Aumentano i nuovi poveri

da | Dic 19, 2020 | Cronaca

In 16mila si sono rivolti ai centri ascolto della Caritas: 8000 in più del 2019. Niente cenone comunitario

Il nuovo povero è un separato di mezz’età, un uomo che, anche se non ha necessariamente perso il lavoro, non riesce a far fronte, con un solo stipendio, al mantenimento dell’ex moglie, dei figli, magari a pagarsi una casa, visto che ha dovuto lasciarla. I nuovi poveri sono commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere causa pandemia, chi è impiegato nel sommerso e non gode di particolari sussidi, lavoratori a tempo indeterminato. Secondo una ricerca realizzata dall’ Università Tuscia di Viterbo 7,6 milioni di persone vanno avanti con meno di 500 euro lordi al mese. Di questi il 10% (circa 760 mila persone) si trovano in Campania. Al 6 ottobre 2020, quasi 2,2 milioni di nuclei familiari hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza all’Inps con nel solo mese di agosto, su base nazionale 37mila nuclei familiari in più che hanno beneficiato del reddito di cittadinanza e 285mila in più del reddito di emergenza. E ancora lo scorso anno nel 2019 ai centri di ascolto della Caritas regionale si sono rivolte 8000 famiglie. Numero raddoppiato a dicembre 2020. Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su tre che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. In occasione della Giornata internazionale della solidarietà umana promossa il 20 dicembre di ogni anno ed istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 identificando la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbero essere alla base delle relazioni tra i popoli, la cooperativa sociale Eco onlus di Valeria Nigido ha promosso un tavolo di confronto relativo alle nuove povertà, quelle che la pandemia ha tragicamente fatto emergere. “La pandemia – spiega il delegato regionale della Caritas Carlo Mele – ha fatto emergere delle povertà e delle sofferenze di natura relazionale e professionale. Ai nostri centri di ascolto, alle mense, ai dormitori si sono rivolte tantissime persone in più rispetto al passato. Servizi che non possono essere l’unica risposta alla collettività. Commercianti, ristoratori, ambulanti, da otto mesi sono fermi senza che nessuno li aiuti. I bonus del governo sono lenti. Non si può arrivare ai drammi essendo impreparati. L’arrivo dei vaccini è una speranza ma porta anche titubanza su quando, e se, tutto questo finirà. Il linguaggio della politica, le minacce, non aiutano. I Servizi sociali sono lenti mentre le risposte devono essere immediate. Noi siamo impegnati in programmi di prossimità, di supporto psicologico. Dalla semplice telefonata che si fa all’amico che ha vissuto un dramma alla consegna del cenone, visto che non sarà possibile farlo più tutti insieme. Porteremo a casa tutto ciò che è necessario per far vivere l’affetto a chi è in solitudine”.

Melicia Comberiati, portavoce Alleanza contro le povertà in Campania: “Nel solo mese di agosto abbiamo registrato un corposo aumento dei beneficiari di Reddito di Cittadinanza (oltre 37.000 nuclei in più del mese precedente, pari a circa il 3% degli oltre 1,3 milioni di nuclei percettori). A tali dati vanno ad aggiungersi i dati riguardanti i percettori del reddito di emergenza (Rem), circa 285.000 nuclei. Misure insufficienti. L’Alleanza contro la povertà già dal mese d’aprile ha sottolineato la necessità di incrementare il sostegno economico per le famiglie in povertà con figli aumentando l’equità della misura, sostituendo l’attuale scala di equivalenza con quella dell’Isee corrente. Quanto sopra deve passare, inevitabilmente, dalla conferma del Fondo Povertà (587 milioni nel 2020, 615 per ciascuno degli anni 2021 e 2022) e della sua destinazione a favore del rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali. La pandemia non è stata una «livella». Bensì «un acceleratore dell’ingiustizia sociale». La crisi fa crescere il rischio di diventare vittime delle criminalità organizzata attraverso l’usura. È necessario implementare un “sistema di welfare d’accesso” fondato su una vera infrastrutturazione sociale. Solo con un Patto di Comunità/ sociale potremo iniziare il cammino verso quella nuova normalità che tutti vogliamo raggiungere presto”.
Sofia Flauto, insegnante, pedagogista sottolinea: “Accanto alla povertà materiale, la pandemia ha inciso pesantemente sui rapporti interpersonali colpendo maggiormente i bambini che hanno bisogno di una rete relazionale fatta di affetto, abbracci, energia, fiducia, positività. La pandemia ha messo un limite a queste relazioni imponendo comportamenti contrari a quelli della socialità e le famiglie interessate dai fenomeni delle nuove povertà sono le più colpite nei loro rapporti interpersonali. Serve così implementare la rete sociale attraverso interventi che mettono i bambini al centro di tutto in modo da far vivere loro questo periodo come un momento passeggero”.

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EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

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