diverse ed incidere sul cambiamento dei comportamenti umani, ma soprattutto sostenere le famiglia ed i minori nelle varie fasi della crescita aiutandoli a sviluppare le capacità di affrontare e superare il periodo di difficoltà.
ll fenomeno del maltrattamento sui bambini è forse la peggiore tra le emergenze sociali sia per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato, sia per il tradimento della fiducia che i bambini ripongono negli adulti. Tutte le forme di maltrattamento hanno conseguenze gravi non solo sui bambini stessi, ma anche sulla società: i bambini maltrattati, una volta adulti vivono con un pesante fardello di dolore che spesso scaricano sui propri figli, innescando un circolo intergenerazionale di trasmissione della violenza. In Italia il rischio maltrattamento all’infanzia resta molto alto: secondo i dati emersi dalla III edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia della Fondazione Cesvi, presentato nello scorso settembre 2020, nel nostro Paese si stima che 47,7 minorenni su 1.000 siano seguiti dai servizi sociali. Di questi quasi 100.000 sono vittime di maltrattamento. L’indagine statistico-quantitativa elaborata da Cesvi, che valuta la vulnerabilità dei bambini al fenomeno del maltrattamento nei diversi territori italiani, conferma l’elevata criticità dei territori del Sud Italia, che rispetto alla media nazionale registrano peggioramenti sia tra i fattori di rischio che tra i servizi, pur con diversi livelli di intensità e pone nelle ultime quattro posizioni rispettivamente Campania (20°) Calabria (19°), Sicilia (18°) e Puglia (17°). Inoltre per il 2020 il Rapporto del Cesvi analizza anche il periodo Covid-19 ed evidenzia come l’emergenza e il lockdown abbiano moltiplicato i fattori di rischio per il maltrattamento all’infanzia, complice anche l’abbassamento dei livelli di controllo dovuti all’interruzione di molte attività dei servizi sociali.

*psicologa dell’ età evolutiva

San Giovanni a Teduccio, inaugurato un nuovo hub vaccinale

San Giovanni a Teduccio, inaugurato un nuovo hub vaccinale

La campagna vaccinale per la fascia di età 5 – 11 anni continua presso gli Istituti Comprensivi della Città di Napoli. Ieri, alla presenza del Vicesindaco con delega all’istruzione Maria Filippone, della Preside Teresa Sasso e dei Docenti delll’Istituto Sarria – Monti...

Trenitalia, arriva in Campania il il Frecciargento duplex

Trenitalia, arriva in Campania il il Frecciargento duplex

Arriva in Campania il Frecciargento duplex: due Frecciargento accoppiati in un unico treno, per un totale di 14 carrozze e circa 700 posti offerti a bordo. Si tratta di una prima assoluta per i Frecciargento: la composizione doppia di fatto moltiplica l’offerta di...

Caivano, accoltellamento nell’autolavaggio: arrestato 29enne

Caivano, accoltellamento nell’autolavaggio: arrestato 29enne

A Caivano i Carabinieri della locale tenenza insieme ai militari della sezione operativa della compagnia di Casoria hanno arrestato per tentato omicidio un 29enne incensurato del posto. Ieri pomeriggio un 53enne di origine pakistana è giunto presso l’ospedale di...

Anm, più del 25% di autisti assenti per Covid: corse ridotte

Anm, più del 25% di autisti assenti per Covid: corse ridotte

“La situazione emergenziale conseguenza della quarta ondata della pandemia di Covid in atto sta condizionando pesantemente anche il servizio di trasporto di superficie, a causa dell’incremento vertiginoso degli eventi di malattia tra gli autisti in gran parte...

Napoli, vendeva mascherine di provenienza ignota: sanzionato

Napoli, vendeva mascherine di provenienza ignota: sanzionato

Gli agenti del Reparto di Polizia Investigativa Centrale della  Polizia Locale di Napoli durante l'attività di controllo del territorio per la  prevenzione,  hanno sorpreso un soggetto della provincia di Salerno che in via Galileo Ferraris stava vendendo circa  4000...

Addio a Hugo Maradona, fratello di Diego: aveva 52 anni

Addio a Hugo Maradona, fratello di Diego: aveva 52 anni

È deceduto questa mattina, a poco più di un anno dalla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020 a Tigre, in Argentina, anche Hugo Maradona, suo fratello. Il decesso è avvenuto per un arresto cardiaco Hugo Maradona, 52 anni, è deceduto nella sua...

Natale all’Edenlandia con Babbo Natale e i suoi aiutanti

Natale all’Edenlandia con Babbo Natale e i suoi aiutanti

Oggi, domani, il 25 e 26 dicembre,  il grande parco cittadino resterà aperto con ingresso gratuito, per un divertimento senza prezzo. Babbo Natale con i suoi aiutanti, aspetta ancora i più piccoli nella sua casetta, per la consegna della letterina e per poter scattare...

Murale di Siani, avviati i lavori. Sarà ridisegnato

Murale di Siani, avviati i lavori. Sarà ridisegnato

Sono cominciati i lavori di recupero del murale dedicato a Giancarlo Siani che si trova in via Romaniello, la strada alle spalle di piazza Leonardo al Vomero dove il giornalista del Mattino fu ucciso nel 1985. Il murale fu inaugurato nel 2016, ma in tutti questi anni...

Per un tubo rotto, 32 aule chiuse

Per un tubo rotto, 32 aule chiuse

Ancora disagi per alunni (e genitori) dopo l’allagamento al liceo Sannazaro Continuano i disagi per gli studenti (e famiglie) del prestigioso Liceo Sannazaro di via Puccini, al Vomero, dopo la rottura di una conduttura idrica del secondo piano avvenuta presumibilmente...

Il diritto al Natale dei figli di separati

Il diritto al Natale dei figli di separati

di Cinzia Rosaria Baldi * I genitori dovrebbero mettere da parte i loro problemi e regalare feste serene alla prole Il Natale è il periodo più atteso dell’anno, luci, addobbi colorati, la corsa ai regali trasmettono allegria, ma anche emozioni diverse. In particolare...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te