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Immaginiamo una spia americana che arrivi in un aeroporto cinese quando saranno state perfezionate le tecniche per il riconoscimento facciale…
Forse correrà qualche pericolo in più. Scherzi a parte, con i social network aumentano i rischi per la privacy e per la sicurezza degli Stati. Ne sono ben consapevoli gli Usa, dove finora ci si è opposti al G5, infrastruttura digitale del futuro che potrebbe facilitare lo spionaggio cinese introducendosi nei sistemi informatici governativi per ricavarne informazioni “sensibili” nel campo della salute, delle strategie nazionali, dell’energia…
In Italia c’è attenzione su Tik Tok, che è cinese e tutti i dati degli iscritti finiscono in un “data base” a disposizione di Pechino. Se ne sta interessando il Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza pubblica). Ciò si lega alle mosse del governo sul G5: le poste in ballo sono stratosferiche, se si pensa alle nostre imprese con interessi in Cina nonché agli intrecci legati alla nuova “via della seta”.

LE PRECAZUZIONI

Sugli smartphone dei bambini si possono installare applicazioni per bloccare contenuti per adulti, rendere alcuni siti inaccessibili e impostare un tempo massimo di utilizzo. Come, per esempio, Google family link per Android e Apple screen tim per Ios che sono gratuite. Poi ci sono app come Kaspersky Safe Kids che vietano ricerche su determinati argomenti su You Tube, generano report sulle attività Facebook e hanno un geolocalizzatore. E infine c’è Spazio bimbi parental control, che ha svariate funzioni mentre Norton Family permette di vedere quali siti visitano.