Napoli, sei Dottor Jekyll o Mr Hyde?

da | Gen 30, 2021 | Calcio Napoli

Dopo la batosta di Verona, Gattuso ancora sotto esame. Squadra dalla doppia personalità e mercoledì c’è la Dea

La vittoria contro lo Spezia ha “regalato” al Napoli la semifinale di Coppa Italia contro la Dea di Gasperini. La gara contro i liguri, tra veleni societari e rivincite sportive, ha chiarito almeno due aspetti della telenovela Napoli: a) la squadra è con Gattuso, senza se e ma; b) Ringhio è inc…avolato nero per le dimissioni che gli sono state “chieste” e che ha, giustamente, respinto. Chieste da chi? La domanda, come diceva Lubrano, sorge spontanea.

Escluso che il tecnico possa aver tenuto conto di quelle… chieste da pseudo-pallonari di calcio domenicali o da aedi della serie “La voce del padrone”, l’unico che può avergliele chieste, direttamente o no, è la proprietà… a conduzione familiare della Spa Napoli!
Molti, tra gufi, cornacchie e voyeur “calcistici”, si aspettavano l’exploit bis dello Spezia per cantare il de profundis di Gattuso. Non è andata così. Il Napoli ha vinto e nel primo tempo ha pure convinto. Tecnicamente e tatticamente. Alla fine, però, è venuto fuori il solito Napoli bifronte o bipolare, fate voi. Primo tempo giocato con attenzione, mentalità e giusta dose di concentrazione, condito da quattro reti e buon ordine tattico. Poi, nella ripresa, il Napoli versione Mr Hyde: disattento, superficiale, reparti scollati e pessima gestione della gara e del vantaggio. Insomma, il brutto Napoli visto a Verona e brividi dopo i due gol spezzini nonostante l’ampio margine.
Vero è che le cose sono peggiorate quando in campo sono andati Mertens e Osimhen, lontanissimi da una condizione appena accettabile. Ma i due hanno bisogno di minutaggio per recuperare anche una condizione psicologica dopo i gravi infortuni. E Gattuso, una volta di più, ha dimostrato di pensare alla squadra e ai singoli piuttosto che ad interessi personali.
In questi giorni pieni di contatti e di nomi di allenatori… pronti (sarà vero? ndr) per la panchina azzurra, che avrebbero destabilizzato chiunque, è riuscito a tenere compatto il gruppo e motivarlo dopo Verona. Il rischio di rimpiangerlo, in caso di esonero, cresce in modo esponenziale se si considera che i giocatori sono stati bravissimi a seguire un tecnico che, non solo nelle voci, era stato di fatto delegittimato da giorni, e che lo è tuttora, da una proprietà che, è vero, può fare e dire ciò che vuole, ma non somiglia a Virna Lisi come bocca della verità, anzi, e dimostra tutta la sua povertà di idee e organizzazione, travestendosi da “forzuta e cazzuta”. E domani arriva il Parma a misurare la temperatura degli azzurri dopo 72 ore dall’impegno di Coppa. Penultimo in classifica, peggior attacco del torneo (appena 14 reti realizzate, ndr) i ducali si sono affidati a D’Aversa dopo l’esonero di Liverani. Corsi e ricorsi storici, perché Gattuso proprio contro il Parma a Fuorigrotta iniziò la sua avventura in azzurro. Finì 2-1 per i ducali. il Parma attuale, però, è stato finora solo la brutta copia di quello della scorsa stagione. Il mercato è apertissimo, soprattutto alla ricerca di attaccanti e di un difensore. Nomi tantissimi. In avanti, Cutrone e Zirkzee, dal Bayern; in difesa Fazio, N’Kolou, Vida o Dragovic. D’Averso, però, a Fuorigrotta dovrà giocarsela con il materiale a disposizione. Non crediamo al 4-3-3 ma ad una squadra abbottonata, magari ad una punta, e con un centrocampo folto per mettere in inferiorità numerica l’omologo reparto del Napoli e sfruttare le ripartenze al meglio. Toccherà agli azzurri mettere la gara in discesa. Un altro esame, non facile, da superare. Dovesse andar bene domani, mercoledì tocca alla sfida con l’Atalanta per la semifinale d’andata di Coppa Italia e quella sarà la prova del… dieci e non del nove per Gattuso e la squadra. Anche se, diciamocelo francamente, sembra proprio che per il tecnico calabrese gli esami da allenatore non debbano mai finire. Nonostante il più dieci al giro di boa rispetto allo scorso campionato e con una partita da recuperare. Siamo con lui, per la sua onestà di serio professionista. Però una cosa gliela vogliamo e dobbiamo dire: basta regali alle “piccole”.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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