Partono i grandi progetti per Napoli

da | Gen 30, 2021 | Cronaca

La Regione si muove, le prime tre opere annunciate da De Luca a settembre passano alla fase di esecuzione

Vincenzo De Luca ha mantenuto la parola, non era uno spot elettorale. A settembre aveva preannunziato un piano che prevedeva undici grandi progetti per il rilancio di Napoli. Ora quel piano passa alla fase di esecuzione. Tre di quei progetti, infatti, sono cantierizzabili. La fase di esecuzione passa nelle mani dell’ex consigliere regionale Antonio Marciano, coordinatore ed attuatore del programma.
Il progetto più suggestivo ed anche quello cui De Luca tiene di più riguarda i parchi cittadini.
Quello dei parchi è il progetto più strutturato e più avanzato. Si tratta di un appalto di 11,4 milioni di euro per 4 lotti complessivi per il recupero/riqualificazione dei parchi urbani della citta di Napoli.

Da anni esiste una sofferenza nella gestione del verde e dei parchi pubblici. La Regione si propone di realizzare un grande programma per i parchi abbandonati ma anche nella gestione e nella manutenzione dei parchi pubblici. Virgiliano, Floridiana, Villa comunale, parco del Poggio, oasi degli Astroni. Sarà realizzata anche un’area a Pianura, zona di Napoli che per decenni ha ospitato una vecchia discarica, e due parchi pubblici nuovi: 33mila metri quadrati di verde pubblico
In fase avanzata è anche la ristrutturazione della palazzina D dell’ex Nato di Bagnoli. È un edificio di tre livelli oltre un seminterrato per un totale di diecimila metri quadrati. Questa palazzina ristrutturata ospiterà un polo produttivo per l’animazione e la fiction, una mediateca/archivio, un incubatore di imprese con annesse attività di formazione e un corso di cinema e tv gestito dall’Accademia di belle arti.

E ancora Palazzo Penne, di proprietà della Regione ma chiuso e in abbandono da più di venti anni, dove sarà allocata la Casa dell’architettura e del design.
Prossimo anche l’avvio del recupero dell’ex Manifattura Tabacchi dove sorgerà un polo tecnologico e d’innovazione sostenibile. Già firmato un protocollo tra Miur, Regione e Cassa depositi e prestiti ma è in definizione un “addendum” per la partecipazione del ministero della Coesione. Per quanto riguarda gli altri progetti per i quali occorrerà maggior tempo essi prevedono interventi sul lungomare di San Giovanni a Teduccio, con rifacimento della spiaggia e il recupero di complessi industriali storici. Un altro intervento riguarderà piazza Garibaldi, con la riqualificazione totale. Dell’ingresso dall’uscita dell’autostrada, con un parco nella zona orientale di Napoli, intervento che vale centinaia di migliaia di euro.
Un altro progetto concerne la realizzazione di “Casa Miranda”. A Napoli c’è una dotazione inferiore ai mille posti letto per studenti universitari. Sarà realizzato un polo di accoglienza, di socializzazione e per residenze anche brevi per i giovani, mostre e attività culturali, luogo di incontro fra generazioni.
Poi si porrà mano all’ospedale degli Incurabili. I crolli hanno parzialmente sinistrato un edificio di grande valore storico, attivo da 500 anni, dal 1521, Farmacia inclusa, un patrimonio immenso. Andrà ristrutturato e soprattutto andrà recuperato il patrimonio storico-artistico. Previsti anche il recupero del conservatorio e la sua riqualificazione e il recupero del rione Luttazzi, con laboratori e un distretto sanitario, con un centro polifunzionale per i residenti.
Infine saranno presi in cura la funicolare del Vesuvio e la funivia dei musei. La prima è già in atto con il progetto Vesuvio Master Plan del 2017. Dalla stazione di partenza fino a quella di arrivo con bar e ristoranti con 5 stazioni totali, in 22 minuti. Con la funivia dei musei ci si è ispirati ad altre città europee, come Barcellona e Roma. Collegamento dal museo archeologico a Capodimonte. Si potrà realizzare o tipo funivia con una cabina che attraversa quest’area, oppure con un collegamento sotterraneo. Previsti 30 milioni di euro per la funivia, mentre con il percorso interrato ci vorranno 10 volte tanto.
Come si può ben notare un progetto globale molto ambizioso. Ma anche molto accattivante per il futuro della città.

EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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