Covid e rientro in classe, i musei risorsa per la nuova socializzazione: l’iniziativa della cooperativa sociale Eco Onlus

da | Gen 28, 2021 | Cronaca

Psichiatri e docenti rispondono alla domande sulle paure degli adolescenti
“La cultura stimola emozioni che riducono il gap di rapporti che la Pandemia ha snaturato”

Un anno dietro un computer. Rapporti sociali a singhiozzo, interazione mascherata da un video che ha creato una involuzione nei rapporti reali. Ora, con la riapertura delle scuole in presenza, si assiste a un vulnus di socializzazione, quasi al timore da parte di molti ragazzi di riprendere rapporti snaturati dalla pandemia. La cultura, e in particolare i musei, sono una risorsa fondamentale non solo per il recupero di una socializzazione perduta, ma anche per stimolare delle emozioni essenza stessa dei rapporti sociali e culturali. L’esigenza di mettere i musei in condizione di recitare un ruolo principale nella nuova socializzazione in epoca pandemica arriva dal gruppo di lavoro creato dalla cooperativa sociale Eco Onlus e coordinato dalla pedagogista Sofia Flauto.

“Lo schermo dietro il quale i nostri ragazzi si sono “nascosti” per un anno, li ha resi piĂą insicuri. Spiega la dottoressa Flauto. Oggi il confronto con una realtĂ  che non è piĂą quella virtuale può portare stress. Ragazzi che la mattina talvolta rinunciano anche a lavarsi oggi si trovano “costretti” a interagire all’aria aperta. E ciò li rende preoccupati, impauriti. Per Sofia Flauto serve “una riabilitazione sociale”  svolta in luoghi protetti dalle normative anti-covid. E quale deve essere il punto di interesse tra le generazioni? “La cultura in tutte le sue sfumature. I luoghi indicati sono i musei che giĂ  attuano un ferreo protocollo dal punto di vista logistico e che stimolano emozioni e dibattito”.

Pierpaolo Forte, professore ordinario di Diritto Amministrativo dell’UniversitĂ  del Sannio (BN), autore di una cinquantina di pubblicazioni scientifiche, è stato, tra l’altro, consigliere giuridico del Ministro per i beni e le attivitĂ  culturali e presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee che gestisce il Museo MADRE di Napoli. “Una prima considerazione – sostiene – riguarda lo sviluppo del digitale. La rete, infatti, ha reso possibile una maggiore fruibilitĂ  di prodotti culturali e questo può consentire molte innovazioni. La seconda considerazione è su come sia cambiata la socialitĂ . La riapertura della vita sociale può essere accelerata, accompagnata, e forse aiutata nei momenti in cui si debbano mantenere le regole. Le visite ai musei possono essere pezzi di didattica delle scuole. I musei hanno il grande vantaggio di essere dei luoghi in cui giĂ  sussiste un protocollo validato. Bisogna comprendere come debbano essere coinvolti questi attori istituzionali. Musei, cinema, teatri come alleati della ripresa graduale che ci apprestiamo a vivere”.

Il dottor Federico Russo Medico Psichiatra e Psicoterapeuta dirigente UOC ASL Roma 1 che ha tradotto la teoria in esperienza pratica con la creazione de “Lo Spiraglio”, film festival della Salute Mentale aggiunge: “La resistenza degli studenti a riprendere l’attivitĂ  in presenza della scuola va interpretata in quanto contiene una paura veicolata dal sistema familiare dove è passato il messaggio di una catastrofe imminente. Si agitava uno spettro mortifero per il quale anche il loro comportamento potesse danneggiare persone a loro care. Mantenendo troppi rapporti sociali si sarebbe addirittura potuto nuocere a genitori e nonni. Ha pesato qualcosa che ha a che fare con la dimensione della colpa. Ciò ha impaurito i ragazzi. Dietro la resistenza dovuta alle condizioni logistiche delle scuole c’è la difficoltĂ  a riadattarsi ad una realtĂ  che fa paura.  L’altra questione è l’autonomia. Se tra i banchi l’idea è che la scuola sia rigida nell’insegnamento, con la didattica a distanza ognuno ha trovato il suo modo di apprendere con maggiore autonomia. Tornare a scuola può significare per molti una regressione. Tra i grandi problemi della riapertura in presenza ci sono anche gli interventi timidi nel mondo della cultura. Se la scuola riapre non si vede perchĂ© non possano farlo cinema e teatro, con le stesse caratteristiche di distanziamento. L’idea è che i nostri ministeri agiscano a compartimenti stagni. Questo fa sì che arrivi un messaggio ambiguo ai ragazzi che reagiscono ribellandosi”.

Il dottor Luigi Martemucci, pediatra dell’ospedale napoletano Santobono aggiunge “La pandemia ha accentuato soprattutto i problemi degli adolescenti piĂą fragili. Non a caso l’isolamento ha aumentato i casi di suicidio. Anche al Santobono si è verificato il caso di una tredicenne che ha tentato di togliersi la vita proprio perchĂ© in assenza di amici, senza un confronto reale, e con patologie latenti aggravate. Uno studio olandese ha dimostrato come otto settimane di didattica a distanza abbiano ridotto il tasso culturale del 20%. Presidi, insegnanti, strutture, garantiscono certezze per le scuole dell’infanzia. Le problematiche per gli adolescenti sono il pre ed il post scuola durante il quale servono controlli. I musei possono essere un modo per accelerare i processi di socializzazione. Sono ambienti ampi, larghi, ben organizzati per appuntamenti e visite guidate. In attesa dei vaccini che ci faranno uscire dall’incubo”

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Un pianoforte nella Stazione Centrale di Napoli

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te