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Martedì via agli addobbi casalinghi: ecco come cogliere le opportunità della pandemia

Per chi visse i tempi della guerra, restrizioni “sopportabili”. Grande disorientamento invece per chi è ancora nella fase cruciale della lotta per la sopravvivenza, tra timori per la salute propria e dei familiari, problemi di lavoro, disagi economici e, soprattutto, dubbi e incertezze che non fanno intravedere una via di uscita (sensazione di perdita di controllo). Intanto l’anno del Coronavirus sta per concludersi con ulteriori restrizioni che incidono pesantemente sui diritti della persona. Siamo a venti giorni dal Natale. Martedì prossimo la ricorrenza dell’Immacolata (che segna anche l’avvio degli allestimenti di alberi e presepi) sarà celebrata per la prima volta senza le tradizionali cerimonie di piazza. La messa della notte di Natale, sarà anticipata entro le 20 in osservanza del coprifuoco. Sarà problematico persino riunirsi con gli affetti più cari…

Siamo bloccati, o, peggio ancora, in un tempo sospeso. Se una malattia ci costringe a letto, può essere un avvertimento del corpo che dice “Fermati, rifletti. Non puoi andare avanti così. Nella tua vita c’è qualcosa che non va e che devi modificare”… E anche dal flagello-Covid bisognerebbe sforzarsi di trarre qualche opportunità. Quel che è stato un colpo non da poco, al mito della sicurezza ingenerato dai progressi della scienza (e che aveva fatto perdere il senso del limite), è uno stop che ci induce a ridefinire le priorità e gli stessi confini della “normalità”, del buon senso, del vivere sani.

Una strada da battere: la ricerca dell’equilibrio, che è legato ai ritmi dell’universo. Le stelle da millenni occupano posizioni immutabili, e così le montagne. Instancabili si susseguono il giorno e la notte, l’inspirazione e l’espirazione, le diastole e le sistole del sistema cardiaco; i cicli delle stagioni e i ritmi del metabolismo. Tale apparente stabilità è tranquillizzante per l’uomo. Che però da tempo s’è allontanato dal suo naturale ritmo di vita legato a quello dell’universo. Giornate trascorse in un continuo affanno per far fronte ai più disparati obblighi: costretti ad essere raggiungibili in ogni momento e mettersi subito in moto, di corsa, senza riuscire a prender fiato e senza dormire abbastanza, con ripercussioni sulla salute. Conseguenza: un disadattamento generale. Ed ecco quindi la funzione (rassicurante) dei riti, come quello del Natale, che “proteggono” l’individuo nei passaggi della vita. Non solo nel Cristianesimo (elemento costitutivo della civiltà occidentale) ma in tutte le culture. Il rito raccoglie le forze dell’uomo affidandole a una entità superiore che dia loro forma e una direzione positiva. Domenica scorsa è iniziata l’attesa del Signore, un rinascere di Dio nella vita dell’uomo, che diventa un uomo nuovo. “L’Avvento è un incessante richiamo alla Speranza”, ha detto il Papa.
Ciò che adesso a volte manca, insieme con la possibilità di programmarsi… E anche tanti non credenti confidano in una Energia Superiore che agisca in maniera provvidenziale, traendone forza e coraggio.