Napoli, piano anti-freddo per i senza fissa dimora: resta aperta anche la stazione di Vanvitelli

da | Gen 18, 2021 | Cronaca

Visto l’aggravarsi delle condizioni meteo e il forte abbassamento delle temperature previsto nelle  prossime ore, l’assessore alle Politiche per il Lavoro con delega al Contrasto alle povertĂ , Giovanni Pagano, informa che oltre alle stazioni di metro di Museo, Piazza Municipio, le strutture “La Palma”  e “La Tenda”, giĂ  previste nel Piano Antifreddo partito lo scorso 29 dicembre, dalla scorsa notte resterĂ  aperta anche la stazione metro di Piazza Vanvitelli dalle 23:00 alle 5:00 con i relativi servizi igienici.

Devo ringraziare l’Assessore Gaudini e il dott. Fabio Pascapè, dirigente del Servizio Politiche di Integrazione e Nuove Cittadinanze che ieri, con il supporto di ANM, hanno lavorato fino a tarda sera per garantire l’apertura in tempi rapidi anche della Stazione di Vanvitelli, oltre quelle giĂ  operanti” – ha dichiarato ieri l’Assessore Pagano – “Siamo consapevoli della parzialitĂ  delle misure messe in atto rispetto al tema dei senza fissa dimora, che resta una delle questioni piĂą complesse e delicate di questa cittĂ , proprio per questo lunedì abbiamo convocato un tavolo tra Assessori competenti e dirigenti per fare il punto della situazione.”


“Nelle scorse settimane solo a Roma sono morte per il freddo 9 persone, parliamo di una questione che va ben oltre i confini cittadini” – ha proseguito l’Assessore – “c’è bisogno di una maggiore collaborazione istituzionale sul tema, da lunedì ci attiveremo in questa direzione“.
Ricordiamo che è sempre possibile contattare la Centrale Operativa Sociale al numero 0815627027, col servizio attivo dalle 16.00 alle 8.00, oppure inviare una e-mail all’indirizzo sos.senzadimora@comune.napoli.it per segnalare la presenza di persone senza dimora nelle strade cittadine ed attivare un immediato aiuto da parte delle UnitĂ  Mobili di Strada.

EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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